
Cosa si può inventare per presentare alla Stampa una nuova linea di prodotti per i capelli? Ormai è stato fatto quasi di tutto, ed è sempre più difficile catturare l'attenzione dei giornalisti che vengono invitati in queste occasioni, spesso distratti ed annoiati anche per colpa della piattezza dell'evento. A poco servono i rinfreschi sempre più ricchi e sofisticati: alla fine si tratta sempre della stessa routine ed il nome e le caratteristiche del nuovo prodotto vengono annotati distrattamente tra una tartina, un calice di vino bianco ed uno scambio di battute col collega che non si vedeva dalla precedente presentazione.
La Intercosmo non voleva che accadesse questo e, prendendo spunto dalle caratteristiche del nuovo prodotto "Amply" (così chiamato perché aumenta, "amplifica" il volume dei capelli), ha pensato di abbinare un evento alla presentazione. L'invito prometteva "Presenta questo invito e Amplyficheremo il tuo volume" e forse qualcuno temeva che gli facessero qualche trattamento ai capelli stesso lì, nella bella Galleria Pace in zona Brera a Milano, ma, una volta sul luogo, si è trovato all'interno di un vero e proprio set fotografico. L'evento principale a sostegno del lancio era il fotografo-artista Rino Giardiello, noto manipolatore di immagini Polaroid da oltre un ventennio, senz'altro uno dei primi ad adoperare questa tecnica in Italia come si può riscontrare nei numerosi articoli pubblicati su REFLEX agli inizi degli anni '80.
Dunque il visitatore arriva, viene accolto da due graziose assistenti che ritirano il suo invito e lo accompagnano sul set, dove Rino Giardiello scatta le foto con una fotocamera Polaroid e, di gran fretta perché lo sviluppo completo dell'immagine Polaroid avviene in pochi minuti, le manipola "in diretta", dinanzi agli occhi sbalorditi e divertiti degli invitati.
L'intervento previsto era, ovviamente, mirato solo ad aumentare il volume dei capelli, ma in breve l'evento assume le caratteristiche del gioco e si crea una piccola folla intorno al set ed al tavolo dove Rino Giardiello elabora le fotografie. "Ma come fa senza computer?" è la domanda più ricorrente mentre, una dopo l'altra, le immagini Polaroid vengono trasformate in caricature dalla mano veloce dell'artista, firmate ed inserite in un portaritratti preparato per l'occasione. Non serve rispondere, la risposta è lì, all'interno dell'emulsione Polaroid modificata quasi per magia grazie ad uno stilo arancione. Il colore si sposta, diventa fluido, va dove deve andare: non si può sbagliare e non c'è tempo per le esitazioni. I risultati sono incredibili, gli invitati si divertono, ridono e confrontano le rispettive caricature: la nuova linea "Amply" non solo ha mantenuto la promessa di amplificare il volume dei capelli, ma ha amplificato anche il piacere della presentazione ed il ricordo dell'evento..
Mi sembra superfluo ripetere per l'ennesima volta come manipolare le Polaroid: si è pubblicato tanto un po' ovunque ed anche su Nadir non mancano gli articoli e le spiegazioni. La tecnica è facile ed alla portata di tutti, ma non lo sono i risultati: non basta seguire con un bastoncino i contorni dei soggetti fotografati o fare una serie di segni per creare una piccola opera d'arte come non bastano pennelli e colori ad olio per diventare pittori. Non è retorica e le tante lettere che ci giungono in redazione di lettori insoddisfatti dai risultati ottenuti lo dimostrano: non esistono trucchi e segreti, ma solo sensibilità e capacità grafiche. Le Polaroid non sono nulla, ma sono tutto nello stesso tempo: sono il classico foglio bianco sul quale ognuno può scrivere delle parole, ma solo pochi sanno trasformarle in poesia.
Alessandra Verdecchia © 05/2002