NIKON D60
Prime impressioni d'uso
Agostino Maiello, maggio 2008

Annunciata all’inizio di quest’anno, la D60 prende il posto della D40x. Vediamo com’è fatta e come va.

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

La linea, molto pulita, è quella ormai consueta delle reflex entry level di casa Nikon.

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

Il minuscolo flash incorporato svolge egregiamente il proprio compito nella maggioranza delle situazioni.

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

Comprensibili ed a portata di mano i comandi sul tettuccio.

Nadir Magazine © 2008 NIKON D60

I comandi sul retro sono pochi e bene organizzati. Il retro della Nikon D60 appare particolarmente "pulito" e sgombro rispetto a molte reflex concorrenti.

CHI E’
Dopo l’apprezzata D50, reflex entry-level di Nikon negli anni 2005 e 2006, il punto d’attacco della gamma Nikon negli anni successivi è stata la vendutissima D40, che nella primavera del 2007 è stata affiancata dalla D40x - sostanzialmente identica ma con un sensore da 10 anziché 6 megapixel. Pochi mesi fa Nikon ha annunciato la D60, oggetto di questo giro di prova, che prende il posto della D40x: stessa risoluzione, corpo macchina in gran parte identico, ma l’obiettivo di serie ora è stabilizzato (il classico 18-55mm che da anni accompagna in kit le reflex digitali Nikon di fascia bassa) e la fotocamera presenta alcune novità che vedremo più avanti. Come le due D40/D40x, la D60 non ha un motore AF interno, quindi l’AF funziona solo con obiettivi dotati di un loro motore AF; in pratica i Nikkor AF-S ed AF-I.

COS’HA IN PIU’...
...rispetto alla D40x? A parte l’obiettivo stabilizzato del kit di serie, le novità sostanziali rispetto alla D40x sono: il sistema di pulizia del sensore (che è duplice: da un lato fa vibrare il sensore, dall’altro implementa una specie di micropompetta per soffiare via la polvere), il sensore di prossimità che attiva o meno il display LCD, la messa a fuoco assistita quando si focheggia in manuale, la funzione Active D-Lighting (ottimizza la gamma dinamica), la possibilità di convertire i NEF (cioè i RAW) in JPEG stesso operando dalla fotocamera, la rotazione del contenuto del display quando si impugna la D60 in verticale, la possibilità di creare dei filmati AVI incollando in sequenza più fotografie (mai più senza!), ed il sistema di elaborazione dell’immagine Expeed, già visto sulle D300/D3.
Da segnalare infine che la sensibilità minima della D60 e della D40x è ISO 100, contro gli ISO 200 della D40 (il sensore è quello che è, ed aumentando i megapixel è ovvio che la sensibilità diminuisca); personalmente lo riteniamo un piccolo passo indietro, così come lo è il tempo di sincroflash, ora 1/200 (come nella D40x, mentre la D40 ha un ottimo 1/500).

IN MANO
Graziosa e ben fatta come tutte le Nikon “piccoline” (D50, D40, D40x), la D60 è piacevole da impugnare, sufficientemente compatta e leggera e trasmette una buona impressione di solidità. In generale, da un punto di vista puramente estetico e tattile riteniamo che le Nikon amatoriali siano, insieme alle Olympus, un gradino più su delle fotocamere di pari livello della concorrenza.
Il display LCD è sempre lo stesso della D40x, sufficientemente visibile anche in piena luce; buono il mirino, se si tiene conto del fatto che è del tipo Penta-mirror. Come nelle Minolta e poi nelle Sony c’è un sensore che, appena rileva la presenza dell’occhio, disattiva il display LCD. Quando si focheggia in manuale, il fotografo trova nel mirino una scala (che in condizioni normali è quella dell’esposizione; del resto con le ottiche non AF l’esposimetro della D60 non funziona) che, nello stile delle macchine a telemetro, lo aiuta ad individuare la corretta distanza di messa a fuoco. E sempre come nelle Sony (e nelle D40/D40x), non c’è il piccolo display LCD sulla calotta del corpo macchina: tutte le informazioni sono riportate nel monitor LCD principale, una scelta che abbiamo sempre apprezzato.
L’accensione è coassiale al pulsante di scatto: tipica delle Nikon (...e delle Contax a pellicola), è a nostro avviso la posizione più intelligente tra quelle disponibili sul mercato, e per fortuna Nikon non la cambia, così come in generale i comandi della D60 non appaiono stravolti rispetto alla D40x. Stavolta accanto al pulsante per la compensazione dell’esposizione troviamo quello dell’Active D-Lighting che, appunto, attiva o meno la funzione relativa sull’immagine da scattare. La ghiera delle modalità di ripresa ha i soliti simboletti relativi alle opzioni che ormai tutti conosciamo (priorità di tempi o diaframmi, manuale, ritratto, paesaggio, sport, ecc.) mentre il dorso della fotocamera è piuttosto sgombro: c’è il display, il classico pulsante a 4 vie, più i soliti pulsanti (Cestino, Play, ecc.) per gestire la visione delle immagini scattate e qualche altra opzione ritenuta meno strettamente legata alla ripresa. Ormai questi gruppi di comandi tendono ad essere più o meno simili sulle fotocamere dei vari produttori, per cui bastano pochi minuti per familiarizzare con i pochi cambiamenti che si riscontrano passando da un modello all’altro.

