NIKON EM: UNA REFLEX ECONOMICA
Modern Photography, settembre 2001

L'approfondito test di Modern Photography pubblicato su REFLEX FOTO TEST di ottobre 1984.

Dopo la scomparsa avvenuta nel 1978 della Nikkormat FT3, prima della presentazione della EM non vi era più stata una reflex Nikon che consentisse ai potenziali acquirenti dotati di un modesto budget e non molto specializzati di potersi permettere l'acquisto di una Nikon. La Nikkormat, grossa, pesante e priva di caratteristiche moderne (era stata introdotta nel 1965) aveva in pratica perso il suo posto nel mercato. C'era poi anche una certa resistenza dei pubblico al nome di "Nikkormat", che veniva interpretato come una denominazione di un prodotto di seconda categoria (da qui la promozione della Nikkormat ELW in Nikon EL2 prima che anche questo modello cadesse vittima dei bisogno di nuovi progetti). Pochi osservatori avrebbero potuto tuttavia prevedere un passo in avanti così drastico verso i bisogni ed i gusti popolari come quello intrapreso dalla Nikon con il modello EM, il suo nuovo sistema di obiettivi, il lampeggiatore ed il motore trascinatore.

Sebbene il Nikkor AI 50mm f/1.8 rappresenti un modello di obiettivo compatto (a destra), il Nikon 50mm f/1.8 E, a sinistra, per la Nikon EM, è di gran lunga più piccolo.

La tabella della sensibilità esposimetrica rivela uno schema con lettura media dotata di prevalenza della parte centrale, ma non così spiccata come sulle altre Nikon che impiegano due fotocellule, mentre la EM ne ha una.

Il mirino mostra la scala dei tempi di scatto, l'ago indicatore, le zone di sovra e sottoesposizione, il Led rosso che lampeggia quando il flash Speedlight SB-E è pronto. Il Led lampeggia anche quando il diaframma impostato è al di là della portata dei flash.

Il pulsante cromato del controllo di carica della pila illumina il vicino Led se la pila è carica. La leva di avanzamento è robusta e maneggevole. Il contafotogrammi è alquanto piccolo. Notare il semplice selettore di funzioni a tre posizioni.

Avete bisogno di una rapida compensazione dell'esposizione per un controluce? Premete il pulsante cromato ed abbasserete il tempo di scatto dell'equivalente di due diaframmi.

Il motore trascinatore MD-E si applica direttamente alla EM senza alcun bisogno di togliere dei tappi di protezione. L'impugnatura verticale dà un'ottima impressione, ma rende alquanto difficile lo stivaggio del motore.

Potete anche effettuare il controllo preliminare della profondità di campo. Premete il pulsante di sblocco dell'obiettivo e ruotatelo finché la linea arancione della scala della profondità di campo (indicata) si trovi esattamente sotto alla lettera "K" del nome Nikon. Impostate il diaframma desiderato per osservare la profondità di campo nel mirino.

Così, la reflex 35mm più economica della linea Nikon attualmente in produzione non è stata progettata solo per riconquistare od aumentare la fetta di mercato un tempo detenuta dalla Nikkormat. Mira anche ad attrarre molti acquirenti tra coloro che hanno trovato troppo costose, complicate e confusionarie le altre reflex, ma che nonostante ciò desidererebbero molto poter possedere una Nikon (il libretto di istruzioni molto semplificato e l'allegata "Nikon EM Photoguide", manuale per scattare fotografie, sono ulteriori prove dei vasto pubblico potenziale a cui la Nikon si rivolge). Oltre a ciò, comunque, si spera che la Nikon EM fornisca una aggiornata alternativa ai possessori di apparecchi Nikkormat ed un secondo corpo macchina per molti attuali possessori di Nikon, anche professionisti.

Questo è un grosso obiettivo per un piccolo apparecchio economico, compatto e leggero. Vediamo quindi se esso è all'altezza dei compito, ed inoltre se è un apparecchio in grado di realizzare foto di qualità professionale. Nella speranza di venire incontro ai gusti estetici dei mercato di massa che può spaventarsi per l'aspetto eccessivamente tecnico di gran parte delle Nikon, la Nippon Kogaku ha cercato il talento di un designer industriale italiano di prim'ordine, già famoso per le auto da lui progettate, Giorgetto Giugiaro, per disegnare l'aspetto esteriore dell'apparecchio. Giugiaro ha "scolpito" un apparecchio che evidenzia semplicità di linee e praticità. La EM è stata la prima reflex che non tenta di mascherare le parti plastiche come parti metalliche. La calotta ed il fondello, la montatura dell'obiettivo ed in modo particolare la leva di avanzamento rapido sembrano quello che sono: plastica (o, se preferite, policarbonato rinforzato con fibra di vetro).

