NIKON AF600
Rino Giardiello, marzo 2003

NON SONO TANTE LE COMPATTE CON UN'OTTICA DA 28mm FISSA E LA NIKON AF600 E' STATA SENZ'ALTRO UNA DI QUELLE COL MIGLIOR RAPPORTO QUALITA' PREZZO.

Nadir Magazine ©

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Le dimensioni davvero compatte della AF600 si possono intuire confrontando la fotocamera con un normale caricatore 24x36.

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Le dia in condizioni normali di illuminazione sono d'impatto grazie ai colori saturi e brillanti, ma già in questa immagine si possono ben vedere la vignettatura ed una certa distorsione a barilotto.

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Nei controluce più difficili è facile che l'esposimetro tenda a sottoesporre, ma questo è del tutto accettabile per una compatta di questo tipo e questa fascia di prezzo. Anche i riflessi sono molto contenuti (vedi dettaglio a destra).

E' una compattina di quelle che piacciono a me, vale a dire una compatta che sa fare davvero la compatta ed entra senza problemi nel taschino, possibilmente senza sfondarlo, un veloce taccuino d'appunti da portare sempre con sé e non un'aspirante reflex della quale, alla fine, ne emulerebbe solo peso ed ingombri ma non la qualità e la versatilità. La Nikon AF600 è piccola e leggera, quindi, ma la caratteristica più interessante è senz'altro quella dell'obiettivo, un 28mm fisso abbastanza luminoso (F/3.5) e di buona qualità (potremmo anche definirla ottima in relazione al prezzo).

Per il resto è la solita compatta autofocus dotata di tutte le caratteristiche alle quali siamo abituati: motore incorporato, esposizione programmata, codice DX e scarsissime possibilità d'intervento se non grazie al solito menu che si può scorrere nel piccolo display sul tetto della fotocamera. Si può, quindi, inserire o disinserire il flash, decidere di miscelarlo con la luce ambiente, ottenere lunghe esposizioni per foto notturne, bloccare la messa a fuoco all'infinito ed inserire l'autoscatto.

Non serve molto di più, è vero, ma la cosa antipatica è che scegliendo una qualsiasi di queste possibilità, la fotocamera torna allo stato iniziale ogni volta che si spegne, e lo stato iniziale, ottimo per il dilettante, è frustrante per il fotoamatore evoluto: automatismo totale con uso del flash non appena la luce è appena un po' scarsa (ad occhio e croce dovrebbe essere quando il tempo è di 1/60) mentre con una focale così corta si potrebbe reggere 1/30 (ma anche 1/15) in tutta sicurezza. Non manca neanche la discutibile quanto inutile opzione "panorama" che maschera il fotogramma 24x36 con due cornicette dando l'impressione di una foto panoramica grazie al diverso rapporto tra i lati.

Ma veniamo all'obiettivo. La focale da 28mm è davvero interessante, ed avere un 28mm di buona qualità in una compatta non è roba da poco, ma la scelta non è stata vincente: il pubblico vuole gli zoom, e poco conta se si tratta di zoom di qualità mediocre e di luminosità F/11 alla focale più lunga. Io, invece, ho acquistato la Nikon AF600 proprio perché attratto dalla focale di 28mm anche se, prima del test, ero davvero scettico sulla sua effettiva qualità.

IL TEST
Per verificare la resa dell'obiettivo e la bontà del sistema esposimetrico, ho caricato in macchina una pellicola invertibile da 100 ISO: qualunque errore d'esposizione viene inevitabilmente messo in luce da una pellicola invertibile e, nello stesso tempo, permette di valutare al meglio la resa cromatica dell'obiettivo senza che il laboratorio possa metterci del suo come avviene per le pellicole negative.
Ho scattato diversi rullini e le dia sono state esposte tutte correttamente: sono riuscito ad ottenere delle sottoesposizioni (neanche eccessive) solo in casi di estremi controluce, cosa che sarebbe avvenuta anche con qualsiasi reflex non dotata di matrix o di lettura spot per poter fare delle misurazioni in manuale. Le dia sono tutte sature e brillanti e la resa mi ha ricordato molto quella del Nikon AFD 28/2.8.

Stranamente ho ottenuto delle sovraesposizioni nell'uso in casa col flash: tutte le dia sono leggermente troppo chiare, difetto che non sarebbe stato avvertibile con l'uso di pellicole negative, ed i colori diventano troppo freddi rispetto alla resa in luce naturale. La distorsione, a barilotto, è davvero contenuta (molti la definirebbero trascurabile, ma c'è e lo devo dire, e dipende da noi e da ciò che fotografiamo se è trascurabile o meno), mentre è sempre evidente la vignettatura. In caso di sole nell'inquadratura c'è anche qualche riflesso, ma devo dire che il piccolo Nikkor si comporta meglio di tanti fratelli maggiori del corredo reflex. La cosa notevole, invece, è l'uniformità della risolvenza, sempre molto elevata, tra centro e bordi: anche fotografando soggetti ricchi di particolari minuti non si notano differenze e la conferma l'ho avuta caricando una pellicola bianconero ed ingrandendo le stampe oltre al formato 30x40 cm.

Nadir Magazine ©CONCLUSIONI
Trovarne una d'occasione non è facile, ma se una focale più corta dei soliti 35mm vi fa comodo e non smaniate per avere uno zoom, la piccola Nikon AF600 può fare davvero al caso vostro!

Rino Giardiello © 03/2003
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