GLI OCCHI DELLE CONTAX
Tutti gli obiettivi Zeiss per le fotocamere Contax
Rino Giardiello, marzo 2001

Le Contax adottano dalla nascita i mitici obiettivi Zeiss. Anche se parte della produzione si è spostata in Giappone, lo standard resta comunque elevatissimo ed un obiettivo Zeiss, nuovo o usato, moderno o "stagionato", resta comunque un ottimo strumento per catturare immagini.

Sulla effettiva superiorità degli obiettivi Zeiss si è discusso e si discute ancora molto. Ogni tanto qualche rivista, mira ottica alla mano, dimostra che la risolvenza (capacità di riprodurre un certo numero di linee per millimetro) di un obiettivo Zeiss è spesso inferiore a quella di obiettivi meno blasonati che costano la metà. Verissimo, tranne il fatto che è il metodo ad essere sbagliato. La bontà di una immagine finale non è data solo dalla risolvenza (spesso i nostri occhi o la stampa del laboratorio unificano tutti i valori su livelli molto bassi), ma anche dal contrasto ed una serie di altre aberrazioni che negli obiettivi economici vengono corrette solo in parte o affatto. Cosa apprezziamo di più di una foto? Che abbia i colori brillanti, sembri nitida, che l'obiettivo non abbia creato mille fastidiosi riflessi o sia velato in controluce e, se interessati alla fotografia d'arte o di architettura, che non ci sia distorsione, cioè che le linee dritte vengano riprodotte come tali e non più o meno curve. Gli obiettivi Zeiss si muovono in questa direzione, cioè quella di fornire ottime prestazioni globali in qualsiasi condizione di ripresa e non solo d'estate al mare ad F/8 o F/11 come molti zoom dalla resa "strepitosa". La risolvenza? Quella sufficiente per una nitidezza effettiva sulle foto e non un record valido solo sulla carta.

Quale delle due foto a sinistra è migliore?

Quella in basso sembra certamente migliore, eppure ha meno "informazioni" (= risolvenza) di quella in alto. L'esempio è un caso limite: nella realtà dei fatti tutti gli obiettivi si posizionano tra le due immagini. La foto in alto è stata realizzata con un obiettivo dotato di molta risolvenza e poco contrasto, quella in basso con un obiettivo dotato di molto contrasto e poca risolvenza. Gli ingrandimenti evidenziano la differenza, nella foto in basso mancano del tutto dei dettagli della barba, però nella globalità sembra migliore.

Gli obiettivi Zeiss, come è tradizione tedesca, si avvicinano più alla foto di esempio in basso che, ripeto, è volutamente esagerata per rendere meglio l'idea.

Le foto fanno parte dell'Archivio Zeiss

SISTEMA CONTAX REFLEX

Non abbiamo riportato per motivi di spazio le caratteristiche tecniche (lenti, gruppi, dimensioni, etc.) degli obiettivi dato che le potrete trovare con facilità su qualsiasi depliant o rivista. Quello che non trovate sui depliant sono le note sulla resa pratica degli obiettivi ed eccole qui secondo le nostre esperienze personali.

15/3.5 Distagon - Obiettivo fantastico (purtroppo anche il prezzo). Le aberrazioni sono iper-corrette per un obiettivo di questo tipo e la resa è sempre eccellente, ai vertici della categoria. Perfetto per la fotografia di architettura ed in tutti i casi in cui servono tutti i suoi 110° di angolo di campo.

16/2.8 - Obiettivo fish-eye a copertura totale del fotogramma e principali filtri incorporati. La resa è all'altezza del nome che porta, caratterizzata da un contrasto molto brillante. Solo per gli amanti del genere o per chi ne ha una effettiva necessità.