La creatura nera che ne risulta di solito suscita l'aggettivo "raffinata" negli osservatori. Le signore che in precedenza avevano evitato anche le reflex pocket 110 ritenendole complicate, hanno trovato attraente la EM. D'altra parte il suo "look" estremamente differente serve anche come argomento di discussione tra i fotografi che solitamente hanno al collo una o due Nikon F2 piene di accessori.Ma non bisogna mai tentare di giudicare un apparecchio solo dal suo aspetto esteriore. Sotto di esso abbiamo una reflex automatica a priorità di diaframmi con un sistema esposimetrico dotato di una cellula al silicio che effettua una lettura media con prevalenza della parte centrale sul vetro di messa a fuoco. I sistemi per la messa a fuoco sono quelli abituali, poiché comprendono esattamente le caratteristiche dei vetro K standard su tutti gli attuali apparecchi Nikon. Vi è un telemetro centrale ad immagine spezzata, una corona di microprismi ed un anello di 12mm che indica la zona di sensibilità massima dell'esposimetro. Sulla sinistra del mirino è presente una scala verticale dei tempi di scatto. In esposizione automatica, l'ago del mirino indicherà il tempo di scatto approssimativo impostato dall'apparecchio a seconda dei diaframma da voi prescelto, e alla sinistra della scala si trova un Led centrale che opera in congiunzione con il lampeggiatore elettronico dedicato SB-E.Sulla calotta dell'apparecchio non troverete la tradizionale ghiera dei tempi di scatto. Come molte delle reflex semplificate, la Nikon EM è ufficialmente un apparecchio solamente automatico (ma con tre sistemi per alterarne l'esposizione qualora occorra). Al posto della ghiera dei tempi si trova un selettore delle funzioni con tre posizioni: automatismo (AUTO), il tempo di scatto meccanico da usare qualora le pile siano scariche od impieghiate un lampeggiatore che non sia l'SB-E (M90), e la posa B (B).

Vicino al collare del pulsante di scatto si trova un piccolo pulsante cromato per il controllo della carica della pila ed un Led rosso che si accende se la pila è carica. I valori ASA compresi tra 25 e 1600 sono impostati sollevando il collare esterno dell'anello posto attorno alla manopola di riavvolgimento, girandolo e lasciandolo tornare in posizione con l'indice bianco davanti al valore che desiderate.

Fino a questo punto la EM può sembrare anche troppo semplificata nei comandi, ma vi sono anche delle piccole sorprese! Solleviamo la manopola di riavvolgimento per aprire il dorso e, caricata la pellicola, chiudiamolo nuovamente. Anche con il tappo sull'obiettivo si può avanzare la pellicola e scattare fino al primo fotogramma senza che l'otturatore resti aperto per lungo tempo, come invece avviene su altre reflex automatiche quando caricate in automatismo. Finché non si arriva al primo fotogramma sul contafotogrammi 1, il circuito esposimetrico non può essere attivato. L'otturatore funziona ad 1/90 di secondo in modo che sia possibile arrivare al primo fotogramma evitando il fastidio di lunghe esposizioni. Una volta che si é giunti al primo scatto diventa possibile attivare l'esposimetro. Come? No, non con il tradizionale sistema Nikon, cioè scostando la leva di avanzamento dal corpo dell'apparecchio: alcuni fotografi dimenticano di riportarla in posizione quanto ripongono l'apparecchio, consumando così le pile. I fotografi che invece guardano nel mirino con l'occhio sinistro accostano la leva al corpo macchina inavvertitamente, disattivando così i circuiti mentre stanno scattando. Sulla EM una leggera pressione sul pulsante di scatto attiva l'esposimetro. Questo rimane acceso per 20 secondi a partire da momento in cui togliete il dito dal pulsante. Subito dopo trascorso questo tempo l'apparecchio si spegne automaticamente per non consumare energia.