ANDIAMOCI IN GIRO
LA D60 sembra lenta ad accendersi, a causa del sistema di pulizia del sensore: ma se lo si disattiva (si può attivarlo manualmente quando lo si desidera) il discorso cambia ed, anzi, la fotocamera è pronta a scattare in pochissimo tempo; nel complesso è piuttosto reattiva sotto tutti gli aspetti (ritardo di scatto, scrittura file, ecc.), come del resto la D40x. Anche il sistema Active D-Lighting ha il suo impatto sulle prestazioni velocistiche, per cui conviene attivarlo solo quando serve. Potrebbe andare meglio, invece, con la velocità di trasferimento dei file sul computer: la D60 non supporta il protocollo Mass Storage, per cui usando computer Macintosh non è possibile copiare i file “montando” la scheda di memoria; bisogna usare il software Nikon Transfer, fornito in dotazione, che comunque è piuttosto lento (anche su Windows). La soluzione migliore? Un lettore di schede.
La batteria è la stessa della D40/D40x e dopo una giornata di uso intenso (circa 250 scatti, ma con un uso molto frequente delle funzioni di riproduzione ed un po’ di tutti i menu, com’è tipico di quando si sta conoscendo una fotocamera) ha ancora sufficiente carica sia per scaricare (con calma....) le foto sul computer che per farci ancora qualche ora di lavoro il giorno seguente. Secondo Nikon l’autonomia è di 500 scatti: ci pare un valore piuttosto credibile.
Abbiamo scattato fotografie un po’ in tutte le condizioni (in esterni in pieno sole, in casa con luci domestiche, ed ancora in esterni la sera, al crepuscolo ed oltre) e c’è poco da dire se non che la D60 va davvero bene. Buono il livello di dettaglio, buoni i colori (forse un po’ saturi, ma è tipico delle reflex Nikon amatoriali), valido l’AF, validissimo l’esposimetro, e più che dignitoso anche lo zoom di serie. Molto buona la gamma dinamica, che se gestita saggiamente insieme all’Active D-Lighting consente di ottenere foto anche in condizioni di illuminazione rognose.

Con le impostazioni di fabbrica le immagini risultano un po’ più morbide di quanto accadesse con la D40x, ma la differenza è davvero sottile e, oltre ad essere questione di gusti, basta agire sui parametri (lo Sharpening sopratutto) per avere fin da subito dei JPEG più d’impatto. Il rumore è piuttosto contenuto: praticamente assente fino a ISO 400, contenuto a ISO 800, mentre a ISO 1600 il processore Expeed fa sentire la sua mano e, al prezzo di un po’ di dettaglio, mantiene le immagini più che usabili. In quest’ambito comunque il primato Canon è ancora indiscusso.
Pochi i motivi di disappunto, legati a piccole scelte progettuali (non c’è il pulsante per il controllo della PDC, non c’è alcuna funzione di bracketing) o a limiti tipici come la solita, modesta resa del bilanciamento del bianco in presenza di luci domestiche; niente di fondamentale, come si vede. Scattando in RAW, come sempre, la qualità migliora; peccato che Nikon View NX, il software per l’editing dei RAW fornito in dotazione, sia davvero modesto. Va molto meglio con Capture NX, che però è presente solo in versione di prova.

CONCLUSIONE
La D60 è una fotocamera senza alcun difetto eclatante e molto valida da tutti i punti di vista: costruzione, qualità ottica, dotazione di funzioni. Ha un solo, enorme problema: la concorrenza. Innanzitutto quella interna: la D40 costa qualche centinaio di Euro in meno ed ha praticamente la stessa qualità. L’equazione “markettara” secondo cui “più megapixel = maggiore qualità” ormai non inganna più nessuno, e ci riesce difficile trovare un solo motivo per consigliare a qualcuno una D60 al posto di una D40. Anche rispetto alla D40x c’è davvero poca roba in più e, in tutta sincerità, consiglieremmo a chiunque di risparmiare quei non pochi Euro per prendere una D40... finché se ne trovano. C’è poi la concorrenza esterna: insieme alla D60 sono uscite diverse fotocamere di pari fascia della concorrenza (in ordine rigorosamente alfabetico: Canon 450D, Olympus E-420, Pentax K200D, Sony A300/350) che tra Live View, stabilizzatore, e monitor da 3 pollici rendono davvero dura la vita alla D60. Forse un sostanzioso ritocco al prezzo la renderebbe più competitiva, cosa che oggi non è.