18/4 Distagon - Ha dei residui di una strana distorsione ad "S" (ma è davvero leggera, trascurabile) e vignetta leggermente a tutta apertura (siamo sempre ai valori minimi per questa lunghezza focale), ma il prezzo è molto più basso di quello del 15/3.5 ed è anche più "umano" da portare con sé. Ha un contrasto molto elevato e fornisce immagini dai colori saturi e brillanti senza bisogno di sottoesporre o polarizzare. Ottimo per un uso generale dove servono ben 100° di angolo di campo.

21/2.8 Distagon - È uno dei grandangolari più recenti. La resa è ottima in tutte le condizioni e l'obiettivo è ottimamente corretto: purtroppo peso e prezzo si fanno sentire.

25/2.8 Distagon -  Spesso mal considerato per la resa ai bordi non proprio eccezionale (soprattutto gli esemplari prodotti sino al 1984, poi è stato modificato e migliorato senza clamori e pubblicità, come fa sempre la Zeiss), ma che rientra nella norma per obiettivi di questa lunghezza focale, è preferibile al 28/2.8 (più economico) per la quasi totale assenza di distorsione e vignettatura, il contrasto brillante e quando serve qualche grado di angolo di campo in più.

28/2 Distagon - Molto luminoso e ben corretto, ha a sfavore le dimensioni, il peso ed il prezzo elevato anche se usato. Incredibile il senso di "ariosità" (difficile concretizzarlo in un test) con le diapositive a colori. Una lente flottante ottimizza il rendimento dall'infinito alla minima distanza di messa a fuoco.

28/2.8 Distagon - Il più classico dei grandangolari con la luminosità "normale" (F/2.8 ormai rappresenta lo standard) che lo rende particolarmente appetibile anche come prezzo. La resa è ottima (anche se fino al 1984 i bordi a tutta apertura non erano esaltanti) e restano solo delle tracce di distorsione e vignettatura. Molto leggero e compatto, si trova usato a prezzi molto convenienti (parliamo sempre di Zeiss, ovviamente) e può rappresentare un ottimo grandangolare tuttofare.

35/1.4 Distagon - Grande esattamente come l'85/1.4 Planar, è diventato abbordabile solo grazie alla realizzazione "Made in Japan". La resa a tutta apertura, tenendo presente l'elevata luminosità, non ha rivali, così come la resa globale in condizioni critiche e di poca luminosità. La lente asferica ed un elemento flottante ottimizzano la resa dell'obiettivo dalla distanza minima all'infinito (anche se non ve ne accorgete nell'uso quotidiano, un obiettivo "normale", cioè senza elementi speciali, non rende in ugual modo alle diverse distanze di messa a fuoco).

35/2.8 Distagon - Obiettivo economico ma dall'ottima resa, l'ideale per il classico obiettivo tuttofare più versatile rispetto al "solito" 50mm. La resa tra centro e bordi è talmente uniforme che l'obiettivo può essere usato anche per le riproduzioni di grandi tavole o pannelli grazie anche alla distorsione ottimamente corretta. I colori sono brillanti, ma non esagerati, meno squillanti e più naturali di quelli del 25/2.8 e del 28/2.8 Distagon.

35/2.8 PC-Distagon (decentrabile) - Ottimo obiettivo, uno dei migliori della sua categoria, limitato nell'uso che gli compete solo per la lunghezza focale. In architettura servirebbe almeno un 28mm decentrabile (anche se tutti gli architetti sognano almeno un 18mm decentrabile con distorsione e vignettatura inesistenti!).

45/2.8 Tessar - Simpatico mini-obiettivo dalla resa non eccezionale come normalmente si crede, anche se è in ogni caso elevata. Visibile la vignettatura a tutta apertura. Nonostante il prezzo più alto, è decisamente meno valido del 50/1.7 Planar che, oltretutto, è più luminoso di 1 stop e 1/2. Utile solo per chi, unendolo ad un vecchio corpo 139 o 159 o alla Contax Aria, vuole una reflex che stia quasi in tasca (ma a questo punto meglio una compatta come la Yashica T5 con il Tessar... davvero da taschino!).