Guardiamo ora attraverso il mirino con l'esposimetro acceso. Selezioniamo un diaframma molto chiuso in modo che l'ago indichi un tempo di scatto inferiore ad 1/30 di sec. Il suono appena udibile di un cicalino elettronico verrà emesso dall'apparecchio per avvisarvi che il tempo di scatto è lento e non consente uno foto a mano libera. Lo stesso cicalino suona se vi è troppa luce con il rischio di una sovraesposizione. Non appena regolate la ghiera dei diaframmi in modo che il tempo di scatto sia compreso tra 1/1000 ed 1/30 di secondo, il suono cessa. Anche i professionisti troveranno utile questo segnale di avviso acustico (quante volte, nella fretta o nell'eccitazione di scattare una foto, anche i più esperti professionisti si dimenticano di guardare l'ago dei tempi di scatto con il risultato di ottenere foto mosse?). Ma vi sono anche dei luoghi in cui l'ultima cosa che si vuole è un apparecchio che si mette a suonare, anche se con poco rumore: tanto per fare qualche esempio, durante un matrimonio, un concerto, oppure mentre si scattano foto di nascosto con poca luce. No, il cicalino non può essere disattivato, ma si può aggirare il problema.

Azionate l'esposimetro sfiorando il pulsante di scatto e togliendo subito il dito. L'apparecchio suonerà un attimo soltanto. Avete ora 20 secondi di tranquillità con l'esposimetro in funzione poiché l'apparecchio suona solo quando premete il pulsante di scatto. Quando siete pronti a scattare, premete a fondo il pulsante di scatto e probabilmente riuscirete a cavarvela con un solo accenno di suono. Ovviamente potete scattare senza il cicalino anche quando l'esposimetro si spegne, premendo il pulsante di scatto a fondo, poiché in questo modo l'esposimetro si attiva immediatamente ed il circuito della fotocellula al silicio consente quasi istantaneamente delle esposizioni accurate. Sebbene questo sembri un punto dei tutto insignificante, praticamente ogni serio fotografo dilettante e professionista a cui è stato mostrato l'apparecchio, ha chiesto se il cicalino poteva essere disattivato ed è questo il motivo per cui abbiamo dedicato così tanto spazio a questo argomento.

L'assenza di una ghiera dei tempi di scatto si è rivelato un altro motivo di preoccupazione sia tra i dilettanti esperti che tra i professionisti, in modo particolare perché l'apparecchio è sprovvisto sia di una ghiera di correttore fisso dell'esposizione in automatismo, sia di un blocco della memoria per sopperire a ciò. Queste due caratteristiche sono state eliminate allo scopo di semplificare l'apparecchio per i dilettanti alle prime armi ed anche per tagliare i costi di produzione. Questo fatto rende l'apparecchio troppo poco flessibile per il fotografo più avanzato? Certamente no. E' possibile impiegare la ghiera degli ASA per alterare l'esposizione in occasione di particolari condizioni di luce. Raddoppiate gli ASA e diminuite l'esposizione in automatismo di un diaframma.

Dimezzando il valore ASA aumenterete l'esposizione nello stesso modo. Solo con il valore di 24 ASA è impossibile aumentare ulteriormente l'esposizione, poiché la ghiera non può scendere sotto i 25 (presumiamo che nessuno desideri aumentare per nessun motivo gli ASA oltre 1600). Secondariamente vi è un pulsante cromato di compensazione dell'esposizione sul frontale dell'apparecchio. Quando viene premuto aumenta l'esposizione di due diaframmi ed infatti l'ago nel mirino mostra un'immediata caduta del tempo di scatto. Un terzo sistema per regolare l'esposizione è quello di usare il controllo manuale.

Sì, sappiamo di aver detto che la EM non possiede tempi di scatto manuali, ma ne possiede almeno uno: 1/90 di secondo, che opera come sincro-X con tutti i lampeggiatori sia che la pila dell'apparecchio funzioni o meno. Potete ovviamente usare il tempo di 1/90 con la luce del giorno o con un'illuminazione artificiale continua ed impostare qualsiasi diaframma desideriate. Naturalmente la Nikon non ha messo molto in risalto l'esposizione manuale alternativa con il tempo di 1/90 o la variazione dell'esposizione mediante il variare dei selettore ASA, poiché la compagnia cerca di presentare l'apparecchio come una semplice automatica ad un nuovo pubblico di principianti, ma le alternative sono presenti per i dilettanti avanzati od i professionisti alla ricerca di un piccolo e leggero corpo macchina.