Agostino Maiello © 05/2008
Riproduzione Riservata

Obiettivi compatibili: NIKKOR AF-S e AF-I (supportate tutte le funzioni); gli obiettivi NIKKOR AF di tipo G o D non sono dotati di motore per l'autofocus: sono supportate tutte le funzioni tranne l'autofocus; gli obiettivi NIKKOR AF non di tipo G o D non sono dotati di motore per l'autofocus: sono supportate tutte le funzioni eccetto la Misurazione Color Matrix 3D II e l'autofocus. IX-NIKKOR e AF-NIKKOR per F3AF: non supportati. Tipo D PC NIKKOR: supportate tutte le funzioni eccetto alcuni modi di ripresa. AI-P NIKKOR: supporta tutte le funzioni eccetto la misurazione Color Matrix 3D II. Non-CPU: autofocus non supportato. Possono essere utilizzati in modo M, ma l'esposimetro non funziona. Obiettivi con apertura massima di f/5.6 o superiore: è possibile l'utilizzo del telemetro elettronico.

Come sono fatti i test di Nadir

Alcuni scatti

Nadir © 2008 NIKON D60

Nadir © 2008 NIKON D60

Nadir © 2008 NIKON D60

Scheda Tecnica
Sensore: CCD da 23,6x15,8mm (focale equiv. sul 35mm: 1,5x), 10,75 milioni di pixel totali, 10,2 milioni di pixel effettivi
Attacco F-Mount Nikon (con contatti AF) 
Funzione Dust off (Sistema di pulizia del sensore di immagine, sistema di controllo del flusso d'aria)
Dimensione immagine (pixel): 3.872 x 2.592 [L], 2.896 x 1.944 [M], 1.936 x 1.296 [S] 
Formato file: NEF, JPEG, NEF+JPEG
Supporti: Schede di memoria SD, compatibili con SDHC 
Mirino reflex a obiettivo singolo tipo penta-mirror a tetto, copertura 95%, ingr. 0,8x, con correzione diottrica
Otturatore a lamelle sul piano focale con scorrimento verticale e comando elettronico, tempo di posa da 1/4.000 a 30 sec. in step di 1/3 EV; posa B, tempo (Comando Remoto Wireless ML-L3 opzionale necessario), sincro flash X=1/200
Scatto: Singolo, Continuo, Autoscatto, Comando remoto (Comando Remoto Wireless ML-L3 opzionale necessario), max 3fps
Autoscatto: sì, selezionabile tra 2, 5, 10 e 20 secondi
Esposizione: isurazione esposimetrica TTL con sensore RGB a 420 settori; matrix (0-20 EV), ponderata centrale (0-20 EV), spot (2-20 EV)
Modi di esposizione: Digital Vari-Program (Auto, Auto [senza flash], Ritratto, Paesaggio, Bambini, Sport, Macro Close-Up, Ritratto notturno), Auto programmato (P) con programma flessibile, Auto a priorità dei tempi (S), Auto a priorità dei diaframmi (A), Manuale (M) 
Compensazione dell'esposizione: da -5 a +5 EV con incrementi di 1/3 EV 
Blocco esposizione: sì
Sensibilità ISO: ISO 100 - 1600 in step di 1 EV. Può essere impostata su circa 1 EV (equivalente a ISO 3200) superiore a ISO 1600
D-Lighting attivo: può essere selezionato tra Sì (Auto) o No 
Autofocus: modulo autofocus Nikon Multi-CAM 530 con rilevazione di fase TTL, 3 punti di messa a fuoco e illuminatore ausiliario AF (portata compresa tra 0,5 e 3 m circa), campo di rilevazione da -1 a +19 EV (ISO 100, 20°C); modi di messa a fuoco: AF-Singolo (S), AF-Continuo, (C), AF-Automatico (A), tracking predittivo di messa a fuoco ad attivazione automatica in base al movimento del soggetto in AF singolo e continuo, AF-Manuale: è possibile l'utilizzo del telemetro elettronico 
Flash incorporato: numero guida pari a 12/39 (m, ISO 100, 20°C) o a 13/43 nel modo manuale (m, ISO 100, 20°C). Sincro sulla prima tendina, sincro su tempi lenti, sincro sulla seconda tendina, riduzione effetto occhi rossi e riduzione effetto occhi rossi con sincro su tempi lenti. Compensazione flash da -3 a +1 EV con incrementi di 1/3 EV 
Bilanciamento del bianco: 8 modi
Monitor: 2,5 pollici, circa 230.000 punti, tecnologia LCD TFT in polisilicio a bassa temperatura, regolazione della luminosità e con spegnimento automatico mediante il sensore di spegnimento monitor 
Batteria: una batteria ricaricabile Li-ion EN-EL9 
Dimensioni (L x A x P) circa 126 x 94 x 64 mm 
Peso circa 495 g senza batteria, scheda di memoria o tappo corpo