
| IL DIFETTO DI RECIPROCITA' |
Si sente parlare spesso del difetto di reciprocità come qualcosa di terribilmente complicato, lo è davvero? |
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Il difetto di reciprocità si manifesta con qualsiasi emulsione fotografica quando si esce dal campo di normale utilizzo della pellicola, cioè per tutti i tempi compresi tra 1/1000 ed 1/4 di secondo. Quindi il problema non riguarda solo i tempi lenti o lentissimi, ma anche quelli molto veloci, pure se per questi l'uso è poco frequente.
Cosa succede quando si esce da quell'intervallo? Il minimo che può capitare è di sottoesporre, ma poi subentrano anche cambiamenti del colore e del contrasto. Questo perché la rapidità effettiva di una emulsione fotografica varia in funzione del livello di illuminazione e del tempo di esposizione. Ogni emulsione ha la maggiore risposta ad un particolare livello di illuminazione e ad entrambi gli estremi di questo livello la risposta decresce ed è necessaria una esposizione addizionale per ottenere quella giusta. La legge di reciprocità - Dato che stiamo parlando di un "difetto" dobbiamo tenere presente la legge che non viene rispettata. Esiste, quindi, una legge di reciprocità che mette in relazione tutte le coppie tempo/diaframma in grado di fornire la stessa esposizione. Per esempio, una esposizione di 1/125 ed F/8 è equivalente ad una esposizione di 1/30 ed F/16, salvo una diversa profondità di campo ed un eventuale rischio del mosso. Continuando a formare tutte le coppie tempo/diaframma equivalenti, si arriverà ad avere un diaframma molto chiuso ed un tempo molto lento. Quest'ultima coppia non sarà più valida per avere una giusta esposizione ed occorrerà apportare le dovute correzioni, quindi MANCA LA RECIPROCITA'. La legge di reciprocità è valida per la maggior parte delle pellicole in bianconero con tempi di esposizione compresi tra 1/4 ed 1/1000 di secondo, mentre per le pellicole a colori il campo è più ristretto (tra 1/10 ed 1/750). Il difetto con le pellicole bianconero Il difetto di reciprocità che si manifesta con le pellicole bianconero utilizzate in scarsa luce è la classica situazione delle foto notturne, dove si lavora con tempi di esposizione lunghi e bassi livelli di illuminazione. Con una esposizione normale si ottengono negativi leggeri che mancano di dettagli nelle ombre e, se si corregge la foto aumentando il tempo di esposizione, la densità nelle zone delle alte luci diventa eccessiva rispetto a quella delle ombre, provocando un aumento del contrasto effettivo oltre al rischio di bruciare le zone più illuminate. L'unico vero rimedio è quello di effettuare una compensazione riducendo poi lo sviluppo. In parole povere, sovraesporre e sottosviluppare. Per compensare tempi di esposizione molto brevi, invece, basta un leggero aumento di esposizione ma, per ottenere un risultato perfetto, si deve anche aumentare di poco il tempo di sviluppo. Correzioni possibili - La maggior parte delle pellicole in BN risponde in modo similare alle condizioni di esposizione molto lunga o molto breve, per cui attenendosi alla tabella sottostante, si otterrà una buona compensazione del difetyto di reciprocità. Quando si effettuano correzioni di reciprocità occorre innanzitutto determinare accuratamente l' esposizione "normale", quindi effettuare tutte le compensazioni necessarie per gli altri fattori che influenzano l'esposizione (fattori filtro, luci puntiformi tipo lampioni) e solo a questo punto si potranno apportare le dovute correzioni. Occhio ai tempi rapidi che sono dovuti più che altro alla durata del lampo coi lampeggiatori elettronici. TABELLA PER IL BIANCONERO
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A COLORI, INVECE...
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