50/1.7 Planar - Ottimo obiettivo standard dal rapporto qualità/prezzo estremamente favorevole. Tutte le aberrazioni sono corrette perfettamente e la resa è elevata già a tutta apertura, addirittura un filino meglio di quella dell'1.4 del quale non ha, però, la fantastica plasticità dell'immagine.

50/1.4 Planar - Solo mezzo stop di luminosità in più con un prezzo quasi doppio non depongono a favore di questo obiettivo che ha, sulla carta e sui test delle riviste, prestazioni quasi identiche al fratello minore e, ad essere pignoli, di pochissimo inferiori ai diaframmi più aperti. Purtroppo plasticità, ariosità, tridimensionalità ed il contributo dello sfocato non compaiono nei test ed è lì che il 50/1.4 mostra tutta la sua classe. Bisogna provarlo sul campo per apprezzarlo.

60/2.8 MACRO-PLANAR - Disponibile in due versioni: la prima, la "vecchia", più grande, pesante e costosa, raggiunge il rapporto di riproduzione di 1:1 senza bisogno di accessori. La seconda, più recente, è decisamente più compatta e leggera, ma arriva solo ad 1:2 (anche il prezzo è inferiore). La qualità dei due obiettivi è la stessa, elevata in ogni caso, e quasi costante dall'infinito al massimo rapporto di ingrandimento (entrambi migliorano con l'aumentare del rapporto di ingrandimento).

85/2.8 SONNAR - Piccolo e compatto obiettivo dall'ottima resa, era stato tolto di produzione per il suo prezzo troppo vicino a quello dell'1.4 che offre ben 2 stop di luminosità in più ed una resa decisamente superiore soprattutto nei ritratti grazie ad una eccezionale resa dello sfocato (l'85/2.8 è troppo contrastato e va meglio per un uso generale). È rientrato in produzione insieme alla Contax Aria, ma entra ed esce dai listini a sorti alterne. Lo schema ottico è stato ripreso pari-pari per il 90/2.8 per il sistema G (anche le prestazioni sono identiche: le curve MTF fornite dalla stessa Zeiss sono sovrapponibili). Trovato a buon prezzo in un mercatino dell'usato è senz'altro un buon acquisto.

85/1.4 PLANAR - Ottimo mediotele dalla luminosità elevata, ideale per chi ama il ritratto a luce ambiente e lavora spesso in condizioni di scarsa luminosità. Impagabile per la plasticità nel ritratto e lo sfocato morbido e graduale, ed il senso di tridimensionalità. La produzione "Made in Japan" lo ha reso abbordabile come prezzo ed ha migliorato la resa a tutta apertura, anche se devo aggiungere che, come impressione personale, ha "rubato" proprio un po' di plasticità (resta comunque un ottimo obiettivo, uno dei migliori in assoluto della sua categoria, il migliore come rapporto qualità/prezzo).

85/1.2 PLANAR - Una serie speciale per un obiettivo davvero speciale: tutto ciò che è stato detto per l'85/1.4 vale - in meglio - anche per questo fantastico obiettivo che non ha davvero rivali.

100/2 PLANAR - Una focale insolitamente lunga per lo schema Planar, ma un obiettivo eccezionale in tutti i sensi (prestazioni, dimensioni, peso e prezzo). La resa ottica e l'uniformità di rendimento a tutti i diaframmi sono degni di un obiettivo macro, come pure la qualità a tutta apertura. Molti lo preferiscono all'85/1.4 nell'uso generale per la maggiore brillantezza delle immagini (e concordo), ma quest'ultimo resta ineguagliabile nei ritratti e nelle peggiori condizioni di luce.

100/2.8 MACRO - Un altro ottimo obiettivo che arriva da solo al rapporto di 1:1. Pregevole la correzione di astigmatismo e distorsione. Immagini molto incise e brillanti, uno dei migliori 100 macro in produzione.

