Quando fu presentata la prima 137 MD ci furono reazioni opposte, in ogni caso molto forti. La reflex incorporava il motore di avanzamento (soluzione oggi normalissima e scontata), era totalmente dipendente dalle pile (anche questo oggi è normale) ed era zeppa di buona elettronica ma la cosa "peggiore" e più infamante era la mancanza dell' esposizione manuale. Non c'era nessun dispositivo o rotellina per impostare i tempi manualmente!
Inutile dire come questa scelta, troppo avanti per i tempi, fu il motivo del quasi fallimento della 137 MD, tanto e vero che dopo un annetto uscì il modello MA, praticamente identico ma con la ghiera dei tempi in bella mostra.
In realtà la prima 137 non era solo automatica e non privava affatto il fotografo dei suoi interventi creativi. L'automatismo era il comodo "a priorità dei diaframmi" che consente al fotografo il controllo della profondità di campo e, indirettamente, quello dei tempi. In più c'era il blocco della memoria, cioè qualsiasi tempo di esposizione poteva venire memorizzato e bloccato. Il tempo così fissato restava immutato persino variando il diaframma (cosa non possibile neanche sulle Contax attuali che memorizzano il valore EV, quindi variando diaframma il tempo di scatto si adegua automaticamente). Il tutto era quindi studiato per garantire al fotografo un controllo totale dei vari parametri e di realizzarli con una velocità operativa senza precedenti.
Come la Contax ci ha abituati da sempre, anche le 137 sono fotocamere solide e ben costruite che "si sentono in mano". Il design è il solito, nero e pulito, del Centro Stile Porsche.
Le 137 si impugnano bene, anche se oggi possiamo sentire la mancanza dell'impugnatura per la mano destra. Tutti i comandi sono istintivi e facili da trovare e da usare. Non serve un corposo manuale di spiegazioni: dopo pochi minuti è come se l'avessimo usata da sempre.
IL MIRINO
Il mirino è luminoso anche secondo i parametri attuali e fornisce tutte le informazioni necessarie riguardo tempi, diaframmi, esposizione con il flash e numero di pose ancora disponibili. Inoltre è sostituibile con facilità con altri tipi per fare fronte alle più svariate situazioni di ripresa.
Personalmente ho sempre trovato comodo il mirino reticolato: mi aiuta a comporre meglio l'immagine e ad evitare le linee cadenti nella fotografia di architettura. In più, con obiettivi poco luminosi, non ha il difetto di oscurare una metà dello stigmometro. L'ho adottato in tutte le mie fotocamere (anche non Contax).
SU STRADA
Poco da dire su una fotocamera che ancora oggi si può definire moderna e che manca solo dell'autofocus per esserlo del tutto. La 137 si usa con facilità, espone bene (anche se la lettura è solo media a prevalenza centrale), è robusta e silenziosissima grazie alla tendina in tela (che però limita il sincroflash ad 1/60), ed è perfettamente compatibile con tutti gli obiettivi Zeiss per Contax e la maggior parte degli accessori.
Aveva già la cellula supplementare per i flash dedicati TTL, una gran comodità che apre la porta a numerose applicazioni ed a qualsiasi flash attuale. Le prestazioni, se si esclude il sincroflash limitato ad 1/60, sono più che sufficienti per la maggior parte delle situazioni. Ha il comodo pulsante di previsualizzazione della profondità di campo e la possibilità di sostituire il dorso originale con il Dorso Data.
Cerchiamole un po' di difetti (mica facile)
- Le 137 hanno tutto quello che deve avere una fotocamera per definirsi "completa". Unica mancanza la possibilità di effettuare le esposizioni multiple.
- L'esposimetro è il solito delle Contax, a lettura media con prevalenza centrale molto preciso, ma sarebbe stata utile la misurazione spot introdotta poi con la 167 MT.
CONCLUSIONI
Dolci da usare quasi come la RTS II, è un piacere tenerle in mano e sentire "la sostanza" di un prodotto ben realizzato. Non mi risulta abbiano mai dato problemi agli utilizzatori e sembra che raramente abbiano bisogno dell'assistenza. Tutte le funzioni della fotocamera sono alimentate da 4 normalissime pile a stilo che, in caso di necessità, si trovano ovunque. Il consumo è particolarmente ridotto anche grazie al riavvolgimento a mano (c'è la consueta manovella, cosa che permette di estrarre la pellicola in caso di black-out o di lasciarne fuori la coda).
Le 137 non si trovano facilmente usate. Se ne trovate una in buone condizioni ad un prezzo equo (non da collezione), non perdetela: sono un buon biglietto d'ingresso per il sistema Contax. Quotazione: dalle 350.000 alle 500.000 lire (solo corpo) a seconda delle condizioni e dello stato d'uso.
CARATTERISTICHE TECNICHE
- Esposizione: solo automatica a priorità di diaframmi con blocco memoria.
- Correzione dell'esposizione: +/- 2 EV.
- Esposizione con il lampeggiatore: automatica TTL con flash dedicati.
- Esposimetro: 1 cellula al silicio per le esposizioni in luce diurna ed una per quelle con luce lampo.
- Misurazione della luce: media a prevalenza centrale.
- Gamma di esposizione: da EV 0 a EV 18 con pellicola 100 ASA ed obiettivo F/1,4.
- Gamma sensibilità: da 12 a 3200 ISO
- Mirino: a pentaprisma fisso, copertura 95%, ingrandimento 0,86 X.
- Segnali visibili nel mirino: tempi, diaframmi, sovra e sottoesposizione, pronto flash, contafotogrammi, correttore di esposizione e/o blocco della memoria inseriti.
- Schermo di messa a fuoco: fisso con lente di Fresnel, microprismi e telemetro ad immagine spezzata al centro.
- Otturatore: a tendina orizzontale, elettronico.
- Tempi di esposizione: con controllo al quarzo da 11 sec. a 1/1000; in manuale solo sincroflash e posa B.
- Sincroflash: 1/60 di sec.
- Autoscatto: elettronico con controllo al quarzo con ritardo di 10"
- Avanzamento della pellicola: automatico con motore incorporato. Scatto singolo e/o continuo fino a 2 fotogrammi al secondo.
- Pulsante di scatto: elettromagnetico.
- Alimentazione: 4 pile a stilo da 1,5 V o al Nichel-Cadmio da 1,2 V.
- Dorso: intercambiabile.
- Dimensioni e peso: 143x92,5x51 mm, 665 grammi solo corpo con pile.
Rino Giardiello © 04/2000