CANON AV-1: LA REFLEX A PRIORITÀ DI DIAFRAMMI
Test di Modern Photography, 1984. Courtesy Editrice REFLEX

Gli storici futuri guarderanno probabilmente al 1976 come all'anno in cui gli Stati Uniti hanno tenuto la loro lunga, lunghissima festa di compleanno. Ma per ciò che riguarda gli appassionati di fotografia, quell'anno sarà ricordato per l'introduzione della Canon AE-1, la reflex elettronica automatica che doveva attirare l'attenzione di tutta l'industria fotografica e far volgere ogni più importante fabbricante di apparecchi fotografici in una simile direzione.

Nadir Magazine ©

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Si trattava della prima reflex di costo medio-basso dotata di controlli elettronici, di predisposizione per un lampeggiatore dedicato e per un motore trascinatore, il tutto lanciato mediante una massiccia e fulminante campagna pubblicitaria che, per la prima volta, includeva l'uso di pubblicità televisiva. Ciò che allora non sapevamo era che questo apparecchio a priorità di tempi era appena l'inizio di una dinastia che è oggi conosciuta come la Serie «A» della Canon.

La AE-1 fu seguita dalla AT-1 (oggi non più in produzione) una versione manuale della stessa e poi da una vera e propria «ammiraglia», la multi-mode A-1. All'interno di tutte e tre il segreto era costituito da una ben studiata intercambiabilità che ha consentito alla Canon di sfornare quasi a volontà questi apparecchi elettronici. La serie «A» è stata progettata in modo che il completo di base dei componenti compatibili, costituenti circa un terzo dei comandi meccanici ed elettronici, può essere inserito in ciascuno dei corpi praticamente identici. I benefici di tale semplificazione del processo produttivo sono ovvi. Mentre stava succedendo tutto ciò, i fabbricanti di reflex concorrenti sono venuti sul mercato con le loro versioni di apparecchi automatici elettronici più semplici ed economici. Da principio essi erano semplici apparecchi manuali ed automatici a priorità di diaframmi. Nel corso degli ultimi anni i costruttori li hanno ulteriormente semplificati con l'eliminazione dei tempi di scatto manuali. Ma la Canon era pronta ad affrontare questa sfida, ed il risultato è stato la AV-1 a priorità di diaframmi a cui sono poi seguite la AL-1 e la AE-1 Program.

La AV-1 è la più economica Canon automatica, il che è in gran parte dovuto ai ridotti costi produttivi resi possibili dalla già citata intercambiabilità dei componenti. La AV-1 è anche un vero apparecchio Canon A, in grado di usare tutti gli accessori e gli obiettivi del sistema ed è stato il primo ad introdurre i nuovi obiettivi dotati dell'attacco a baionetta FD privi del collare di serraggio.

Ora, dopo aver esaminato le origini, passiamo all'apparecchio vero e proprio.
Come potete immaginare, la AV-1 presenta una forte somiglianza con l'intera famiglia ma è priva di molti degli accessori esterni, circa di 1 mm più corta e sottile della AE-1 e presenta praticamente lo stesso corpo, leggero e facile da maneggiare. Nonostante questo tentativo di economizzazione, la AV-1 ha lo stesso aspetto solido delle altre reflex Canon. La maneggevolezza è favorita dalla tipica impugnatura Canon presente sul frontale e formata sul lato sinistro dall'alloggiamento della pila. Come già con le altre «A». questa sporgenza fornisce al fotografo un pratico appoggio per le restanti tre dita della mano destra, dando così quell'ulteriore supporto richiesto dagli apparecchi leggeri per una stabile impugnatura. L'apertura dell'alloggiamento della pila è stata migliorata in modo a noi molto gradito, dotandola di una levetta più grande e parzialmente zigrinata. Premendola leggermente verso il basso lo sportellino dell'alloggiamento scatta aprendosi. Basta quindi inserire la pila all'ossido d'argento da 6 Volt e siete pronti. Sfortunatamente i simboli per il corretto posizionamento delle polarità presenti nel vano della pila sono in nero su nero e quindi molto difficili da vedersi. Comunque, inserire e togliere la pila è ora più semplice del vecchio sistema presente sugli altri apparecchi.

Nadir Magazine ©Con la pila al suo posto, guardiamo ora nel mirino (che presenta solo la scala dei tempi ed un ago indicatore), di cui gran parte della superficie può essere vista anche da chi porta gli occhiali, e premiamo il pulsante di controllo posto proprio davanti all'attacco della manopola di riavvolgimento della pellicola ed osserviamo l'ago posto sul bordo destro. Se esso sale al di sopra del piccolo rettangolo nero posto accanto al tempo di 1/30 di secondo sulla scala dei tempi, potete operare.