100/3.5 SONNAR - Mediotele compatto e leggero che ha conosciuto un breve periodo di gloria negli anni '80 insieme al 45/2.8 Tessar. La resa è buona, ottima rispetto al prezzo, e vanta una incredibile uniformità di rendimento, degna di un obiettivo macro. Ad essere pignoli gli manca la grinta dell'85/2.8 (il cui prezzo, all'epoca, era perfettamente identico).

100/4 PLANAR Bellow - Obiettivo particolare privo dell'elicoide di messa a fuoco, nato per essere usato esclusivamente sul soffietto. Anche la resa risente della "specializzazione": ad una resa molto buona, ma normale per un obiettivo di questa categoria, fa fronte una resa senza pari ai rapporti di ingrandimento più elevati, quasi nessuna differenza di resa tra centro e bordi anche a tutta apertura, e distorsione virtualmente assente.

135/2.8 SONNAR - È un mediotele compatto relativamente economico dall'ottima resa sin dalla massima apertura. La focale 135mm era la preferita una decina di anni fa, oggi sostituita dagli zoom 70-210 e similari. Eppure quale zoom a pari prezzo, offre la stessa luminosità e la stessa resa a pari diaframma? Il 135/2.8 originale di qualsiasi marca è ancora oggi un valido obiettivo, leggero, compatto, acquistabile di seconda mano a prezzi più che abbordabili. Perché allora vi ostinate a comprare i vari Zoom Ciofagon 70-210 di luminosità variabile 4.5/5.6 ma che cominciano ad andare bene solo ad F/8 o F/11? Usate i piedi e la testa, non i Ciofagon (e gli utenti Contax non sottovalutino questo ottimo 135/2.,8 prodotto dalla Zeiss, anch'esso migliorato nel 1984)!

135/2 PLANAR - Anche questo è un pezzo eccezionale, ma pesante, ingombrante e costoso. La resa a tutta apertura è eccellente (è ottimizzato per questa necessità), ma non ha senso investire in un obiettivo di questo genere se non vi serve davvero utilizzare lo stop in più rispetto al più economico 135/2.8 e lavorate senpre in pieno sole con diaframmi intermedi. Ben corrette tutte le altre aberrazioni (restano tracce di distorsione, trascurabili per un obiettivo di questo tipo).

180/2.8 SONNAR - Nato in occasione delle famose olimpiadi di Berlino (da qui il nome originale "Olympia Sonnar"), è un obiettivo studiato per offrire la massima resa a tutta apertura con una eccezionale uniformità tra centro e bordi. È stato per lungo tempo la pietra di paragone per gli altri fabbricanti ed ancora oggi resta un obiettivo di gran classe tra i migliori della sua categoria anche se - indubbiamente - accusa il peso degli anni: la risolvenza non più da record è compensata però da un notevole contrasto che fornisce immagini molto brillanti e colorate, ed una plasticità ben superiore alla media. Globalmente ancora oggi un ottimo obiettivo.

200/3.5 TELETESSAR - Pur essendo un tele più che dignitoso, non ha mai brillato di luce propria, in buona parte per colpa del 180/2.8 che negli anni '80 con "sole" 150'000 lire in più offriva molto di più, in particolare a tutta apertura. Buona l'uniformità di rendimento tra centro e bordi a tutti i diaframmi, ottima la resa a F/5.6 che coincide con quella massima. Il difetto di questo obiettivo è proprio nella resa a tutta apertura, decisamente modesta (il Sonnar 180/2.8 ad F/2.8 rende molto di più del 200/3.5 ad F/5.6) ed inferiore persino a quella del 180/2.8 aus Jena che, per chi deve adoperarlo a tutta apertura per riprese in interni, è un validissimo acquisto. Tolti i limiti a tutta apertura, resta un valido obiettivo, ben corretto, che non vi deluderà.