Dopo aver sistemato le due principali obiezioni fatte dai fotografi, andiamo avanti.
L'apparecchio non possiede un pulsante di controllo della profondità di campo, ma siamo riusciti ad aggirare facilmente questo problema. Premete il pulsante di sblocco dell'obiettivo, giratelo in senso orario fino a che la linea arancio della scala di profondità di campo si trova esattamente sotto la lettera "K" dei nome "Nikon" inciso sul frontale dei pentaprisma. Potete ora impostare qualsiasi diaframma desiderate e l'obiettivo si chiuderà a tale valore in modo che voi possiate valutare la profondità di campo. Abbiamo rilevato che l'obiettivo è perfettamente stabile in tale posizione e lo abbiamo semplicemente fatto scattare nuovamente in posizione di blocco dopo il controllo della profondità di campo (questo è un altro piccolo trucco pratico che ovviamente la Nikon non diffonderà tra i principianti che compongono il mercato di massa"). La Nikon EM possiede tre diversi accessori appositamente studiati per lei e che devono essere considerati parte integrante delle operazioni dell'apparecchio. Gli obiettivi compatti Serie E, il lampeggiatore dedicato elettronico SB-E ed il motore trascinatore MD-E.

Sebbene la Nikon EM possa essere acquistata come corpo al prezzo di listino di sole L. 220.000 (ricordate che l'articolo è del 1984, comunque il prezzo era molto conveniente per l'epoca... trattandosi di una Nikon!) e/o dotata successivamente di qualsiasi obiettivo della serie Nikon AI, una speciale serie di obiettivi estremamente compatti ed economici chiamati Nikon Serie E è stata creata per questo apparecchio. l nuovi obiettivi sono trattati, ma non possiedono il trattamento integrale IC, come avviene per i Nikkor. l Nikon E non possiedono la tradizionale forcella per la lettura a tutta apertura necessaria per i vecchi sistemi esposimetrici delle Nikon e delle Nikkormat. Essi si accoppiano comunque a tutti gli apparecchi AI presenti e passati. Gli obiettivi sono tutti più piccoli, più leggeri e meno costosi degli equivalenti Nikkor. Tutte le scale sono ben incise, con una scala secondaria dei diaframmi che possa apparire nel mirino degli apparecchi Nikon dotati dei sistema di lettura dei diaframmi nello stesso (la EM non mostra i diaframmi nei mirino).

Il motore trascinatore MD-E (L. 110.000) si applica direttamente al fondello dell'apparecchio senza bisogno di rimuovere alcuna copertura protettiva. È alimentato da sei pile AAA e consente scatti singoli se si solleva il dito del pulsante dì scatto immediatamente dopo l'esposizione. Il motore continua invece a scattare in sequenza se viene mantenuta la pressione sul pulsante stesso. Un Led rosso sulla parte posteriore dei motore (preferiremmo chiamarlo winder, ma la Nikon preferisce il termine "motore") si illumina durante il trasporto della pellicola ed alla fine dei caricatore.

Eravamo sinceramente molto curiosi di vedere come avremmo reagito alla EM noi che abbiamo la massima familiarità con ogni apparecchio Nikon, Nikkormat e Nikkorex, avendoli collaudati e lavorato con essi. Dopo un mese abbiamo dovuto ammettere di amare quest'apparecchio. Oh, certamente abbiamo riscontrato delle caratteristiche che non ci hanno soddisfatto, come i numeri troppo piccoli dei contafotogrammi e la mancanza dei diaframmi visibili nel mirino come invece avviene sulle altre Nikon (all'inizio avremmo voluto un pulsante di scatto elettromagnetico, ma ci siamo poi resi conto che in tal modo non saremmo stati in grado di azionare manualmente l'apparecchio senza pila e tale desiderio è rientrato).

Siamo rimasti sorpresi dal mirino (la cui intera area, tra l'altro, può essere vista anche da chi porta gli occhiali). La luminosità è decisamente elevata. li vetro di messa a fuoco e la scala dei tempi di scatto sono apparentemente alla stessa distanza visiva e quindi non vi è bisogno di mettere nuovamente a fuoco l'occhio passando dall'uno all'altro.

Il circuito esposimetrico possiede un'eccellente capacità di misurazione con bassa luminosità. Non abbiamo avuto difficoltà ad effettuare delle esposizioni fino ad 1 secondo ed f/1.8 con pellicola 400, ASA, una prestazione che non riesce a molte altre reflex automatiche di gran lunga più costose.

