| GLI AWARDS DEL MESE |
LE FOTO SEGNALATE |
- Betty Canevarolo
- Romano Sansone
- Rino Giardiello
- Stefano Ingino
- Giuseppe Raimondi
|
- Carlo Riggi
- Paola Pesco
- Franco Di Brigida
- Marcello Volpi
- Sabrina Giandoso
|
IL GIUDIZIO DI CRITICA
A conclusione del mese, e prima che venissero resi noti i nomi degli Autori e le foto premiate, l'ideatrice del concorso ci ha inviato queste note: un vero e proprio "giudizio di critica" che può coincidere o meno col "giudizio di pubblico" rappresentato dai voti dei lettori.
|
Tema facile? Numero difficile? Le numerografie non sono temi scolastici, gli stimoli interpretativi sono alla portata di tutti e dovrebbero dar ampio spazio alle idee. Non sono moltissime per la verità, ma qualcosa d'interessante c'è. Chi non ha mai fotografato una bambina? L'abbiamo fatto tutti, bambini che ci catturano per il riso, per il pianto, per la loro faccina da piccole canaglie. Una bambina è un movimento inaspettato (foto N. 4 "Corri, corri nel vento!"), una bambina è una divertente passeggiata con un personaggio dei fumetti (foto N. 7 "I due...lo sguardo"), oppure uno sguardo dolce e paffuto di una negretta alla finestra. Belle immagini già viste che non rispecchiano il carattere e l'intraprendenza dei bambini di oggi, del resto non era richiesto. Molto più interessanti gli interventi riguardanti il significato del numero. Il numero due è stato accostato alla doppiezza di significati. La foto N. 19 "Due donne?", è davvero molto particolare. Due donne, una reale e una virtuale, dove la virtuale è guardata sullo stesso piano della reale. Sembrano complementari, dove termina una appare l'altra. Una visione maschile del principio femminile? Un'immagine interrogativa ben pensata. Molto più diretta la foto N. 18 "Due corpi, luce e buio", dove il positivo e il negativo si fondono nella plasticità di due corpi speculari, i corpi posti in luce e in ombra uniti nelle forme danno una sensazione di grande equilibrio e rilassatezza. Si discosta da una dualità prevedibile la foto N. 27, titolo: "Facciamoci compagnia". In essa la capacità comunicativa dei due protagonisti non più giovani, fa dei loro discorsi ambientati nel presente una rievocazione dei bei tempi e delle esperienze del passato. La loro vita è rappresentata da una retta con due soli punti: il passato e il presente. Un'unica dimensione di ricerca della compagnia dell'altro.
Ora vi attende il N.3 "la gatta". Arrivederci e buona luce? Sì, possibilmente anche buone idee!
Elisabetta Canevarolo
|
|