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CONTAX RTS
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Professionale, si diceva, per la robustezza (ancora oggi molte RTS, magari incerottate, continuano a lavorare) e la razionalità dei comandi (anche se all'epoca si gridò allo scandalo per l'uso dei LED che indicano il tempo di otturazione nel mirino e per l'elettronica che necessita di batterie per funzionare), per i numerosi, innovativi accessori, per il mirino intercambiabile e, logicamente, per gli obiettivi Carl Zeiss con l'eccellente trattamento antiriflessi T*.
Ancora oggi una RTS ha quanto basta per lavorare bene, con il cervello proprio e non quello del computer. Manuale ed automatica a priorità di diaframmi, i tempi da 1/2000 a 4 secondi più la posa B sono più che sufficienti, unico limite è il sincroflash ad 1/60 che oggi è un po' poco. Però c'è il vantaggio che l'otturatore in stoffa a scorrimento orizzontale è silenzioso e praticamente esente da vibrazioni, permettendo di scattare a mano libera anche con tempi abbastanza lenti. L'esposimetro è a lettura media con prevalenza al centro, molto preciso ma da utilizzare con intelligenza. Non è un multizona, quindi non tende a compensare le alte luci non desiderate: fa la media e basta, per cui un controluce non misurato avvicinandosi al soggetto darà inevitabilmente foto sottoesposte. Il mirino è luminoso anche secondo i parametri attuali e fornisce tutte le informazioni necessarie riguardo tempi e diaframmi. Inoltre è sostituibile con facilità con altri tipi per fare fronte alle più svariate situazioni di ripresa. Quello standard non aveva, come di consueto, sia lo stigmometro che i microprismi ma solo questi ultimi, in un piccolo cerchietto centrale. I tanto incriminati LED permettono di vedere il tempo di otturazione anche in condizioni di scarsa luminosità. Personalmente ho sempre trovato comodo il mirino reticolato: mi aiuta a comporre meglio l'immagine e ad evitare le linee cadenti nella fotografia di architettura. In più, con obiettivi poco luminosi, non ha il difetto di oscurare una metà dello stigmometro. La Contax RTS si può ancora definire una fotocamera bella ed elegante. Il design Porsche ed il look nero hanno fatto scuola. Quando uscì la RTS molte delle soluzioni adottate ebbero delle critiche che oggi fanno solo sorridere. Ve ne riporto qualcuna, citandola a memoria nelle linee essenziali: "Un professionista non potrà mai accettare il fatto di essere del tutto dipendente dalle pile". "La ghiera dei tempi, stranamente è sulla sinistra anziché a destra: è più comoda da usare, ma molti si troveranno in difficoltà". "L'assorbimento delle pile è abbastanza elevato a causa del pulsante di scatto e dell'otturatore elettromagnetici". "L'uso dei LED nel mirino è una scelta spregiudicata che aumenta il consumo delle pile". (Nota: il consumo di pile della RTS è di gran lunga inferiore a quello di qualsiasi fotocamera moderna, anche compatta, ma allora le fotocamere erano tutte meccaniche o con pochissima elettronica e la dipendenza della RTS dalle pile sembrava un enorme difetto). CARATTERISTICHE TECNICHE
Consente le esposizioni multiple, ha gli schermi di messa a fuoco intercambiabili, winder, motore e numerosi accessori per tutte le esigenze. È compatibile con tutti gli obiettivi attuali e con la maggior parte degli accessori. SUL CAMPO Ancora oggi, se non siete degli amanti delle superveloci-autotutto, usare una RTS è un gran piacere. Poche reflex sono così morbide, dolci e silenziose da usare. Le prestazioni, se si eccettua il sincroflash limitato ad 1/60 di secondo, sono di tutto rispetto e più che sufficienti per ogni esigenza. I risultanti, grazie anche agli obiettivi Zeiss, non saranno mai deludenti, in particolare con le diapositive. Provate ad andare in giro dopo il tramonto con il Planar 50/1,4 o con il più economico 50/1,7 anziché con uno zoom 35-70 / 3,5-4,5 da trecentomila lire e vedrete! |
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| PER UN COMMENTO IN PIU' In un'epoca di reflex autotutto, più o meno costose e sofisticate, verrebbe sinceramente da chiedersi perché andare in giro con una RTS. In questo caso, non vale nemmeno la scusa del "è una reflex semplice e meccanica: limitata, ma affidabile, e funziona sempre, anche senza pile", come si sostiene nell'articolo "Una reflex meccanica per iniziare". Agostino Maiello © 09/2001 |
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