La ghiera di messa a fuoco sul Nikon 50 mm f/1.8 serie E è dotata di una superficie a rilievo di plastica che consente una eccellente impugnatura e che facilita senza dubbio la messa a fuoco. Anche l'anello dei diaframmi è zigrinato, ma riteniamo che la zigrinatura potrebbe essere leggermente accentuata poiché ora è quasi della stessa misura di quella adiacente dell'anello di smontaggio dell'obiettivo. Ciò può provocare una errata regolazione dei diaframmi specialmente quando il fotografo indossa i guanti. Quanto è adattabile la Nikon EM agli obiettivi ed agli accessori privi della caratteristica AI? Il libretto di istruzioni avverte: "Attenzione: gli obiettivi automatici Nikkor o di altra marca non devono essere montati sulla EM. Il tentativo di montare tali obiettivi danneggerà il meccanismo AI dell'apparecchio".

Perché questo terribile avviso per la EM quando non sembrano esserci altri problemi con le altre Nikon dotate di AI? Perché la levetta di accoppiamento AI sulle altre Nikon può essere spostata quando viene applicato un obiettivo od un accessorio non AI.

Sulla EM, per motivi di risparmio, la levetta non è mobile. Essa resta fissa e sporgente e può così essere danneggiata da qualsiasi obiettivo od accessorio la cui montatura viene a contatto con essa. Vorremmo tuttavia riformulare l'avviso della Nikon sostituendo il termine "danneggerà" con quello "può danneggiare", poiché molti obiettivi ed accessori di ditte indipendenti da noi esaminati non toccavano la levetta (sebbene alcuni vi si avvicinassero). Ovviamente la Nikon su questo argomento è molto rigida e non concede possibilità.

Riteniamo comunque che qualsiasi fotografo consapevole può determinare da solo se vi sia o meno pericolo. Ciò consiste molto praticamente, nell'accoppiare il corpo dell'apparecchio con l'obiettivo o l'accessorio e controllare se la montatura di questo rischia di toccare la levetta qualsiasi sia il diaframma. Se vi è qualche pericolo, non usate l'obiettivo o l'accessorio. Ciò vale anche per gli anelli d'inversione di focale e per i tubi di prolunga. Se comunque applicate all'apparecchio qualsiasi obiettivo od accessorio non AI, dovrete effettuare la lettura e l'esposizione in stop-down. Poiché la Nikon EM non prevede diaframmi in stop-down, sembra esservi poco senso nel montare qualsiasi obiettivo non AI dotato di automatismo del diaframma. Se comunque, l'obiettivo ha un solo diaframma (come un teleobiettivo a specchio) o diaframmi manuali, potrete in effetti fare la vostra misurazione e l'esposizione in stop-down. Ma state attenti a quella levetta!

Negli ultimi anni abbiamo rilevato che vi sono in media veramente poche circostanze in cui il fotografo deve disinserire l'automatismo dall'apparecchio oppure in cui effettui deliberatamente delle esposizioni in stop-down per effettuare lavori speciali quali la fotoriproduzione, fotomicroscopia e simili. Usando il pulsante di compensazione automatica, qualsiasi regolazione dei valore ASA ci permette di aggirare facilmente il problema dei solo automatismo. Suggeriamo che la Nikon contrassegni la ghiera degli ASA con dei numeri o dei punti rossi con un "più" ed un "meno" che potrebbero così servire come simboli addizionali per il correttore fisso dell'esposizione. Noi ce li faremo probabilmente applicare da un amico riparatore.

La pressione necessaria per il pulsante di scatto è uniforme e moderata. Il rumore dell'otturatore ad 1/90 di secondo è stato misurato nei nostri laboratori a 71,5 decibel e consideriamo tale valore più silenzioso della media. Il lampeggiatore SB-E si è dimostrato molto buono entro i limiti prestabiliti di diaframmi e di portata, ma non tentate di impiegarlo a diaframmi più aperti di quelli consigliati per aumentare la portata massima oltre 7 m. Ciò non serve e ne risulta solo una forte sottoesposizione. Il tempo di ricarica del lampeggiatore è estremamente rapido a brevi distanze: 7-10 secondi a 3,50 m a f/5.6 con pile nuove. Anche se inizialmente ritenevamo che la linea molto verticale (circa 16,5 cm di altezza sull'obiettivo) fosse un po' sgradevole, ci siamo resi conto che ciò era stato fatto deliberatamente per minimizzare il rischio di "occhi rossi" causato dal riflesso degli occhi dei soggetto in caso di luce direttamente frontale.

