EFFETTO SKYLINE
Rino Giardiello, settembre 1991

Utilizzando forbici, cartoncino ed alcune diapositive, si può ottenere quel particolare effetto denominato skyline, divertendosi senza dover ricorrere al computer.

Nadir Magazine ©

L'immagine utilizzata, ritagliata ed incollata su un cartoncino Bristol, è quella della rubrica "Obiettivo Italiano" di Reflex.

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Il semplice ed economico occorrente per realizzare i nostri skyline: cartoncini bianchi e neri, forbici o cutter, colla, mollette per i panni ed un proiettore per diapositive.

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Scegliendo una serie di diapositive dal proprio archivio è poi possibile ottenere dei risultati completamente diversi.

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Il set si può sistemare su qualsiasi tavolo o scrivania. La reflex deve essere montata su un robusto cavalletto dato che i tempi di posa per queste riprese sono dell'ordine di 1/8 di secondo a f/4 e pellicola da ISO 100. A seconda della base (nel mio caso il tavolo ha un ripiano di formica bianca), l'immagine può venire riflessa creando, come in queste foto, un gradevole "effetto laguna".

Spesso l'immagine è un pretesto.
E' un pretesto per parlare di immagini che a loro volta evocheranno alla memoria altre immagini.

A volte con la fantasia vedo immagini in continuo mutamento; cerco di fermarle con la macchina fotografica ma il risultato non è quello immaginato. Forse dovrei farne un film ed appendere un monitor alle pareti ottenendo così una specie di "quadro in movimento".
Anche così non va. Solo a pensare a monitor in ogni angolo mi viene un senso di oppressione.

Mi allungo sulla poltrona, carico la pipa e chiudo gli occhi; le immagini scorrono felici e posso controllarne il ritmo, la durata e la successione.
Anche la colonna sonora può essere variata a piacere a seconda dell'umore del momento.

Un'ultima boccata e le mie migliori immagini si dissolvono sul soffitto.

A volte resta un'idea e nasce un "Antro di Merlino".

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Mentre pulivo la pipa pensavo al "film" che avevo appena visto, interamente composto di immagini in controluce e lo sfondo era sempre cangiante: nulla di complicato da realizzare in fotografia anche se perdeva la caratteristica fondamentale del movimento.

Potevo mettere in controluce qualsiasi soggetto od oggetto, dalla classica modella alle piante del salotto, ma in tal modo avrei snaturato l'idea e l'immagine che volevo comunicare.
Nell'intento di diminuire l'importanza del soggetto in controluce a favore dello sfondo cangiante, ho scelto uno skyline (un profilo) molto noto a tutti i lettori di REFLEX, quello della rubrica "Obiettivo italiano", che rappresenta dei monumenti tra i più famosi in Italia.

Ritagliato il disegno, non ho dovuto fare altro che proiettare delle diapositive su un cartoncino bianco posto dietro la sagoma: le diverse diapositive riescono a mutare l'immagine finale creando un'infinità di situazioni senza distrarre eccessivamente con il soggetto in controluce: il vero soggetto è lo sfondo. La tecnica è facile e non necessita di alcun accorgimento particolare, giusto qualche prova per verificare la migliore esposizione.

Penso di avercela fatta: vi ho trasmesso un'idea senza condizionarvi con una serie di soggetti specifici, ma forse tutto l'articolo è solo un pretesto per parlare di immagini, anche di quelle che non saranno mai viste...

Rino Giardiello © 06/2007
Testo e foto originali dell'articolo pubblicato su Reflex settembre 1991 nella rubrica "L'Antro di Merlino"

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