200/4 TELETESSAR - Obiettivo recente uscito dopo anni di "buco" per sostituire il 200/3.5 tolto di produzione. Molto compatto e più che dignitoso come resa ottica (anche se mi ricorda troppo il 200/4 Yashica uscito di produzione, e tutto sommato non offre molto di più rispetto al vecchio 3.5 se non una eccezionale compattezza e leggerezza), è passato inosservato nella storia di casa Zeiss. Ottima la resa ad F/8 e l'omogeneità tra centro e bordi anche a tutta apertura, modeste tracce di distorsione ed una leggera caduta di luce ai bordi ad F/4.

300/4 TELETESSAR - L'obiettivo è stato progettato per rendere magnificamente alla massima apertura e ci riesce. Centro e bordi, oltre ad avere una resa davvero elevata, sono praticamente identici, degni di un obiettivo macro ed all'altezza del 180/2.8 di cui sarebbe il compagno ideale. Il contrasto è elevato, la distorsione ridottissima, resta un po' di vignettatura a tutta apertura che ad F/8 scompare del tutto.

Zoom 40-80 F/3.5 - È stato il primo zoom Zeiss per Contax insieme al mitico 70-210/3.5. Piccolo, leggero, compatto, a luminosità fissa col variare della focale, non ha avuto il successo che meritava a causa del prezzo molto elevato, dell'escursione di soli 2x e delle focali inusuali e poco utili (meglio un 35-70mm). La qualità è molto elevata sia al centro che ai bordi sin da F/3.5 ed è elevatissima ad F/8. Cenni di vignettatura e distorsione a 40mm, scompaiono a 55mm per tornare alla focale estrema (80mm) seppure in forma leggera.

Zoom 35-70 F/3.4 - Peccato per l'escursione limitata a soli 2X, altrimenti non c'é proprio nulla da dire contro questo zoom dalla resa fantastica, la luminosità accettabile (sì, non è 2.8 come la concorrenza ci ha abituati, ma per mezzo stop in meno si ha una qualità ben superiore) ed una compattezza notevole. A mia opinione personale, però, uno zoom 2x è poco utile e lo si può sostituire benissimo con la focale fissa intermedia, il 50mm in questo caso, che con minori costi e dimensioni offre una luminosità maggiore alla quale gli utenti del 2000 sono ormai disabituati.

Zoom 28-70 F/3.5-4.5 - Nato con la Contax Aria, questo piccolo e relativamente economico zoom offre prestazioni di tutto rispetto non molto diverse da quelle del più costoso 28-85. Ottima la resa sin dalla massima apertura su tutte le focali e non ci sono differenze visibili tra centro e bordi. Pregevole la correzione della distorsione (modestissima a 28mm e nulla da 35 a 70mm), e la tenuta al controluce, molto comoda la ridotta distanza di messa a fuoco.

Zoom 28-85 - La resa di questo obiettivo alle singole focali è sempre ottima, spesso uguale o superiore a quella dei corrispondenti obiettivi Zeiss fissi. Gli unici difetti che per me sono stati determinanti per togliere questo ottimo zoom (ma a voi potrebbero non dare fastidio, quindi valutateli con equità) sono:

  • La distorsione a 28 mm, inferiore a quella di zoom similari, ma insopportabile per chi ama la fotografia di architettura come me. Intorno ai 35 mm la distorsione diventa quasi invisibile, ma 35mm spesso non sono sufficienti per l'architettura.
  • Il diaframma variabile con il variare della focale. Nessun problema a luce ambiente o con il flash in TTL, ma provate ad usarlo con i flash da studio e l'esposimetro esterno! Un obiettivo professionale dovrebbe mantenere sempre fisso il valore del diaframma (il 35-70, l'80-200 ed il vecchio 70-210 Zeiss lo mantengono, come pure i "professionali" di qualsiasi altra marca ed il 28-85 Zeiss, per fascia di prezzo, deve essere collocato tra i professionali).
  • Gli eccessivi (per uno Zeiss) riflessi a 28mm causati dall'enorme lente frontale. Purtroppo mi sono abituato male con tutti gli altri Zeiss, anche se devo dire che il 28-85 si comporta meglio di tanti obiettivi fissi (per non parlare degli zoom) di altre marche. Ottima invece la distanza minima di messa a fuoco, una volta tanto sulla focale più lunga anziché i classici 5 cm dalla lente frontale in posizione grandangolare o scomodi pulsantini macro.