Abbiamo avuto solo un breve problema con il lampeggiatore. Non abbiamo capito che il segnale di avviso dei diaframma corretto funziona solo quando è in funzione l'esposimetro dell'apparecchio. Siamo rimasti confusi per un po' quando il diodo nel mirino si è messo a lampeggiare a tutti i diaframmi. Abbiamo poi capito che se non attivate l'esposimetro dell'apparecchio il diodo continua a lampeggiare in continuazione!

La combinazione apparecchio-motore-trascinatore con le pile pesa appena 850 g ed è, a nostro parere, di gran lunga la più leggera combinazione di questo tipo sul mercato. Con pile nuove, siamo stati in grado di ottenere velocità di oltre due fotogrammi al secondo (una eccellente prestazione) ed abbiamo superato i 50 caricatori da 36 fotogrammi per ogni set di pile, previsti nelle caratteristiche dal fabbricante. Il motore è sagomato in modo perfetto per l'apparecchio. L'impugnatura verticale (che rende più difficile dei necessario lo stivaggio dei motore dopo l'uso) ha dimostrato la sua utilità durante l'uso, fornendo una presa ferma sull'apparecchio ed il motore così da poterli impugnare ed azionare con una mano. Il livello di rumorosità del motore al tempo di scatto di 1/1000 di sec. si è rivelato di 71,5 decibel, che riteniamo molto basso.

Successivamente, nelle prove pratiche e nella maneggevolezza, la EM si è rivelata molto più versatile, pratica ed adattabile ad un impiego severo di quanto noi non ci aspettassimo, mentre le sue dimensioni ed il peso la rendono una delizia da portarsi ovunque. Adesso vengono due domande essenziali. Primo, qual è il livello qualitativo della costruzione dei l'apparecchio? Sopporterà per lungo tempo dei maltrattamenti oppure la Nikon all'interno ha voluto risparmiare, e se è cosi, come? Ci sono solo tre modi per saperlo. Scattare molti rulli di pellicola in pochi anni, simulare un consumo dei genere oppure smontare l'apparecchio e farlo esaminare da esperti. Allo stesso modo eravamo preoccupati di verificare il modo di fabbricazione dell'obiettivo. Abbiamo così smontato completamente l'apparecchio e l'obiettivo in modo che il tecnico meccanico Tony Nagatomo ed il tecnico ottico Bennet Sherman potessero esaminare accuratamente ciascun componente.

Lo smontaggio del corpo macchina ha rivelato alcune affascinanti informazioni. Nonostante fosse stata impiegata molta plastica (la calotta, il fondello, la parte frontale, gli anelli di accoppiamento dell'obiettivo e gli ingranaggi di avvolgimento), tutte le parti erano molto rigide, ben definite e di elevata qualità. Ma nelle parti più importanti soggette ad usura nei meccanismi, dove altri fabbricanti sono passati all'impiego di perni di plastica per il riavvolgimento, rocchetti dentati di aggancio della pellicola e meccanismi dei rocchetti, la Nikon ha impiegato il metallo. Alcune parti degli interruttori sono di plastica, come pure sulle altre reflex di oggi, ma i braccetti metallici sono cromati ed i contatti sono placcati in oro, indicando la loro elevata qualità. Lo stampo principale dei corpo è in una lega metallica, leggerissimo ma notevolmente resistente e ben rifinito.

È risultato evidente che nel corpo macchina la Nikon ha risparmiato semplificando i meccanismi in modo da ridurre il numero dei pezzi ed il tempo necessario per montarli. La scatola dello specchio e l'imbocco frontale, generalmente composti da uno stampo più parti aggiuntive, sono stampati in un unico pezzo con una piastra applicata che contiene il meccanismo di funzionamento per l'otturatore e lo specchio. Una cornice metallica per il pentaprisma ha un contenitore metallico rotondo in cui si inserisce l'intero display dell'esposimetro: galvanometro, ago e scala completa dei tempi. Sebbene il meccanismo per l'avanzamento della pellicola ed il caricamento dell'otturatore sia addizionale (è stato il primo otturatore a lamelle metalliche sul piano focale a consentire il caricamento addizionale), il meccanismo, completamente riprogettato dagli ingegneri Nikon, contiene attualmente meno ingranaggi di molte altre reflex a caricamento non addizionale. Gli ingranaggi superiori di avanzamento sono tutti su una piastra. Tutto molto semplice ma ben fatto.

