
| NOISE BUSTER |
Dalla Akvis, una giovane e dinamica azienda specializzata in software di elaborazione grafica e ricerca scientifica, un interessante plug-in per Photoshop per la riduzione del rumore |
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| Una volta c'era la grana. Non piaceva a tutti (anche se qualcuno la cercava di proposito e la faceva diventare elemento grafico della foto), ma era una caratteristica della pellicola e ce la tenevamo. Col passare degli anni le pellicole sono migliorate riuscendo ad arrivare a sensibilità via via maggiori con grana sempre minore (basta pensare alle ultime pellicole negative a colori da ISO 800, che vantano una grana quasi invisibile sulle stampe 20x30), ma un bel giorno sono arrivati i sensori, la grana in senso letterale è scomparsa ed è stata sostituita dal “rumore”, praticamente assente alle basse sensibilità ma ben visibile negli altri casi. Si tende a mettere in relazione grana e rumore, cosa senz'altro pratica, ma il confronto vale solo in maniera superficiale: al di là della differenza tra i due concetti, in termini di immagine finale la grana aumenta di dimensioni coll'aumentare della sensibilità (pellicole diverse per sensibilità diverse), mentre il rumore non aumenta le dimensioni dei pixel, bensì li rende variopinti e fa perdere nitidezza all'immagine. Inoltre, come dicevo, le pellicole sono disponibili in diverse sensibilità e quindi hanno grana di dimensione diversa, mentre il sensore è sempre lo stesso e la sua sensibilità viene aumentata con un artificio. Ma non è di di questo che c'interessa discutere ora, bensì del nuovo problema legato alla fotografia digitale: il rumore, che al contrario della grana non riesce mai ad essere gradevole, e per questo motivo sono nati diversi software per la sua riduzione in fase di postproduzione (ad essere pignoli una prima fase di riduzione del rumore viene già effettuata in maniera più o meno efficiente dal software della fotocamera). Anni fa provammo l'ottimo software Noise Ninja, ancora oggi uno dei più validi applicativi di questo tipo, ma gli altri non stanno a guardare e la Akvis ha proposto il suo "Noise Buster". L'azienda è giovane - è nata solo nel 2004 - ma si è subito fatta conoscere grazie ad una serie di validi programmi di elaborazione grafica per Macintosh e Windows. Noise Buster è venduto come plug-in per Adobe Photoshop e la sua installazione è facile ed immediata: dopo il download dal sito e la decompressione del file, in pochi secondi la voce "Noise Buster" apparirà nel menu "Filtri" di Photoshop e si sarà pronti a provare il programma in versione demo. In pratica basta aprire la foto con Photoshop come di consueto, selezionare la voce "Noise Buster" e ci si ritroverà nella schermata dell’applicazione. Se il risultato in totale automatismo appare convincente, basta cliccare su "Salva" e ci si ritroverà di nuovo in Photoshop per continuare a lavorare. L'interfaccia è semplice e le varie opzioni si riescono ad intuire anche senza leggere il manuale: del resto basta fare qualche prova e vedere cosa accade direttamente in anteprima. Come Noise Ninja, anche questo software ha una modalità di funzionamento automatica: con un click il programma identifica quelle che, secondo lui, sono le zone di disturbo, ed interviene. Sarà anche una modalità per principianti, ma - a mio avviso - è una modalità il cui buon funzionamento nella maggior parte dei casi deve essere molto efficace perché non sempre si ha tempo e voglia di stare a fare prove: in fondo è quello che chiediamo alla fotocamera in fase di ripresa (ed i moderni esposimetri a matrice veramente non sbagliano quasi mai) e non vedo perché le cose dovrebbero cambiare in fase di postproduzione.
La semplice ed intuitiva interfaccia di Noise Buster una volta che si seleziona la relativa voce nel menu "Filtri" di Photoshop. Si possono vedere i risultati anche su un particolare ingrandito al 100% Come va Noise Buster?
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| ALCUNE FOTO D'ESEMPIO |
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Esempio 1
Particolare al 100% della foto che si vede nella schermata del programma. |
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Esempio 2
Altra foto "cattiva" scattata nella stessa situazione sempre con la Sony N1 a 400 ISO. In questo caso, essendo diversi gli elementi presenti nella foto, Noise Buster si è comportato in maniera diversa ma pur sempre valida ed aggiungerei solo della maschera di contrasto in manuale per compensare l'apparente perdita di nitidezza. A destra la foto intera, sotto i particolari al 100% di ingrandimento. |
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Esempio 3 Nikon D50 a ISO 1600. La luce, nonostante le apparenze, era poca e si era molto vicini alla soglia del mosso anche fotografando a ISO 1600. In questi casi e coi file provenienti dalla Nikon D50, Noise Buster non eccelle e, una volta effettuata la correzione, si ha uno strano effetto a chiazze (si nota soprattutto sulla giacca dello sposo) che non sono riuscito ad eliminare neanche in manuale. La tendenza alle chiazze (fate caso alla giacca) si nota anche nel particolare dell'intervento fatto con Photoshop che, tra i tre, è di sicuro il peggiore (notare lo spappolamento del colletto della camicia). A sinistra, giusto per dare un'idea, la foto intera. |
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