TEST CONTAX RTS
Rino Giardiello, agosto 2000

Presentata nel 1974 e messa in commercio nel 1975, la RTS, nata da un lavoro d'equipe tra Giappone e Germania, si presenta subito come una fotocamera professionale, ben fatta ed innovativa. Innovativa per l'elettronica (RTS significa Real Time System, il tempo reale tipico dei calcolatori elettronici), per il dolcissimo pulsante di scatto elettromagnetico e per il design raffinato ed elegante per la prima volta oggetto di studio (Gruppo Porsche!).

Professionale, si diceva, per la robustezza (ancora oggi molte RTS, magari incerottate, continuano a lavorare) e la razionalità dei comandi (anche se all'epoca si gridò allo scandalo per l'uso dei LED che indicano il tempo di otturazione nel mirino e per l'elettronica che necessita di batterie per funzionare), per i numerosi, innovativi accessori, per il mirino intercambiabile e, logicamente, per gli obiettivi Carl Zeiss con l'eccellente trattamento antiriflessi T*.

Ancora oggi una RTS ha quanto basta per lavorare bene, con il cervello proprio e non quello del computer. Manuale ed automatica a priorità di diaframmi, i tempi da 1/2000 a 4 secondi più la posa B sono più che sufficienti, unico limite è il sincroflash ad 1/60 che oggi è un po' poco. Però c'è il vantaggio che l'otturatore in stoffa a scorrimento orizzontale è silenzioso e praticamente esente da vibrazioni, permettendo di scattare a mano libera anche con tempi abbastanza lenti.

L'esposimetro è a lettura media con prevalenza al centro, molto preciso ma da utilizzare con intelligenza. Non è un multizona, quindi non tende a compensare le alte luci non desiderate: fa la media e basta, per cui un controluce non misurato avvicinandosi al soggetto darà inevitabilmente foto sottoesposte.

Il mirino è luminoso anche secondo i parametri attuali e fornisce tutte le informazioni necessarie riguardo tempi e diaframmi. Inoltre è sostituibile con facilità con altri tipi per fare fronte alle più svariate situazioni di ripresa. Quello standard non aveva, come di consueto, sia lo stigmometro che i microprismi ma solo questi ultimi, in un piccolo cerchietto centrale. I tanto incriminati LED permettono di vedere il tempo di otturazione anche in condizioni di scarsa luminosità.

Personalmente ho sempre trovato comodo il mirino reticolato: mi aiuta a comporre meglio l'immagine e ad evitare le linee cadenti nella fotografia di architettura. In più, con obiettivi poco luminosi, non ha il difetto di oscurare una metà dello stigmometro.

La Contax RTS si può ancora definire una fotocamera bella ed elegante. Il design Porsche ed il look nero hanno fatto scuola.

Quando uscì la RTS molte delle soluzioni adottate ebbero delle critiche che oggi fanno solo sorridere. Ve ne riporto qualcuna, citandola a memoria nelle linee essenziali:

"Un professionista non potrà mai accettare il fatto di essere del tutto dipendente dalle pile".

"La ghiera dei tempi, stranamente è sulla sinistra anziché a destra: è più comoda da usare, ma molti si troveranno in difficoltà".

"L'assorbimento delle pile è abbastanza elevato a causa del pulsante di scatto e dell'otturatore elettromagnetici".

"L'uso dei LED nel mirino è una scelta spregiudicata che aumenta il consumo delle pile".

(Nota: il consumo di pile della RTS è di gran lunga inferiore a quello di qualsiasi fotocamera moderna, anche compatta, ma allora le fotocamere erano tutte meccaniche o con pochissima elettronica e la dipendenza della RTS dalle pile sembrava un enorme difetto).

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Esposizione: manuale ed automatica a priorità di diaframmi
  • Esposimetro: con cellula al silicio
  • Misurazione della luce: TTL semispot
  • Gamma Esposizione: da EV -1 a EV19 con pellicola 100 ISO ed obiettivo 1,4
  • Sensibilità: da 12 a 3200 ISO
  • Mirino: copertura 92%
  • Otturatore: a tendina a scorrimento orizzontale controllata elettronicamente
  • Tempi di otturazione: da 1/2000 a 4 secondi e posa B
  • Alimentazione: 1 batteria all'ossido di argento PX28 da 6 volt
  • Innesto obiettivi: Contax/Yashica
  • Dorso: intercambiabile
  • Dimensioni: mm 142x89,5x50
  • Peso: gr 700 (solo corpo)

Consente le esposizioni multiple, ha gli schermi di messa a fuoco intercambiabili, winder, motore e numerosi accessori per tutte le esigenze. È compatibile con tutti gli obiettivi attuali e con la maggior parte degli accessori.

