LEICAFLEX 1965-68
- più di 37.000 esemplari prodotti
- comunemente cromate, rarissime nere
Ha un significato storico perché rappresenta l'entrata della Leitz nel mondo delle reflex. Anche se già all'uscita presentava alcune caratteristiche un po' più conservatrici rispetto alle altre marche, è dotata di tutto l'indispensabile per poter essere usata ancor oggi con soddisfazione. Come anche tutte le Leicaflex successive presenta l'utile coassialità tra leva di carica, selettore dei tempi e pulsante di scatto, tempi fino 1/2000 e sincro flash a 1/100. Il circuito esposimetrico non è TTL, appare simile a quello dei Leicameter ed ha una cellula posta sopra l'obiettivo che legge con un angolo corrispondente alla focale di 90mm.
La Leitz non denominò in alcun modo questo modello, solo i collezionisti cominciarono a chiamare le due versioni esistenti come mark 1 e mark 2 (mk1 e mk2). La prima, più rara, distinguibile per la finestrella contafotogrammi a settore di cerchio, non presenta l'interruttore per l'esposimetro, che invece nella seconda è attivabile con lo scostamento della leva di carica. Si tenga presente che il circuito ha un consumo molto basso e permette ugualmente una durata delle batterie molto elevata, aiutato dal fatto che riponendo il corpo al buio nella borsa il consumo si riduce quasi a zero. Anche sui modelli MOT successivi fu adottata questa soluzione.
Il selettore dei tempi è interamente cromato, ma manca di una zigrinatura accentuata che possa permetterne la rotazione col solo dito indice, inoltre la lunga corsa della leva di carica necessita di un po' di assuefazione.
L'otturatore è molto più silenzioso e dolce di tutte le altre Leicaflex successive e in più presenta l'utile possibilità di sollevare lo specchio che consente di raggiungere quasi la silenziosità e l'assenza di vibrazioni della serie M.
Il mirino permette la messa a fuoco solo tramite un cerchio centrale di microprismi; è consigliabile non utilizzare obiettivi poco luminosi ed evitare i grandangolari estremi che provocherebbero una leggera vignettatura nel mirino. Nella parte inferiore dello schermo è ben leggibile la scala dei tempi mentre l'esposizione viene determinata facendo combaciare il classico ago con l'anello.
Per chi ama i grandangolari non va dimenticato che è l'unico modello di Leicaflex che permette di usare il leggendario Super Angulon 21/3.4, che ha lo stesso schema ottico di quello della serie M, ma oggi grazie alla sua scarsa popolarità nella versione R è reperibile a prezzi inferiori. Per inquadrare è necessario utilizzare l'apposito mirino ma la cellula esterna permette di non perdere la misurazione esposimetrica.
Le mk1 e mk2 sono nate per l'utilizzo degli obiettivi a una camma, oggi reperibili a prezzi notevolmente inferiori rispetto ai successivi, ma possono montare anche quelli a 2 e 3 camme.
Vengono di solito vendute corredate di Summicron 50/2.
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