Secondo noi, il corpo macchina non mostra alcun segno di essere meno resistente di quelli delle altre Nikon. In effetti, lo abbiamo trovato più solido ed in grado di durare più a lungo senza guasti di quelli di altre compatte reflex più costose.

Passiamo ora all'obiettivo, e scopriamo rapidamente come è stato semplificato. I tubi elicoidi di messa a fuoco, generalmente di ottone ed alluminio, sono ora di plastica ed alluminio. L'elicoide di plastica ha delle filettature più rozze che sono più facili da fabbricare e che non richiedono le tolleranze estremamente precise degli elicoidi Nikkor. L'elicoide di plastica non possiede delle filettature completamente attorno alla sua circonferenza, ma soltanto in tre aree equidistanti. Questo non è avvenuto per motivi di risparmio, ma probabilmente allo scopo di rendere più dolce la messa a fuoco, poiché vi è meno resistenza con un minor numero di superfici a contatto. Sebbene noi non crediamo che questa sostituzione della plastica all'ottone o ad altri metalli, aggiunta alle filettature più rozze e con maggior gioco, possa causare un invecchiamento accentuato, starà al fotografo vedere, sperimentare e sentire le differenza. L'obiettivo focheggia dalla distanza minima all'infinito con una rotazione di circa 160°, mentre le filettature sottili e con meno gioco dei corrispondente Nikkor 50mm f/ 1.8 richiedono 270°, il che significa che il Nikkor possiede una più raffinata capacità di messa a fuoco ed anche una maggiore dolcezza di funzionamento.

Tutte le montature interne degli anelli sono di metallo. Gran parte degli sforzi di fabbricazione, di tempo di montaggio e di complicazioni sono stati risparmiati usando rondelle metalliche di bloccaggio a C al posto dei fori filettati per le viti che fissano le varie parti meccaniche e gli anelli in preciso allineamento. Rivetti plastici sostituiscono le viti sull'anello di plastica dei diaframmi per bloccare la camma di posizionamento dei diaframma e la molla di blocco a scatto. Oltre a ciò, è stata impiegata una molla piatta al posto di una a spirale con cuscinetti a sfera per consentire gli stop intermedi dei diaframmi. La maggioranza degli obiettivi compatti di altri fabbricanti usano in effetti molle piatte, poiché non vi è abbastanza spessore nella camma dell'obiettivo per alloggiare le molle a spirale ed i cuscinetti a sfera, ma i Nikkor tendono ad impiegare questa più costosa soluzione.

Al di là di tutto ciò, la qualità meccanica della costruzione dei 50mm Nikon Serie E f/1.8 è certamente al livello che si può riscontrare in molti altri obiettivi compatti realizzati da altri fabbricanti di apparecchi, ma l'obiettivo ha una messa a fuoco leggermente più faticosa e non così precisa, oltre a mancare di alcune parti di precisione riscontrabili nel Nikkor.

Il Nikon E 50mm f/1.8 dal punto di vista ottico è essenzialmente un Nikkor 50mm f/1.8 riprogettato con la stessa costruzione di sei elementi in cinque gruppi. È leggermente più corto essendo dotato di elementi più sottili. La disponibilità di vetro ottico di qualità migliorata ha permesso di mantenere la qualità di immagine ad alto livello anche nel nuovo 50mm f/1.8 serie E, anche se teoricamente la riprogettazione poteva causare altrimenti una leggera perdita di nitidezza. La costruzione più compatta e gli elementi più sottili rendono l'obiettivo meno costoso da realizzare.

Poiché ci rendiamo pienamente conto che i fotografi più appassionati sono ovviamente estremamente curiosi di sapere come il nuovo obiettivo si comparasse con il Nikkor 50mm f/1.8, abbiamo effettuato delle prove parallele di risolvenza, contrasto e distorsione su entrambi gli i obiettivi. Siamo rimasti sorpresi, così come lo sarete voi. Sebbene la risolvenza ai bordi dell'obiettivo Nikon E non fosse al livello dei Nikkor, complessivamente le qualità ottiche di entrambi sono comparabili, con un contrasto dei tutto simile e con una distorsione addirittura più bassa nel piccolo serie E! li nuovo obiettivo non possiede il trattamento multistrato, ma quello a strato singolo. In uno schema molto semplice con sei elementi, non riteniamo che questa possa essere una considerazione importante.

