
| ILLUMINARE SENZA LAMPADE Ritratto, still-life, riprese d'ambiente: come fare tutto (e bene) utilizzando mezzi alla portata di tutti |
Il fotoamatore normale (quello cioè che deve barcamenarsi fra stipendio, asilo-nido dei bambini, bollette da pagare e spese di condominio) ben difficilmente può permettersi un parco lampade simile a quelli utilizzati negli studi fotografici. Anche perché, diciamocelo, come reagirebbe la nostra dolce compagna di vita se le proponessimo di piazzare in salotto (15,5 metri quadri) il bank Broncolor e due illuminatori Lupo Starlight? Perciò, anche quando si lavora in casa,
bisogna fare ricorso a quello che si ha, e quello che si ha è di
solito costituito da uno o al massimo due flash. In
un precedente articolo abbiamo illustrato le tecniche di utilizzo del
flash in luce diurna e a distanza ravvicinata. Qui vedremo come illuminare
quando - anziché all'aperto - si lavora in casa o comunque in un
ambiente chiuso. |
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LA CONFIGURAZIONE PIU' SEMPLICE: UNA SOLA FONTE DI LUCE Il flash Il flash montato sulla slitta a contatto caldo, ma anche il flash a torcia posizionato lateralmente rispetto all'asse di ripresa, vanno bene per le istantanee rubate, come ad esempio quando si fotografano i bambini, che notoriamente non stanno mai fermi e di conseguenza rendono davvero difficile cogliere "l'attimo decisivo" di cui parlava Cartier-Bresson (foto 1). In tutti gli altri casi la luce cruda e frontale di un solo flash è da evitare, perché appiattisce il soggetto e rischia di proiettarne l'ombra contro lo sfondo. Una delle soluzioni possibili è puntare il flash contro una superficie riflettente che funzioni da pannello diffusore: il soffitto va bene, purché sia bianco, ma va bene anche il muro alle spalle del fotografo (anche se a prima vista può sembrare strano rivolgere il flash all'indietro): in questo modo il soggetto sarà colpito da una luce frontale, ma morbida e diffusa perché riflessa dal muro. Questo "trucco" è ideale quando sullo sfondo siano presenti superfici che potrebbero riflettere il lampo, come specchi o quadri ed anche, ovviamente, quando il soggetto stesso abbia superfici lucide. Il flash può anche essere rivolto contro un muro laterale (foto 2): si otterrà in questo modo un'illuminazione angolata ma morbida, perché riflessa dalle altre pareti della stanza. Se si fotografano oggetti di piccole dimensioni, la luce del flash può essere riflessa da un foglio di alluminio stropicciato e incurvato, quasi a circondare il soggetto: le mille faccette riflettenti generate dalla stropicciatura si rimanderanno la luce l'una con l'altra, creando un effetto di diffusione. Che fare quando si dispone di un solo flash e si desidera illuminare un ambiente molto grande o, al contrario, un piccolo oggetto circondandolo di luce? Consideriamo separatamente i due casi, incominciando dalla fotografia di grandi ambienti. La tecnica è analoga quando si voglia illuminare da più lati un piccolo oggetto(foto 4). In questo caso, dopo avere oscurato il locale e aperto l'otturatore sulla posa T, si "sparano" diversi lampi tutt'intorno al soggetto, ricordando che un lato dovrà essere più illuminato dell'altro (luce principale e luce secondaria), e che un parziale controluce (luce d'accento) darà il necessario rilievo al soggetto staccandolo dallo sfondo scuro. La finestra La luce di una finestra può essere vantaggiosamente utilizzata in luogo del flash quando si desideri un'illuminazione più morbida. Se dalla finestra penetra direttamente la luce solare, l'illuminazione sarà cruda e decisa, simile a quella del flash (foto 5). Se la luce investe il soggetto lateralmente, si creerà un deciso contrasto fra lato illuminato e lato in ombra del soggetto. Può essere un effetto voluto, simile al "chiaroscuro" dei pittori rinascimentali (foto 6) o a certi effetti di luce caravaggeschi (foto 7). Anche con il flash è possibile ottenere drammatici effetti di chiaroscuro che richiamano stilemi pittorici (foto 8). Al contrario, una finestra esposta a nord o schermata da tendaggi lascerà filtrare una luce più morbida e soffusa. Il contrasto sarà più contenuto ed anche le parti in ombra diventeranno leggibili (foto 9). UN PASSO IN PIU': DUE FONTI DI LUCE Due fonti di luce permettono Due flash Due flash possono essere usati secondo differenti configurazioni. 1. Di pari potenza, posizionati secondo la stessa angolazione (45°) ed equidistanti dal soggetto.
