La storia delle attuali fotocamere 35 mm tascabili inizia nel 1967 con la Rollei 35 dotata di obiettivo rientrante. Per un certo periodo di tempo, fino a che non giunse sul mercato la Minox 35 EL nel 1976, la piccola Rollei ha tenuto banco. Dopo la fortunata uscita della Minox seguita dal modello FF1 da parte della giapponese Ricoh, e dopo un veloce passaggio del modello Vivitar 35 EN, fu la volta della Olympus. Il modello XA, che è stato il progenitore della serie cosìddetta "a uovo", ha pressoché le dimensioni della tedesca Minox ma incorpora alcune caratteristiche in più che sono difficili a trovarsi in un apparecchio di questo tipo. La XA, occorre ricordarlo, è stata ideata dal capoprogettista della Olympus, Maitani, lo stesso che ha dato vita alle famose Olympus Pen mezzo formato ed alla serie OM.
Tra tutte le caratteristiche della Olympus XA, quella che merita più di ogni altra di essere sottolineata riguarda l'obiettivo che non è di tipo retrattile. Ci si potrebbe chiedere come un apparecchio così sottile possa fornire immagini corrette con un obiettivo fisso, ma la soluzione adottata da Maitani è molto semplice e geniale. L'obiettivo 35 mm f/2,8 Zuiko usa una costruzione ottica che potremmo definire unica. Questo obiettivo a 6 lenti in 5 gruppi può essere infatti descritto come una grandangolare retrofocus invertito. Il che vuoi dire che si tratta di un obiettivo di corta focale e che è stato modificato in modo che la sua lunghezza totale (circa 31 mm dall'elemento frontale al piano focale) paragonata alla sua effettiva lunghezza focale lo rende concettualmente simile ad un teleobiettivo: per coprire perfettamente il formato 24x36 mm è stata adottata una lente posteriore di notevoli dimensioni (vedere lo schema) e per aumentare la rigidità e la stessa robustezza il sistema di messa a fuoco adottato si basa sul movimento del terzo gruppo ottico in avanti e indietro.
Per realizzare in pratica questa soluzione, si sono dovuti risolvere inoltre alcuni problemi di carattere puramente ottico con l'uso di vetri ad altissima rifrazione per controllare nel modo migliore possibile tutte le aberrazioni dal centro ai bordi: inoltre le varie lenti e l'obiettivo stesso sono sottoposti a un controllo in fase di montaggio veramente particolare. Per rendere ancora più completa la qualità ottica di questa piccola fotocamera, alla Olympus è stato deciso di accoppiarle un telemetro a sdoppiamento di immagine per favorire in tutte le occasioni una perfetta messa a fuoco onde utilizzare in pieno le caratteristiche ottiche dell'obiettivo stesso. Questa piccola fotocamera tra l'altro ha una messa a fuoco minima di 85 cm.
Tutt'altro che convenzionale anche il piccolo telemetro, infatti la sua base è molto stretta (1,5 cm), la più stretta di qualunque telemetro mai incorporato in un apparecchio 35 mm. La regolazione della messa a fuoco avviene con una piccola levetta che sporge sotto l'obiettivo e la distanza regolata può essere letta nella parte superiore dell'obiettivo stesso.
Una seconda caratteristica più esteriore di questo apparecchio risiede nel fatto che la Olympus XA non richiede una borsa pronto. La sua costruzione è tale per cui la protezione contro la polvere dell'obiettivo avviene semplicemente facendo scorrere le due parti di quello che potremmo definire un piccolo scudo. Il sistema è molto razionale anche perché non comporta alcun aumento di ingombro dell'apparecchio stesso.
Per aprire il dorso della XA è sufficiente sollevare il bottone di riavvolgimento come avviene con gli apparecchi di maggiori dimensioni. L'interno appare molto pulito e accuratamente rifinito. Tra l'altro il rocchetto ricevitore è dotato di più fessure e di una piccola ruota zigrinata inferiore che consente di agganciare più facilmente la coda della pellicola al rocchetto stesso. Questa caratteristica ricorda l'originale Olympus Pen ed è anche presente sulla tedesca Minox. Il rocchetto trascinatore è dotato di un'unica dentatura nella parte inferiore.
Nella parte superiore della XA si trova un piccolo ma abbastanza leggibile contafotogrammi con azzeramento automatico. il piccolo pulsante di scatto squadrato e arancione che incorpora un microswitch che facilita e rende più morbido lo scatto senza vibrazioni. Al centro della parte superiore si può notare proprio sopra l'oculare un piccolo altoparlantino che emette, a un livello sonoro non troppo eccessivo, l'ormai famoso bip-bip di avvertimento. Sul fondello dell'apparecchio accanto all'alloggiamento per la pila e al pulsantino per il riavvolgimento, si trova una piccola leva di comando dotata di una linea di indicazione bianca. Quando questa leva è premuta completamente verso il corpo essa non comanda alcuna funzione (è sulla posizione OFF), ma ponendo la levetta su una delle tre posizioni previste si ottengono tre diverse importanti funzioni.