Impostare la sensibilità della pellicola in uso (da 25 a 1600 Asa) è un'altra operazione che è stata semplificata, in parte grazie al fatto che questo apparecchio necessita del minimo di comandi. In tal modo più spazio può essere dedicato a questi semplici comandi. Premendo il pulsante cromato posto dietro alla manopola di riavvolgimento, si può girare la ghiera posta intorno ad esso fino a che il valore Asa desiderato è allineato con un chiaro simbolo bianco. La ghiera è sufficientemente spessa e dotata di zigrinatura così da consentire una presa sicura.

Nadir Magazine ©Tutti i valori Asa indicati, siano essi indicati da numeri o da punti per i valori intermedi, sono dotati di scatti di posizionamento. Praticamente tutti gli altri comandi della AV-1 sono posti sul lato opposto della calotta.

Sulla "ghiera dei tempi di scatto" sono presenti solo cinque posizioni: una freccia rossa con una A nera indica il funzionamento in automatismo, la B la medesima posa, 1/60 di secondo per il funzionamento in manuale e con il lampeggiatore, ed una scala a due posizioni per l'autoscatto in automatismo e con il lampeggiatore.
Nonostante le sue piccole dimensioni, questa manopola zigrinata può essere azionata facilmente se la corta leva di avanzamento della pellicola è spostata di circa 30° dal corpo macchina, ponendola così nella sua posizione di impiego. La ghiera gira liberamente in tutte le posizioni eccetto che su Auto, in cui è bloccata. Un piccolo pulsante posto al centro della stessa consente lo sblocco della ghiera ed il simultaneo annullamento dell'impostazione dell'automatismo.
Appena più avanti rispetto alla ghiera delle funzioni è posto il pulsante di scatto elettromagnetico con il suo anello di blocco, un'altra caratteristica di sicurezza che abbiamo gradito.

Il pulsante di scatto non solo presenta un funzionamento morbido e sensibile, ma offre anche sufficiente resistenza in modo da poter essere premuto leggermente per attivare il circuito esposimetrico e per poter controllare i valori nel mirino senza il timore di premerlo troppo, azionando così troppo presto l'otturatore. Nel corso delle nostre prove pratiche non abbiamo avuto alcun caso di scatti accidentali, essendo in grado di sviluppare la corretta pressione sin dall'inizio. A contribuire al funzionamento rapido e semplice della AV-1 interviene la leva a caricamento addizionale. La posizione di uso di 30° e la corsa abbastanza corta di 120° sufficiente per fare avanzare la pellicola ed a caricare l'otturatore, velocizza notevolmente il ritmo degli scatti. Poiché la AV-1, come tutte le altre Canon, è dotata di un otturatore in tela a scorrimento orizzontale sul piano focale, è facile dotare la leva di avanzamento di un fermo, permettendo così l'uso di un paio di brevi colpi invece che di un solo colpo «lungo».

Quasi tutto in questo apparecchio è elettronico, compreso l'autoscatto (i seguaci della Canon non si sarebbero aspettati di meno). Come abbiamo già accennato, è azionato impostandolo sulla ghiera delle funzioni. Come tutti gli autoscatti della serie A, anche questo può essere annullato durante il funzionamento premendo il pulsante di controllo della pila. Quando non viene interrotto, il timer lampeggia 2 volte al secondo per il primi 8 secondi ed aumenta fino ad 8 lampi al secondo per i restanti 2 secondi. Il Led rosso lampeggiante appare su due superfici (sopra e davanti) ed è grande abbastanza da poter essere visto facilmente alle consuete distanze impiegate nei ritratti. La Canon fornisce anche una piccola copertura di plastica per bloccare l'entrata di luce nel mirino durante lo foto con l'autoscatto.

L'uso della AV-1 richiede la conoscenza delle tecniche di base dell'automatismo a priorità di diaframma. Selezionato il diaframma, bisogna controllare il tempo di scatto mediante l'ago e la scala posta nel mirino. Se non gradite il valore scelto dall'apparecchio o qualora l'ago sia nella zona rossa posta in alto ed in basso alla scala, dovete cambiare il diaframma. Come per tutti gli apparecchi di questo tipo, l'impostazione dell'esposizione è abbastanza rigida, ma la AV-1 vi consente due parziali alternative.

Se il vostro soggetto è in controluce, potete compensare l'esposizione premendo il piccolo pulsante cromato posto sulla destra della montatura dell'obiettivo per un valore di circa un diaframma e mezzo (potete vedere l'ago scendere). Potete altresì compensare in qualsiasi direzione l'esposizione cambiando il valore Asa impostato. Il risultato è perfetto, ma dovrete ricordarvi di riportare la ghiera degli Asa al valore originario quando volete scattare normalmente. La messa a fuoco attraverso il mirino luminoso è una operazione semplicissima. Il telemetro centrale ad immagine spezzata consente una chiara definizione dei soggetti dotati di linee regolari, mentre la corona di microprismi aiuta una rapida e precisa messa a fuoco anche dei soggetti più difficili.