Zoom 35-135 - Era lo zoom che aspettavo, con la lunghezza focale perfetta per fare di tutto, magari affiancandolo al 25/2.8 o al 18/4 per andare ovunque. Le prestazioni dello zoom non deludono le aspettative, sempre elevatissime in ogni situazione, e non hanno il minimo decadimento con il crescere della lunghezza focale. Per i miei gusti sono eccessive distorsione e vignettatura alla focale più corta, anche se molto (ma molto) al di sotto della concorrenza. A 135 mm l'obiettivo è praticamente perfetto, anche se abbiamo tra le mani un 135/4.5 che in alcuni casi può risultare poco luminoso. Altro handicap per il mio uso personale, comune a tanti altri zoom di questo tipo: la luminosità che varia con il variare della focale rende problematico l'uso dello zoom in sala di posa con i flash da studio.

Zoom 70-210 F/3.5 - Splendido zoom dalla luminosità non variabile col variare della focale, purtroppo dal prezzo molto elevato e sostituito successivamente dall'80-200 F/4 che ha un prezzo molto più abbordabile. La resa è uniforme in tutte le focali dal centro ai bordi ed è elevatissima anche a tutta apertura. Molto ben corrette (direbbero alcune riviste "quasi inesistenti") vignettatura e distorsione. Pesante ed ingombrante, ma con una resa cromatica eccezionale.

Zoom 80-200 F/4 - Davvero molto buono. La resa, secondo i test MTF forniti dalla stessa Zeiss è sempre uguale o superiore ai corrispondenti Zeiss a focale fissa ed un uso pratico lo conferma, anche se gli manca "quel certo non so che" che mi fa continuare a preferire le ottiche fisse; l'obiettivo è compatto, leggero, relativamente economico grazie al Made in Japan e continua ad usare gli stessi economici filtri da 55mm della maggior parte degli altri obiettivi Zeiss. L'obiettivo ideale? Quasi. Purtroppo la luminosità massima di F/4 (fissa a tutte le focali e dal rendimento davvero elevato) è un po' pochina per sostituire due pezzi economici come l'85/2.8 ed il 135/2.8 (che tutto sommato potrebbe bastare da solo), ma se vi serve assolutamente uno zoom...

GLI ZEISS A VITE (Aus Jena)

Sono gli obiettivi prodotti a Jena nella Germania dell'Est (patria originale degli Zeiss) che equipaggiavano le Praktica a vite. Non confondete le note pratiche di questi Zeiss Jena con quelle degli equivalenti obiettivi prodotti dalla Pentacon (per esempio il 300/4 Pentacon) che sono un'altra cosa (tutt'altro progetto ottico). Gli "Zeiss aus Jena" sono ottimi obiettivi, sono pur sempre degli Zeiss, non pari ai fratelli dell'ovest, ma sono in ogni caso in grado di fornire ancora oggi delle ottime prestazioni superiori a quelle di tanti zoom o obiettivi anche sotto il milione. Vale la pena di citarli perché, essendo con il famoso passo a vite 42x1, possono essere montati sulle moderne fotocamere Contax e Yashica con un apposito anello adattatore (ma anche sulle Pentax, e sulla Contax AX si possono addirittura usare come autofocus!). Non perdono la messa a fuoco all'infinito (come invece accade su corpi reflex di altre marche se non utilizzando degli anelli di raccordo con una lente all'interno che ne vanifica la qualità) e possono funzionare tranquillamente a priorità di diaframmi (però chiudendo il diaframma l'immagine nel mirino si scurisce). Alcuni degli ultimi esemplari avevano persino un ottimo trattamento antiriflessi: si riconoscono grazie alla scritta MC stampata in rosso anziché in bianco. Negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino, poi, la Carl Zeiss Jena ha apportato tre cambiamenti: alla numerazione delle ottiche, composta da meno cifre; alla scritta MC, nuovamente in bianco (ma il trattamento antiriflesso è sempre ottimo); ed alla parte frontale dell'ottica, con il nero al posto dell'argento.