SUL CAMPO

Ancora oggi, se non siete degli amanti delle superveloci-autotutto, usare una RTS è un gran piacere. Poche reflex sono così morbide, dolci e silenziose da usare. Le prestazioni, se si eccettua il sincroflash limitato ad 1/60 di secondo, sono di tutto rispetto e più che sufficienti per ogni esigenza. I risultanti, grazie anche agli obiettivi Zeiss, non saranno mai deludenti, in particolare con le diapositive. Provate ad andare in giro dopo il tramonto con il Planar 50/1,4 o con il più economico 50/1,7 anziché con uno zoom 35-70 / 3,5-4,5 da trecentomila lire e vedrete!

Trovarne una d'occasione è sempre un buon affare anche se bisogna cominciare a stare attenti all'età. Le RTS in giro, seppur robuste, hanno sempre più di 20 anni ed il problema comune a tutte le fotocamere "vecchiette" è che cominciano a scarseggiare i ricambi per alcune riparazioni, persino della pelle del rivestimento (a parte tutto quella originale dura ben poco e conviene sceglierne una universale).

Rino Giardiello © 08/2000
Riproduzione Riservata

Rino Giardiello, architetto, è noto soprattutto per i suoi lavori nei campi della fotografia creativa e di architettura. È reputato uno dei più esperti utilizzatori di fotocamere Contax ed ottiche Zeiss moderne. La sua insopportabile pignolaggine lo porta a collaudare con meticolosità qualsiasi tipo di attrezzatura o materiale.

PER UN COMMENTO IN PIU'

In un'epoca di reflex autotutto, più o meno costose e sofisticate, verrebbe sinceramente da chiedersi perché andare in giro con una RTS. In questo caso, non vale nemmeno la scusa del "è una reflex semplice e meccanica: limitata, ma affidabile, e funziona sempre, anche senza pile", come si sostiene nell'articolo "Una reflex meccanica per iniziare".
La RTS, infatti, è elettronica: senza pile non scatta.
E allora perché volerne una, a parte la passione per il collezionismo?

Un primo motivo potrebbe essere quello ci chi pensa: ho ottiche Zeiss, ma non vorrei spendere troppo per il corpo macchina. E allora, anziché orientarsi sulla stracollaudata Yashica FX-3, che peraltro è ormai uscita di produzione (e sono diversi anni che è diventata alquanto… plasticosa: ormai gli esemplari più robusti cominciano ad essere davvero anzianotti) si spendono 300mila lire per una RTS in buone condizioni. Così facendo, ci si trova tra le mani una fotocamera sicuramente datata e con delle limitazioni ma che offre tutto ciò che basilarmente serve per fotografare, ad un prezzo contenuto e con una qualità costruttiva notevole. Non dimentichiamo infatti che la RTS nasce come fotocamera professionale, ed è stata l'ammiraglia del sistema Contax fino all'uscita della RTS II, nel 1982. Quindi i materiali, le rifiniture, i dettagli, pur se risalenti a quasi trent'anni fa, rivelano una cura ed una qualità che a tutt'oggi si possono ancora apprezzare. Nell'uso pratico, queste impressioni trovano conferma.

La RTS è discreta, affidabile, con uno scatto morbido ed un mirino luminoso. Come tutte le Contax, non nasce per la fotografia sportiva ultrarapida, ma si rivolge ad uno stile più riflessivo e curato. La lettura avviene sulla parte centrale del fotogramma, in pratica un semispot non strettissimo, e bisogna un po' farci l'abitudine. A conti fatti basta impostare la priorità dei diaframmi e ragionare: l'esposimetro azzeccherà tutte le situazioni di luce facili, per quelle complicate si può agire rapidamente sul correttore d'esposizione (la cui attivazione viene segnalata da un indicatore nel mirino), e così si evitano sotto- o sovraesposizioni.

Ho usato la RTS per oltre due anni senza mai avere problemi né di tipo meccanico né di tipo elettronico; la cosa è sicuramente piacevole, dal momento che i ricambi sono ormai da tempo esauriti. Se si può fare a meno di alcune funzionalità ormai divenute standard sulle reflex moderne (penso al flash TTL, all'esposimetro con lettura multizona, al winder incorporato), la RTS costituisce un biglietto d'ingresso validissimo per il mondo delle ottiche Zeiss, e che può dare notevoli soddisfazioni. Ed è un biglietto che costa davvero poco.

Agostino Maiello © 09/2001
Riproduzione Riservata