Possiamo quindi consigliare caldamente il nuovo obiettivo e solamente suggerire che i fotografi più pignoli potrebbero preferire il più costoso Nikkor per la messa a fuoco più uniforme, precisa e ravvicinata.

Durante le prove abbiamo ottenuto alcune diapositive fuori fuoco che ci hanno lasciato incuriositi per un po'. Abbiamo poi rintracciato la causa in una errata messa a fuoco da parte di uno dei nostri collaudatori. Mentre questi era abituato alla messa a fuoco senza difficoltà con le Nikon e le Nikkormat, aveva avuto dei problemi con la Nikon EM, essendo leggermente presbite. La distanza apparente dei vetro di messa a fuoco della altre Nikon è di circa 1 metro, mentre quella della EM è leggermente inferiore, circa 80 cm. Il collaudatore avrebbe dovuto usare l'accessorio adattatore di correzione diottrica con una lente di correzione.

Gli altri con una vista normale non hanno trovato alcuna difficoltà. Dobbiamo tuttavia fare una critica proprio in merito all'adattatore per le lenti di correzione diottrica. Esso deve essere fatto scorrere leggermente verso l'altro quando si carica o si toglie la pellicola poiché il dorso non può essere aperto con l'adattatore in posizione. Per quanto riguarda infine il corpo macchina stesso, riteniamo che sia in grado di comportarsi egregiamente ovunque voi, noi o qualsiasi professionista decida di portarlo ed usarlo.

Nadir Magazine © 09/2001 Courtesy Editrice Reflex
Pubblicato su "REFLEX FOTO TEST" di ottobre 1984

TEST DEL 50/1.8 NIKON E
Prova pratica: esposizione ottima attraverso tutta la gamma dei diaframmi. Le aberrazioni sono risultate non rilevabili. Presente una leggera morbidezza delle immagini agli angoli, ma il livello di distorsione è estremamente basso.

Analisi al banco ottico: sull'asse a tutta apertura abbiamo rilevato un piccolo flare giallo fuori centro che indica un leggero decentramento degli elementi con una leggera aberrazione sferica sovracorretta; tutto ciò è molto ridotto già a f/2.8. Fuori asse, può essere osservato un leggero flare giallo con qualche coma ed un leggero astigmatismo. Ad f/5,6 l'immagine era estremamente buona e virtualmente priva di colore laterale.

Le prestazioni generali di questo 50mm serie E sono davvero elevate (soprattutto rispetto al prezzo) ed allineate a quello del più blasonato 50/1,8 AI accanto al quale non sfigura se non in condizioni particolari o quando è richiesta tutta la correzione dell'ottica AI.

Lunghezza focale reale: 52,40mm
Apertura massima effettiva: F/1.83
Distorsione: + 0,23 a barilotto
Caduta di luce ai bordi ad F/5,6: 0,6 diaframmi

CARATTERISTICHE FORNITE DAL FABBRICANTE
Nikon EM reflex monobiettivo 35mm. Corpo n. 6108097.
OBIETTIVO: 50mm f/1.8 Nikon Serie E con innesto a baionetta Nikon n. 1069629, diaframmi fino a f/22, distanza minima di messa a fuoco 60 cm, diametro ghiera portafiltri 52mm.
OTTURATORE: elettronico Seiko MFC-E a lamelle metalliche sul piano focale con tempi da 1" ad 1/1000 di sec., posa B, sincro X.
MIRINO: pentaprisma fisso con schermo di messa a fuoco dotato di telemetro centrale ad immagine spezzata con corona di microprismi.

ALTRE CARATTERISTICHE
Una pila all'ossido d'argento alimenta il circuito esposimetro, dotato di una fotocellula al silicio posta al di sopra dell'oculare dei mirino che effettua sul vetro di messa a fuoco una misurazione media con prevalenza della zona centrale, a tutta apertura. In esposizione automatica a priorità di diaframmi (scegliendo il diaframma, l'apparecchio sceglie il tempo di scatto) nel mirino sono visibili i tempi di scatto, il segnale di sovra e sottoesposizione, il segnale di pronto lampo e di corretta distanza dei soggetto per il lampeggiatore; pulsante di compensazione dell'esposizione per i soggetti in controluce, autoscatto, taschina memorizzatrice della pellicola in uso, contatto caldo dedicato, segnale acustico di, avviso per i tempi di scatto troppo lunghi o pericolo di sovraesposizione, Led di controllo della carica della pila, predisposizione per l'applicazione dei motore trascinatore.