20/2.8 Flektogon - Chi ha comprato nuovo in qualche mercatino qualche anno fa uno di questi obiettivi a meno di mezzo milione è ancora contentissimo dell'affare. È un ottimo ipergrandangolare dalla luminosità molto elevata, una buona resa generale ed un ottimo contrasto. La distorsione è perfettamente corretta. A tutta apertura ha i bordi sovracorretti rispetto al centro, ma nell'uso pratico non si nota nulla.

80/1.8 - E dove lo trovate un mediotele così luminoso a poche centinaia di migliaia di lire? Non vale certo il moderno 85/1.4 "Made in West Germany", ma resta comunque un ottimo obiettivo per chi ama lavorare a luce ambiente in condizioni di scarsa luminosità. È anche molto piccolo e leggero. Strana la focale di 80mm, ma all'atto pratico la differenza con i tradizionali 85mm è irrilevante.

135/3.5 - Attenzione! Il 135/3.5 è uno "Zeiss aus Jena", ottimo obiettivo, il 135/2.8 similare è un Pentacon, niente male, ma decisamente inferiore. La resa di questo piccolo e compattissimo tele è notevolissima già a tutta apertura e la differenza tra centro e bordi è quasi inesistente. Pur essendo fornito di paraluce incorporato non ne ha davvero bisogno: il trattamento antiriflessi degli ultimi esemplari con la sigla MC in rosso è eccellente! Un'altra nota di merito: la messa a fuoco minima arriva fino ad 1 metro, il che significa disporre di un 135 quasi-macro, senz'altro molto più macro di quanto lo siano tanti zoom che invece si vantano di esserlo, restando ad una distanza di tutta sicurezza dal soggetto da fotografare. Si trova a prezzi davvero stracciati.

180/2.8 SONNAR - Il mitico "Olympia Sonnar" (così chiamato in onore delle Olimpiadi di Berlino dove fu inaugurato) è il diretto progenitore del 180/2.8 per le moderne reflex Contax. Purtroppo il peso e l'ingombro sono elevatissimi, ma c'è da dire che a tutta apertura è ancora in grado di dire la sua (ad essere pignoli l'immagine è un po' morbida rispetto a quella di un moderno 180/2,8 di qualsiasi buona marca, ma dal costo di almeno 5 volte superiore: quindi ci si può accontentare). Il peso elevato ha come lato positivo il fatto che permette di scattare a mano libera anche con tempi abbastanza lenti (io arrivo ad 1/30 di secondo senza problemi).

200/2.8 SONNAR - Versione aggiornata del 180/2.8, progettato ed ottimizzato esclusivamente per il formato 24x36. Ne ho sentito parlare un gran bene, ma non ho mai avuto modo di provarne uno. Se qualche lettore di animo buono è disposto a prestarmelo per farci qualche test...

300/4 - Forse è il meno convincente del gruppo, anche se resta comunque un ottimo affare tenendo presente il prezzo. La resa a tutta apetura è buona, ma non ottima come quella del 180/2.8 che, oltretutto, offre uno stop in più. Ad F/5.6 ed 8 siamo su livelli molto buoni, superiori a quelli di molti universali che costano più del doppio. Non dimentichiamo la possibilità di montare il 180 ed il 300 anche su corpi 6x6 Pentacon Six o Kiev 60 per divertirsi un po' con il medio formato.

