
QUANTO VARIA LA QUALITÁ COL CRESCERE DEL FORMATO? |
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Ammettiamolo: tutti quanti, prima o poi, sentiamo una "irresistibile voglia di medio formato". La motivazione, di solito, è "voglio maggiore qualità", ma i prezzi esorbitanti della solita Hasselblad scoraggiano anche i più audaci (eppure l'Hasselblad non è affatto l'unica medioformato di buona qualità anche se resta senz'altro la più diffusa ed apprezzata 6x6 grazie anche agli eccellenti obiettivi Zeiss che la corredano). PERCHÈ PASSARE AD UN FORMATO SUPERIORE SÍ, VA BENE, MA QUANT'È VISIBILE LA DIFFERENZA? Il test l'ho organizzato in questo modo: mi interessava rilevare il visibile, quindi ho fotografato un certo numero di giornalini con delle buone fotocamere medioformato e 24x36. Perché i giornalini? I formati di ripresa erano troppo diversi, quindi ho cercato di riempire tutta la superficie dei diversi fotogrammi con lo stesso numero di giornalini. Il numero, ovviamente, non è perfetto, ma corrisponde alla realtà fotografica (mai precisa) e non a quella dei test in studio. In questo modo ho potuto verificare le effettive differenze legate ai diversi formati arrivando ad un ingrandimento finale sempre identico, vale a dire stampare in dimensioni reali un giornalino posto al centro del fotogramma. Se non avessi fatto così e mi fossi limitato a stabilire il formato di stampa finale, per esempio 30x40cm, il 6x6 sarebbe stato "assorbito" dal 4,5x6 ed un formato più "panoramico" come il 24x36 sarebbe stato ulteriormente penalizzato. La pellicola è stata la stessa per tutto il test, una semplice Ilford FP4 Plus sviluppata in ID11. Il giornalino ingrandito è quello che si trova sempre al centro del fotogramma, quindi il test non mette in evidenza eventuali cali di resa tra centro e bordi dei diversi obiettivi: non è questo il suo scopo.
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| ALCUNE CONSIDERAZIONI Come già detto, la maggiore qualità che si ottiene col crescere del formato è indiscutibile, ma dobbiamo anche tenere presenti le nostre effettive esigenze fotografiche. Non sempre contano qualità, nitidezza, gamma tonale ed assenza di grana, ma l'attimo fuggente, un'espressione felice, una immagine ben composta. In fotografia contano soprattutto i contenuti ed è bene evitare di cadere nella facile trappola della qualità tecnica. Io uso fotocamere dal 24x36 (mm) al banco ottico 13x18 (cm) passando per il 6x7 (ancora cm) a seconda delle situazioni e delle necessità. Quando lavoro per l'editoria (quasi sempre per riviste di Architettura), la nitidezza legata al formato è fondamentale (ma le architetture restano ben ferme ad aspettare che io scatti!). Riflettete bene non solo sulla necessità reale o meno di una fotocamera medioformato ma anche sul tipo di fotocamera: spesso si punta al 6x6 per abitudine, ma in campo professionale è meglio salire almeno al 6x7. Se pensate di usare una 6x6 tagliando le foto in sede di stampa, risparmiate fior di milioni comprando direttamente una 4,5x6: sono piccole, leggere, relativamente economiche, di buona qualità ed oggi pratiche e veloci come una moderna reflex 35mm (pensate alla Pentax 645 o alla Contax 645, anche automatiche ed autofocus!!), ma anche in quest'ultimo caso valutate bene se un'ottima 24x36 non possa bastare alle vostre esigenze: le differenze possono essere davvero minime. |
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| DUBBI LEGITTIMI... Il dubbio sul formato in grado di costituire il compromesso migliore tra costo, praticità e qualità del risultato finale, è vecchio quanto la storia della fotografia. La questione pareva risolta così: la fotografia è reportage e per il reportage c'è un solo formato: il 35 millimetri. Ma poi ci si è resi conto che la fotografia è anche documentazione, illustrazione, cultura dell'immagine, e non è detto che lo strumento principe del reportage possa andar bene per tutti questi scopi. |