Una configurazione di questo genere crea un'illuminazione uniforme (foto 10). E' ideale per fotografare superfici lucide, dato che l'angolazione a 45 gradi elimina di fatto la possibilità che la luce riflessa penetri nell'obiettivo (poiché l'angolo di incidenza è uguale all'angolo di riflessione, cioè 45 gradi, qualunque raggio riflesso uscirà di fatto dal campo inquadrato). 2. Di diversa potenza e/o a diversa distanza dal soggetto, sempre angolati rispetto ad esso.
Di solito (ma non è una regola ferrea) la luce principale (fornita dal flash più potente e/o più vicino) illumina la parte destra del soggetto, mentre la luce secondaria illumina la parte sinistra (foto 11) . Tra la parte illuminata dalla luce principale e quella illuminata dalla luce secondaria ci dovrebbe essere uno stop di differenza, ma anche questa non è una regola: tutto dipende dall'effetto che il fotografo desidera ottenere. 3. Un flash quasi frontale che fornisce l'illuminazione principale, l'altro, più debole e/o più lontano che fornisce un effetto di controluce per staccare il soggetto dallo sfondo.
In questo caso la potenza del flash secondario dipende dall'effetto di controluce (più o meno marcato) che si vuole ottenere. 4. Un flash principale puntato sul soggetto, un flash secondario puntato su una superficie riflettente (soffitto, muro, pannello bianco) con lo scopo di ammorbidire il contrasto generale. Flash più finestra In questo caso valgono le configurazioni delineate prima, sostituendo al flash secondario la luce proveniente da una finestra. Calibrando sapientemente la luce del flash (il TTL può dimostrarsi in questo caso un formidabile alleato) è possibile consentire una corretta illuminazione sia del soggetto che degli elementi di sfondo, investiti dalla luce naturale (foto 12). Finestra più superficie riflettente La luce proveniente dalla finestra può essere parzialmente riflessa da uno specchio, un lenzuolo bianco o un muro allo scopo di ammorbidire le ombre del lato non illuminato. In questi casi occorre verificare con estrema precisione l'esposizione delle diverse aree, per controllare lo scarto tonale tra aree direttamente investite dalla luce ed aree in ombra (foto 13). LA CONFIGURAZIONE IDEALE: LA TRIADE CLASSICA Luce principale, luce secondaria, luce d'accento: la classica triade che i fotografi ritrattisti mutuarono dalla pittura e che i fotografi di moda (finalmente stanchi della luce uniforme e prevedibile del bank) stanno oggi nuovamente riscoprendo. L'effetto di controluce fornito dalla luce d'accento può essere più o meno potenziato (foto 14). Se non si dispone di tre flash, una delle tre fonti di illuminazione può essere costituita dalla solita finestra, oppure da uno specchio capace di riflettere la luce emessa da uno dei due lampeggiatori. Alla triade classica può essere aggiunta una quarta luce per: MESCOLARE LE FONTI DI LUCE: E' DAVVERO UN'ERESIA? "C'è la pena di morte per chi mescola le fonti di luce?" Michele Vacchiano © 3/2003
13. La luce proveniente dalla finestra è stata bilanciata da un grande pannello riflettente per compensare i contrasti fra aree illuminate e aree in ombra (Exakta 66-II con obiettivo Schneider Xenotar 80 mm f/2,8).
14. Triade classica. La luce principale è costituita da un flash angolato a circa 45 gradi e posizionato a sinistra: la sua luce illumina il fianco del trenino. La luce secondaria, che illumina il muso del trenino e la parte frontale del soggetto, è data da un secondo flash, meno potente, posizionato a destra, in posizione più radente. Tra il fianco e il muso del trenino c'è un diaframma e mezzo di differenza. La luce d'accento è un ulteriore flash posizionato alle spalle del soggetto, in posizione opposta rispetto alla luce secondaria: regolato su una potenza superiore a quella della luce principale (eresia! eresia!) illumina i capelli e il lato destro del volto del bambino, contribuendo anche a schiarire lo sfondo. L'effetto voluto è quello di una finestra posta alle spalle del soggetto (Sinar F con dorso 4x5" e obiettivo Sinaron SE 210 mm f/5,6). |