... se solo la qualità fosse almeno passabile, ma in questo caso siamo al di sotto della resa delle più economiche usa-e-getta che, oltretutto, hanno il grosso vantaggio di costare molto meno.
Eppure l'idea non era niente male e confesso di essere stato tentato anch'io di acquistarla, quando lessi di questa Lomo nelle pagine di un catalogo di vendita articoli fotografici per corrispondenza. Non mi aspettavo un granché, è ovvio, ma le mie fantasie più audaci non arrivavano ad immaginare un prodotto così scadente.
La Lomo da tempo ci ha abituati ad astute mosse commerciali che sono riuscite a far vendere prodotti di qualità molto bassa a prezzi decisamente spropositati (basta pensare all'invenzione delle "lomografie": per fare foto di pessima qualità e liberare la mente e dare sfogo alla propria creatività non basterebbe una usa-e-getta?), ma questa volta l'idea di poter scattare delle "cronofotografie" era davvero simpatica ed allettante quindi... eccola qui!
L'ESTETICA
A vederla è davvero simpatica, soprattutto nelle coloratissime versioni destinate all'estero: quelle importate in Italia sono monocromatiche e più seriose. La fotocamera è davvero piccola e leggera, cosa scontata visto che non contiene praticamente nulla ed è tutta di plastica, ed è caratterizzata dalla presenza sul frontale dei quattro obiettivi in grado di scattare in rapida successione e di riprodurre la sequenza su di un unico fotogramma 24x36 (quindi ogni singolo scatto è davvero piccolo, quasi quanto un fotogramma 110: tenetelo ben presente). Ovviamente non è reflex, ma non ha neanche il consueto mirino galileano come ci si aspetta su una compatta di questo tipo: l'inquadratura viene effettuata in maniera molto approssimativa grazie ad un mirino a traguardo ripiegabile.
L'ESPOSIZIONE
Gli obiettivi sono quattro, ma l'otturatore è uno solo e li "scopre" in rapida successione impressionando la pellicola. Il tempo di esposizione è quindi fisso (come pure la messa a fuoco ed il diaframma), ma l'otturatore non è costante nel suo movimento: questo significa che le quattro esposizioni saranno diverse e non di poco, tanto che non basta neanche l'ampia latitudine di posa di una pellicola negativa a colori per compensarle (il terzo scatto è visibilmente più chiaro degli altri).
L'ordine della sequenza non è quello che ci si aspetterebbe, cioé orario a partire dal primo fotogramma in alto a sinistra, ma da questo procede in senso antiorario (quindi il secondo scatto è quello sotto al primo e non quello alla sua destra, poi a destra del secondo scatto c'è il terzo e sopra al terzo c'è il quarto).
Potete caricare nella Lomo Action Sampler qualsiasi rullino 24x36, ma per forza di cose è bene adoperare solo pellicole negative a colori o in bianconero di sensibilità medio alta: le classiche 400 ISO sono le più indicate.
QUALITÀ OTTICA
Non è facile parlarne: semplicemente... non c'è! La luce passa attraverso le minuscole lenti ed impressiona la pellicola, fin qui ci siamo, ma i quattro scatti sono del tutto privi di definizione sia per la scarsa qualità delle lenti che per le minuscole dimensioni del fotogramma (ma è impossibile non fare paragoni con la Minox o, giusto per restare in casa, con la sua copia Kiev 30, e persino le 110 che uscivano dai fustini del Dixan offrono una qualità migliore). Ogni singolo scatto è, oltretutto, caratterizzato da una notevole vignettatura.
A questo punto ci si potrebbe chiedere perché comprare una Lomo Action Sampler e, ad essere onesto, non ho trovato una valida risposta salvo il volersi togliere uno sfizio ed avere qualche biglietto da 10.000 lire di troppo. Io mi reputo fortunato a non averla comprata dal catalogo di cui parlavo all'inizio e l'esemplare oggetto della prova è di proprietà di un amico inglese venuto in vacanza in Italia...
Rino Giardiello © 9/2001