Per ciò che riguarda gli accessori, il contatto rilevatore posto sullo zoccolo di attacco del lampeggiatore vi informa che è possibile l'uso di entrambi i lampeggiatori elettronici automatici Canon. Con i Canon Speedlite 155A o 199A impostate l'apparecchio su «A» (o su «B» per usare la tecnica dell'open flash) ed impostate il corretto diaframma sull'obiettivo. Il lampeggiatore si occupa del tempo di scatto. Potete usare anche altri lampeggiatori automatici non dedicati o manuali nel solito modo, naturalmente impostando l'apparecchio sulla posizione di 1/60 di secondo. Una rapida occhiata al fondello rivela ciò che consente l'uso del motore trascinatore Power Winder A: il paio di contatti posti da un lato, il foro di posizionamento e la sua copertura sull'altro.

Nadir Magazine ©La AV-1 non è predisposta all'impiego del Motor Drive Canon e del dorso-data A. La nostra apparecchiatura di misurazione del livello di rumorosità ha rivelato un livello di 73 db (A) per l'otturatore della AV-1, ponendola allo stesso livello di tutti gli altri apparecchi Canon da noi esaminati. La AV-1 può montare tutte le ottiche Canon. La montatura Canon è dotata di un piccolo aggancio cromato posto entro una «U» nera in posizione «ore 5» che agisce da pulsante di sblocco ed il punto rosso a rilievo posto leggermente al di sopra è l'indice di allineamento. Il montaggio e lo smontaggio delle ottiche FD è rapido e sicuro, richiedendo appena una rotazione di 45°. Sebbene l'attacco a baionetta FD sia intercambiabile come già avviene con gli altri sistemi dello stesso tipo, il suo funzionamento interno è alquanto differente. Praticamente la piastrina di «trasferimento delle informazioni» posta sul retro dell'obiettivo e che accoppia lo stesso al sistema esposimetrico dell'apparecchio, resta immobile quando ruotate l'obiettivo per montarlo, ma il resto dell'ottica, incluso il corpo esterno, ruota. Sotto tutti gli altri aspetti questi obiettivi funzionano come gli altri, anche nell'impostazione della «A» sulla ghiera dei diaframmi per l'impiego in automatismo a priorità di tempi con gli apparecchi A-1 ed AE-1.

Vi sono naturalmente alcune concessioni che devono essere fatte in un apparecchio di questa specie relativamente semplice, una delle quali è l'assenza della predispozione per le doppie esposizioni. Il blocco «A» posto su tutti gli obiettivi Canon non deve essere impiegato con questo apparecchio, poiché bloccherebbe gli obiettivi sul diaframma più chiuso. Inoltre, se come già avviene con diverse reflex elettroniche la pila si scarica, l'apparecchio diviene completamente inutilizzabile. Nonostante tutto ciò, la AV-1 è un apparecchio semplicemente dotato solo di un automatismo, ben costruito e dotato di un numero minimo di comandi manuali, una macchina dal funzionamento costante, affidabile e non troppo cara che presenta tutte le vantaggiose caratteristiche della serie «A» Canon.

Nadir Magazine © 12/2002
Test realizzato da Modern Photography pubblicato su REFLEX FOTO TEST 84
Si ringrazia l'Editrice REFLEX per l'autorizzazione alla pubblicazione

CARATTERISTICHE FORNITE DAL FABBRICANTE
Canon AV-1 reflex monobiettivo 35 mm. Corpo n.108269.

OBIETTIVO: 50 mm f/1.8 Canon FD n. 81572 con innesto a baionetta Canon, diaframmi fino a f/22, distanza minima di messa a fuoco 60 cm, diametro portafiltri 52 mm.

OTTURATORE: elettronico a tendine di tela sul piano focale, con tempi di scatto a variazione continua ed automatica da 2 sec. a 1/1000 di secondo + posa B e tempo manuale e di sincro X di 1/100 di sec.

MIRINO: pentaprisma fisso con vetro di messa a fuoco non intercambiabile dotato di telemetro ad immagine spezzata al centro con corona di microprismi.

ALTRE CARATTERISTICHE: una fotocellula al silicio alimentata da una pila da 6 Volt all'ossido d'argento, posta sopra l'oculare dei mirino legge il vetro di messa a fuoco con prevalenza della parte centrale a piena apertura per l'esposizione in automatismo (il fotografo imposta il diaframma e l'apparecchio sceglie il tempo di scatto), nel mirino sono visibili i tempi di scatto con le indicazioni di sovra e sottoesposizione, pulsante di scatto elettromagnetico dotato dl sicura, controllo della carica della pila visibile nel mirino, possibilità di attacco di un motore trascinatore e di funzionamento in automatismo con i lampeggiatori elettronici dedicati Canon Speedlite 155A o 199A, autoscatto elettronico lampeggiante.