CONTAX G1 contro CONTAX G2
Rino Giardiello, aprile 2000

Sin dalla sua nascita (settembre 1994) la Contax G1 è stata una fotocamera che ha fatto parlare di sé. Chi l'ha voluta vedere (erroneamente) come l'antiLeica, chi l'ha osannata, chi l'ha trovata piena di difetti... insomma, com'è questa G1 soprattutto oggi che la si trova usata a prezzi più che abbordabili per una Contax?

A sinistra: Dimensioni a confronto: la G2 è più larga di 6 mm, più alta e più profonda di 3 mm. Sono inezie che però, unite a 100 grammi di peso in più e ad un design meno armonioso, fanno sembrare la Contax G2 molto più massiccia ed ingombrante della G1.

Posseggo tre Contax G1 di tre generazioni diverse, con tutte ho lavorato molto e si sono dimostrate fotocamere comode ed affidabili purché usate nel modo giusto, cioè ricordando che non sono apparecchi reflex. Questa considerazione, in apparenza banale, è invece la causa principale di tanti utenti insoddisfatti che, affascinati dalla bellezza dell'oggetto, non sono stati capaci di tornare ad inquadrare e previsualizzare l'immagine con il mirino galileano. Nel mirino delle reflex vediamo con buona approssimazione tutta l'area inquadrata e ciò che è a fuoco, in quello della G1 (e di qualunque altra fotocamera a mirino galileano) no, sembra sempre tutto a fuoco ed anche la resa prospettica è ingannevole. Fotografare con una fotocamera di questo tipo vuol dire cambiare modo di pensare ed abitudine radicate da anni di "visione reflex".

Dopo un paio d'anni è arrivata la G2: non si è capito subito se sostituiva la G1 o se la affiancava ponendosi come modello superiore per prestazioni e prezzo (e dei dubbi restano). Le differenze, a parte quelle estetiche e di un ingombro leggermente maggiore, riguardano soprattutto la velocità dell'otturatore e la promessa di un autofocus più veloce e preciso. C'è stato anche un dietrofront per i comandi: nessun avveniristico pulsantino multifunzione, ma comode e tradizionali rotelle. Ho comprato una G2 affiancandola ai corpi G1 già in mio possesso insieme ai primi tre obiettivi (28, 45 e 90 mm), aggiungendo all'ordine il nuovo 35/2 ed il flash TLA200 (avevo già il TLA140).

IL CONFRONTO IN PRATICA
La G2, grazie alle dimensioni più generose, si tiene meglio in mano anche se si perde la deliziosa sensazione di miniaturizzazione della G1 che riesce ad entrare in un marsupio per telecamere handycam insieme alle tre ottiche ed il flash. Il cambiamento dei comandi lo trovo relativo come vantaggio: anche se personalmente preferisco rotelle e ghiere ai tastini multifunzione, credo che per qualsiasi disposizione conti molto l'abitudine ed alla fine risulti pratica comunque. Prendiamo come esempi storici la ghiera dei tempi delle reflex Contax, a sinistra anziché a destra come le altre reflex, o le vecchie Olympus OM che avevano la ghiera dei diaframmi sulla punta dell'obiettivo davanti a quella della messa a fuoco. Certo, esistono soluzioni più pratiche di altre ed alcune decisamente demenziali, ma a parte gli estremi basta un po' di pratica e si utilizzano comunque (pensate alle diverse collocazioni dei comandi sulle automobili!).

Nella pratica le due fotocamere si comportano ugualmente bene in quanto sono entrambe precise nella messa a fuoco: dipende dall'uso che ne dovete fare. Il fotografo paesaggista non noterà alcuna differenza, anzi, apprezzerà dimensioni e peso contenuti della G1, mentre chi ama una fotografia più dinamica troverà indispensabile la maggiore velocità di risposta dell'autofocus della G2.

Toglietevi dalla testa di cogliere "l'attimo fuggente" con la G1: lo perdereste.

In condizioni critiche l'autofocus della G2 ha qualche dubbio in meno anche se a volte questa sua certezza è discutibile.

Numerosi test eseguiti sui 4 corpi a mia disposizione più altri 4 messi a disposizione da vari amici, hanno messo in evidenza l'accuratezza della messa a fuoco a tutta apertura di entrambi i modelli con tutte le ottiche, dando una perfetta rispondenza al centimetro con quanto indicato nel display. Un solo corpo G1 si scostava di un paio di centimetri dalla messa a fuoco ottimale con il 28 ed il 45 mm, errore che diventava decisamente maggiore con il 90mm. Questo difetto, in alcuni casi MOLTO VISIBILE e riscontrato su varie G1 soprattutto della prima serie, è stato eliminato dall'assistenza su tutti i modelli difettosi.

IL PROBLEMA DI MESSA A FUOCO DEL 90/2,8
Appena apparsa la G1 si attendeva con ansia l'arrivo di un mediotele. Un sistema fotografico senza almeno un mediotele è un sistema monco. Arrivò il 90 mm, purtroppo solo F/2.8, un Sonnar quasi del tutto identico al "vecchio" 85/2.8 Sonnar per il sistema reflex, rimesso in produzione nel 1998 dopo anni di assenza dal mercato. Chi ha conservato i test MTF forniti dalla stessa Zeiss può notare la perfetta sovrapponibilità delle curve. L'obiettivo è ottimo, con una resa esaltante già a tutta apertura, quasi nessuna differenza di resa tra centro e bordi, un contrasto brillante, eppure dopo qualche mese cominciano a circolare strane voci che "il 90 non è nitido". Alcune riviste fotografiche estere avallano le voci con dei test attribuendo il problema non all'obiettivo (ottimo) ma ad imprecisioni della messa a fuoco che di conseguenza riducono la nitidezza. Mentre in Italia tutto tace (anzi, molte riviste si affrettano ad uscire con articoli sul funzionamento del sistema autofocus della G1 ed altre pubblicano alcune foto notturne sfocate per mostrarne la nitidezza), all'estero continuano i test negativi. Insospettiti mettiamo alla sbarra ben 8 fotocamere di generazioni diverse con 3 diversi 90 mm facendo un test incrociato su varie distanze di messa a fuoco ed in effetti il problema si verifica. Un solo corpo G1 sbaglia in maniera clamorosa direttamente proporzionale alla distanza (ad un metro l'errore è di 15 cm, ma a 10 metri la messa a fuoco è ben 2 metri più indietro). Un'altra ha uno spostamento costante di un centimetro a qualsiasi distanza di messa a fuoco. Entrambe le fotocamere sono state messe a posto dall'assistenza anche se la prima abbiamo dovuto rimandarla due volte. Mai nessun problema con le G2.

Era stato annunciato più di un anno fa l'uscita di un 135 mm. Non è che ritarda per dei problemi di messa a fuoco?

CONCLUSIONI
Se avete intenzione di acquistare una Contax G1 con un 90 mm d'occasione, chiedete di fare alcuni scatti di prova. Fate dei ritratti mettendo a fuoco sugli occhi. Di solito i corpi difettosi spostano il piano di messa a fuoco in avanti (backfocus). Per intenderci, mettendo a fuoco sugli occhi, vengono perfettamente nitide le orecchie.

Rino Giardiello © 04/2000
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