ROLLEIFLEX SL 2000 F: UN’OCCASIONE MANCATA?
Una reflex innovativa per i suoi tempi (1981) che ancora oggi, se non fosse per il digitale, potrebbe essere considerata più che moderna ed attuale.
Nadir Magazine ©

Una piccola Hasselblad: semplice ma ricca di funzioni e soluzioni intelligenti, ben presto la Rollei SL 2000 venne chiamata semplicemente "Il cubo Rollei".

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Il sistema "Rollei cubo" era ricco di accessori e di ottiche, tutte ottime, sia Zeiss che Rollei.

Presentata come prototipo nel 1976 e come prodotto finito nel 1981, la SL 2000 F è una reflex 35mm per molti versi ancora unica che all'epoca apparve come qualcosa di davvero rivoluzionario… e lo era. Peccato che nel tempo il successo di mercato non sia stato quello sperato: se le cose fossero andate in maniera differente oggi con tutta probabilità il mercato della fotografia sarebbe molto diverso.
Ma andiamo con ordine: cos'ha di tanto innovativo questa SL 2000 F? L'idea ispiratrice, diremmo oggi, ovvero il progettare una reflex 24x36mm che abbia una forma a cubo - un po' come molte fotocamere medioformato, ma con peso e ingombro decisamente più contenuti. Attingendo ora al mondo del 35mm ora a quello del 6x6, Rollei ha infatti creato una fotocamera ragionevolmente compatta (pesa poco più di un chilo, comprese le batterie) e maneggevole dotata di motore incorporato, mirino reflex, mirino a pozzetto e dorsi intercambiabili: ancora oggi uno strumento del genere farebbe gola a molti.

La SL 2000 F ha una concezione modulare che la rende assai versatile; con un paio di dorsi pellicola, magari da abbinare ad altrettanti caricatori portabatterie (senza alimentazione la fotocamera non funziona), si è in grado di lavorare, oltre che per molto tempo, anche in condizioni variabili; pensiamo alla classica situazione dell'andare in giro con una pellicola a colori ed una BN, oppure una ISO 100 ed una ISO 1600, oppure una per luce diurna e l'altra per luce artificiale, e poter passare dall'una all'altra in pochi istanti. L'eccellente livello costruttivo della SL 2000 F consente infatti di cambiare i vari componenti in pochi istanti e senza giochi o forzature di sorta; adoperandola si avverte nitida la sensazione di avere tra le mani un oggetto progettato e realizzato con cura.
Il mirino oculare è nitido e luminoso, ed è dotato di correzione diottrica; una serie di LED indica tempi e diaframmi mentre la messa a fuoco, naturalmente manuale, è effettuata grazie ad un telemetro (al centro c'è la classica corona di microprismi); agendo su appositi selettori si può scegliere se scattare in modalità singola, continua (4 ftg/sec) o con l'autoscatto, e se bloccare in memoria la lettura esposimetrica. Sulla parte superiore della fotocamera si trovano la ghiera di selezione dei tempi (si può esporre in manuale ed a priorità di diaframmi), quella di compensazione dell'esposizione, e più avanti il mirino a pozzetto, corredato anche di una lente di ingrandimento per una messa a fuoco precisa. Chi abbia lavorato con altre fotocamere dotate di mirino a pozzetto sa già quanto questo possa risultare utile per riprese particolari, dal voler cercare angolazioni un po' fuori standard alla semplice necessità di effettuare delle riproduzioni.
Sul lato sinistro del corpo macchina ci sono una slitta portaflash, un pulsante di scatto (un, non il: ce ne sono due), la ghiera per la sensibilità ed una presa PC; il lato opposto ospita l'altro pulsante di scatto, i comandi di sblocco del dorso e del caricatore portabatterie, ed il selettore per le esposizioni multiple. La presenza di due pulsanti di scatto richiede un po' di abitudine ma poi si rivela apprezzabilissima. Quando si scatta in verticale uno dei due pulsanti finsice col trovarsi in alto, nella posizione più tipica, mentre scattando in orizzontale la scelta di quale pulsante utilizzare diventa una conseguenza di preferenze personali.

Il frontale, infine, presenta l'innesto dell'obiettivo (la baionetta Rollei QBM ospita ottiche Zeiss e Rolleinar) con relativo pulsante di sblocco, ed un pulsante per la PDC. Quest'ultimo in realtà funziona come un interruttore: premendolo una volta il diaframma si chiude al valore impostato, e si adegua qualora il valore d'apertura venga modificato; in pratica l'obiettivo lavora in stop-down. Premendo il pulsante una seconda volta, il diaframma torna alla massima apertura.

Ormai sostanzialmente superata dal digitale, che ha spazzato via il problema di dover scegliere tra colore e BN e/o tra alte o basse sensibilità, la Rolleiflex SL 2000 F è, oggigiorno, una eccellente fotocamera a pellicola, per diversi aspetti superata dall'evoluzione tecnologica ma per altri tuttora ineguagliata; e che, al di là di ogni considerazione contingente, è un bell'oggetto ancora piacevole da utilizzare. In questi termini merita ancora di essere pienamente apprezzata e magari, trovandone una sul mercato dell'usato ad un prezzo ragionevole, merita un pensierino.

Agostino Maiello © 09/2006