Pentax M 20 mm f 4.0
Piccolo e bello
Dati tecnici:
Apertura massima: f 4.0
Apertura minima: f 22
Distanza minima di messa a fuoco 25 cm
Schema ottico: 8 lenti in 8 gruppi
Peso: 150g
Nadir Magazine ©
Dati storici
In produzione dal 1977 al 1984, sostituiva un precedente e molto più grosso e pesante 20mm f 4.0 a baionetta K; si tratta di una delle ottiche grandangolari spinte più piccole mai costruite.

Prove
L'obiettivo distorce a barilotto nella parte centrale del fotogramma, per poi passare a cuscinetto verso l'esterno, in modo modesto in relazione alla focale, ma visibile: la distorsione, peraltro naturale su queste focali, è il difetto più evidente (forse l'unico) di questo splendido obiettivo; un fatto del quale tenere conto per la fotografia architettonica e di paesaggio.
La risolvenza resta molto buona anche a tutta apertura, dove permane una ampia profondità di campo; la vignettatura è presente ma non è eccessiva specie se si considerano la focale, le dimensioni della lente frontale e il fatto che a causa del campo inquadrato è pressoché impossibile inquadrare una superficie uniforme così estesa da consentire di percepirla.
La scansione è stata ottenuta direttamente dal negativo (Ilford Pan F).

Nadir Magazine ©

Commenti
Lodevoli il peso e le dimensioni contenute, anche se l'attacco filtri da 49mm rende facile vignettare usando il polarizzatore.
La resa del colore è gradevole, calda e brillante come tradizione Pentax, lo sfocato è pastoso e graduale, il flare è presente, ma sorprendentemente contenuto: questo 20mm è un grande obiettivo soprattutto sul piano della resa generale, anche in bianco e nero (vedi foto).
Distorsione e vignettatura non arrivano a rendere quest'obiettivo del tutto inadatto alla fotografia di architettura: tutto sommato va meglio di molti zoom blasonati, ma senz'altro non è adatto ad esigenze molto evolute o professionali (esigenze per le quali nessuno si sognerebbe di adoperare un'ottica zoom).
La Casa ha sempre proposto delle alternative meglio corrette e di focale simile, ma di altro costo e minore maneggevolezza, più adatte alla fotografia architettonica: mi riferisco in particolare agli splendidi, famosi, pesanti e costosi 15mm e 18mm, ma anche all'ottimo 24mm f 2.0.
Gli usi ideali per questo obiettivo sono dunque le riprese di paesaggio e soprattutto il reportage, magari in bianco e nero o su diapositive, usando un corpo relativamente discreto e maneggevole come la Pentax MX: in queste condizioni le piccole dimensioni e la modesta "visibilità" dell'ottica permettono di sfruttarne la resa generale ottenendo risultati di valore in ambienti anche difficili o ostili.
Personalmente trovo splendido quest'obiettivo in abbinamento con un 28mm o un 35mm di classe: in queste condizioni, prendendo nella borsa lo spazio di uno zoom piccolo e con un peso modestissimo, si ottengono delle prestazioni di assoluto rilievo.

Francesco Favara © 01/2004