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UN ESERCIZIO DI VISUALIZZAZIONE |
Chi fotografa in bn può dire di aver raggiunto un buona padronanza della tecnica quando riesce, nei limiti consentiti dal formato, a controllare a volontà luci ed ombre, in modo da sfruttare tutta la gamma dei grigi a disposizione. Ed è qui che comincia il lavoro di interpretazione del soggetto mediante una deliberata scelta dei rapporti tonali tra i vari elementi compositivi |
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Tra le foto scattate durante un recente viaggio ne ho scelte due, non necessariamente le migliori, ma che si prestano ottimamente come esempi. Sono state scattate a pochi minuti l'una dall'altra dalla stessa posizione, girandomi di novanta gradi a destra tra la prima e la seconda, tutte e due sullo stesso rullino. Con la prima ho voluto cogliere l'impressione di spazio creata dalla presenza della piccola figura in lontananza, ed in mio favore hanno giocato i piani degradanti. Non c'è stato bisogno di filtri per penetrare nella foschia perché l'atmosfera era molto limpida, gli spazi aperti e la conseguente assenza di ombre importanti mi hanno permesso di impostare manualmente l'esposizione senza effettuare misurazioni, la pellicola ha subìto il mio sviluppo abituale, in CO ho mascherato leggermente il cielo e le montagne lontane ed ho bruciato il primo piano per accentuare il noto effetto della luminosità che cresce con la distanza. Questo si è reso tanto piu necessario quanto il colore della vegetazione era sul giallo-verde con una tendenza ad apparire come un grigio troppo chiaro. La stampa è stata effettuata su carta a contrasto variabile e filtrazione 3.
Osservando la gamma tonale di questa foto, esposta, sviluppata e stampata in maniera più che convenzionale, si può facilmente immaginare che cosa avessi davanti quando mi sono girato per scattare la seconda foto. Il sole era alto e non vi era una significativa differenza di illuminazione a creare luci ed ombre, per cui, a parte il bianco della cima innevata, che rappresentava solo una piccola area della scena, gli arbusti in primo piano apparivano del tutto simili alla vegetazione nella foto precedente, e gli alberi della collina di fronte erano nettamente meno scuri delle ombre nel boschetto a sinistra nella Fig. 1. Una foto scattata e trattata allo stesso modo sarebbe stata di un grigiore inaccettabile.
L'unico modo per cavarne qualcosa era staccare la cima innevata contro la montagna ed il cielo, prendendo distanza dalla realtà come la vedevo e creando una foto "non realistica". Il filtro rosso avrebbe scurito il cielo ed il verde delle piante, ma il basso contrasto proprio della scena, in combinazione con lo sviluppo, che nel mio caso è già regolato per ridurre il contrasto del negativo, non mi avrebbero aiutato a raggiungere il risultato voluto. Ho dovuto quindi prevedere di stampare con una filtrazione alta, 4.5, la massima ottenibile con i filtri incorporati nel mio ingranditore, esponendo per la vegetazione sulle pendici della montagna, che doveva essere scura ma mantenere tutta la leggibilità, e bruciando il cielo per un extra 10% rispetto all'esposizione di base. |
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