Al primo scatto, nella posizione + 1,5 Back Light, si ottiene la compensazione dell'esposizione per riprese in controluce. La caratteristica è estremamente utile qui come sugli apparecchi reflex automatici. Infatti mentre su altri apparecchi compatti la compensazione per le riprese in controluce deve essere effettuata ingannando l'esposimetro dell'apparecchio su una regolazione ASA diversa, qui basta muovere questa piccola levetta. Nella seconda posizione indicata dalla scritta "Check", si può eseguire il controllo dello stato di carico della pila. Se le pile MX 76 sono in buone condizioni, l'apparecchio emetterà un sibilo costante mentre una piccola spia rossa sul frontale dell'apparecchio si accenderà.
L'ultima posizione indicata con "Self-Timer" è quella dell'autoscatto che consente un ritardo di 12 secondi. Questo entra in azione solo ed esclusivamente se lo scudo anteriore è completamente aperto. Durante l'attesa la luce anteriore lampeggerà e il sistema sonoro emetterà due piccoli sibili ogni secondo. Da ricordare che questa piccola levetta nella funzione autoscatto viene a sporgere in avanti quanto basta per consentire la stabilità di questo piccolo apparecchio qualora appoggiato su superfici non perfettamente piane: un piccolo tocco di ingegnosità.
Ma veniamo all'uso pratico di questa piccola fotocamera tascabile. Fino a che lo scudo anteriore resta chiuso ed il dorso è aperto, durante le fasi di caricamento della pellicola il tempo di otturazione viene automaticamente regolato su 1/8 di secondo per facilitare l'avanzamento della coda della pellicola. A questo punto basta chiudere il dorso e aprire lo scudo anteriore per poter impostare la sensibilità ASA della pellicola (da 25 a 800) sulla piccola scala posta direttamente sotto l'obiettivo. Prima di poter eseguire il primo scatto occorrerà regolare il selettore verticale delle aperture di diaframma (da f/2.8 a f/22); per fare questo basterà regolare il piccolo selettore in modo tale che la freccia bianca indichi il valore di diaframma desiderato. Volendo eseguire riprese senza dover pensare costantemente all'apertura dei diaframma o alla messa a fuoco, basterà regolare la distanza su circa 5 metri e l'apertura del diaframma su f/8 per ottenere una profondità di campo sufficiente a coprire la maggioranza delle situazioni ed un tempo di scatto sufficiente a fermare le vibrazioni.
Per cominciare ad eseguire le riprese basterà aprire lo scudo anteriore facendolo scorrere verso sinistra fino a fondo corsa. A questo punto è possibile portare la XA all'altezza dell'occhio per poter osservare il soggetto attraverso il mirino molto luminoso che offre un ingrandimento dell'immagine di circa 0,6X. Al centro del mirino si noterà il piccolo rettangolino giallastro del telemetro. Ai bordi del mirino, cosa che non è perfettamente visibile a chi porta gli occhiali, sono gli indici di riferimento per la correzione della parallasse per le riprese in verticale: segni che sono comunque particolarmente difficili a vedersi. Sulla parte sinistra dei mirino è presente la scala dei tempi che va da 500 (1/500 di secondo) fino a 1 secondo.
Se l'ago dell'esposimetro si sposta oltre il valore 500 nella zona di sovraesposizione oppure se si muove al di sotto di 1/30 di secondo, è possibile riportare la situazione nelle migliori condizioni di ripresa semplicemente regolando il cursore che comanda l'apertura dei diaframma fino a che il tempo di scatto indicato non sia quello più opportuno. L'operazione è molto facile da attuare anche tenendo l'apparecchio all'occhio così che in qualunque momento si è pronti a premere il pulsante di scatto che farà scattare l'otturatore che risulta estremamente silenzioso come quelli presenti in tutti gli apparecchi di questo tipo.
Occorre comunque un attimo di attenzione mentre si usa l'apparecchio poiché può essere abbastanza facile sporcare con un dito la lente anteriore dell'obiettivo della XA. Ad esempio questo può accadere quando si apre lo scudo frontale qualora non si tenga l'apparecchio per i punti chiaramente indicati dalle zone zigrinate come consiglia il libretto di istruzioni; se lo scudo viene aperto, ad esempio, tenendo le dita sulla sua parte anteriore è possibile che nel momento in cui l'obiettivo viene scoperto un dito possa sporcare la sua lente anteriore.
Un altro punto criticabile dell'apparecchio riguarda il suo pulsante di scatto. Anche se estremamente comodo e morbido da usare ci sembra che la sua corsa (inferiore ad 1/4 di mm), sia troppo breve. La sua posizione nella parte superiore è tale per cui non è facilissimo trovarlo a memoria mentre può succedere con facilità che per un piccolo urto esso scatti inavvertitamente. Avremmo certamente preferito un pulsante di tipo piatto e virtualmente antiscatto accidentale, protetto da un collare che riduca la possibilità di scatto e che renda più facile trovare la sua posizione. Un'altro fatto su cui occorre soffermarsi riguarda il modo di impugnare correttamente la XA.
Dopo vari esperimenti abbiamo ritenuto di aver trovato la posizione più corretta per utilizzare questo piccolo apparecchio. Infatti il sistema migliore consiste nell'appoggiare l'apparecchio sul pollice e tenerlo saldo con l'indice e il medio della mano destra: mentre l'indice servirà a premere il pulsante di scatto, il pollice dalla parte inferiore servirà a regolare la levetta della messa a fuoco. In questo modo si ha sempre il pulsante di scatto sotto il dito mentre il pollice può spostarsi facilmente verso la ruota di avanzamento e caricamento dell'apparecchio.
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