SISTEMA CONTAX G A TELEMETRO

16/8 Hologon - Obiettivo mitico, più unico che raro, dalle dimensioni compattissime (montato sulla fotocamera quasi scompare) e dalla resa sbalorditiva. Tutto questo ha un prezzo (e non mi riferisco solo a quello fatto di tante lirette l'una sull'altra): la luminosità effettiva è F/8 che diventa F/11 montando l'indispensabile filtro degradante che compensa la vistosissima vignettatura tipica dello schema Hologon. Non funziona in autofocus, ma questo è del tutto inutile dato che l'obiettivo è praticamente sempre a fuoco. Un obiettivo splendido dalla distorsione uguale a zero, il sogno proibito di tutti i fotografi di architettura, ma limitato nell'impiego proprio dalla scarsissima luminosità e dall'abbinamento con una fotocamera a telemetro.

21/2.8 - Un grandangolare spinto dalla resa impressionante, sia a colori che in bianconero. La correzione delle aberrazioni è notevole e la nitidezza è elevatissima. Peccato solo per la necessità di usarlo con un mirino separato, con i conseguenti problemi di precisione dell'inquadratura altrimenti lo consiglieremmo senza remore a tutti i fotografi di architettura.

28/2.8 - Nulla a che vedere come schema ottico e resa con il fratello per le Contax reflex. È un obiettivo dalla resa fantastica, talmente corretto che le immagini realizzate sembrano scattate con una focale "normale". Già a tutta apertura il rendimento è elevatissimo, il contrasto alto e le immagini brillanti anche in condizioni di luce scarsissima. La distorsione, se c'è, è inavvertibile. La cosa incredibile di questo obiettivo è la sensazione di "tutto a fuoco" anche a tutta apertura, cosa che non avviene con i normali 28mm per le reflex e spesso neanche con obiettivi di focale minore (24mm).

35/2 - Molti, come me, considerano il 35mm l'obiettivo che dovrebbe essere considerato "normale" sulle fotocamere di piccolo formato, ed un 35mm luminoso e di ottima qualità, piccolo come il 45/2 sempre del sistema G, non fa che confermare questa teoria. Il 35/2 per Contax G è un buon obiettivo, ma dalla resa un po' diversa dagli altri: la resa a tutta apertura è un po' morbida. In pratica produce immagini più plastiche (lo si nota soprattutto utilizzando diapositive a colori), dalla resa non grintosa come quella del 45/2 allo stesso diaframma, né paragonabile a quella del 35/1,4 per il sistema reflex anche ad F/1.4; va notato però che il prezzo dei due 35mm è molto diverso, così come peso ed ingombro. Si potrebbe dire che tra le ottiche per Contax G è l'obiettivo dalla resa "meno Zeiss e più Leica", ed a questo punto e questione di gusti, come spesso avviene in fotografia e non solo.

45/2 - Poche parole per un obiettivo che fa ricredere chi snobba gli obiettivi "normali": è ottimo già alla massima apertura, inciso e ben corretto. Bellissima la resa dello sfocato soprattutto con il bianconero. La resa eccezionale a tutta apertura me lo fa preferire al 35/2, focale che invece reputo ottimale come "normale".

90/2.8 - Quanto si è parlato (all'estero, in Italia mai!) sui problemi legati ai problemi di messa a fuoco della Contax G1 con questo obiettivo! In effetti i problemi c'erano e li ho rilevati personalmente con una serie di test incrociati (più corpi G1 con più obiettivi 90/2.8). Comunque si tratta di semplici regolazioni via software che l'assistenza è perfettamente in grado di effettuare, quindi se si hanno dei dubbi basta fare qualche test di messa a fuoco a tutta apertura. L'obiettivo, d'altra parte, è davvero ottimo e non ha nulla a che vedere con questi problemi. Peccato che sia "solo" F/2.8: su una fotocamera a telemetro avrei gradito maggiormente un F/2 (35 e 90 mm, entrambi F/2, sono un'ottima accoppiata per girare il mondo con una fotocamera a telemetro ad un prezzo ancora abbordabile rispetto agli F/1,4).

Altre note sulla resa degli obiettivi per il sistema Contax G

Rino Giardiello © 03/2001
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