CARL ZEISS SONNAR 135mm F/1.8

Dalla Zeiss un 135mm per il sistema Sony

Annunciato insieme alla A100 ormai 3 anni fa, il Sonnar 135mm F/1.8 finalmente fa apprezzare le sue caratteristiche anche con il pieno formato ora che Sony ha ampliato il suo parco macchine con le A900 e A850. L’ottica trova la sua consacrazione sul 24x36, formato per cui è stata progettata. Lo schema è un Sonnar molto luminoso di nuova concezione, costituito da 11 elementi in 8 gruppi. Un vetro complesso che offre anche due elementi ad alta dispersione per la minimizzazione delle aberrazioni cromatiche. Improbabile il suo legame con il 135mm F/2 Contax che era un Planar per altro molto più semplice (5 lenti in 5 gruppi).



Il 135mm Sonnar ha una imponente lente frontale di quasi 77mm.
La costruzione è impeccabile, ma il peso è elevato.

L'autofocus è stato curato in maniera particolare, in modo da mantenere fisse la lente frontale e l'estensione del barilotto. Il fuoco infatti è gestito da un piccolo gruppo interno: questo aspetto, poco pubblicizzato, lo rende molto veloce (nonostante l'assenza di un motore interno) e nello stesso tempo azzera i compromessi qualitativi (un solo gruppo in movimento, per altro breve).
Il comportamento della lente è esemplare sin dalla massima apertura e a tutte le distanze di messa a fuoco. Centro e bordi sono praticamente indistinguibili e, diaframmando appena un po', la nitidezza aumenta vertiginosamente e da F/2.8 in poi non mi è stato possibile apprezzare differenze tangibili ai vari diaframmi. La risolvenza è alta e l'aberrazione sferica (che spesso incide sulle lenti molto luminose) praticamente assente, a dimostrazione di una progettazione quasi maniacale.



Questo scatto effettuato a tutta apertura mostra una leggera vignettatura, ma anche uno stacco dei piani pregevole e una transizione nel fuorifuoco graduale e piacevole.

Il quasi perché, effettivamente, a voler cercare un difetto a tutti i costi, nei controluce più spinti un sottile contorno rosso appare sulle sagome dei soggetti, anche se il T* mantiene il livello di contrasto ottimale. Nulla di trascendentale che non compromette a mio avviso il giudizio anche perché è rilevabile solo a tutta apertura e scompare con la chiusura del diaframma.
Il Sonnar 135/1.8 è sicuramente il miglior progetto ottico presente nel sistema Alpha tra le focali fisse.



L'immagine è un tipico scatto killer per le lenti luminose: controluce a tutta apertura con fonte luminosa
nell'inquadratura. Il T* ha fatto il suo dovere, mantenendo il contrasto elevato ed un'ottima leggibilità
nelle ombre. L'aberrazione sferica è assente (come è possibile vedere dal ritaglio ingrandito al 100%),
compare però ai bordi delle foglie controluce un po' di aberrazione cromatica.

Sul campo
Sul campo il 135/1.8 fa sentire il suo peso... in tutti i sensi!
L'ottica è un cavallo di razza dalla costruzione interamente in metallo (paraluce compreso) dal diametro di 77mm. Tutto si riassume in un chilo abbondante. Accoppiato alla A900 (impiegata per gli scatti di prova) questo fattore diventa importante. Comunque l'usabilità è garantita da una ghiera di messa a fuoco ampia e precisa che permette una presa salda. La vocazione della lente è il ritratto, in particolare in luce ambiente.
Non è consigliabile usare luci radenti o troppo dure insieme a daframmi chiusi, salvo passare qualche oretta davanti al monitor per rimuovere una nitidezza sotto certi versi impietosa. La focale, grazie alla bassa profondità di campo, a tutta apertura permette di staccare i piani per effetti di sicuro impatto visivo. L'autofocus è sufficientemente vispo da tenere agganciato un soggetto anche in modalità continua.



La brillantezza delle immagini ed il fuorifuoco morbido (9 lamelle e sagomatura circolare) hanno il marchio
di fabbrica Zeiss, lo stesso vale per la plasticità gestita bene nonostante il contrasto elevato.



La focale e la luminosità "appoggiano" gli spunti creativi ed il gioco con i piani di messa a fuoco.

Conclusioni
In virtù della sua costanza questo obiettivo si presta benissimo anche allo still-life ed al paesaggio (la resa all'infinito è perfetta). Con un po' di allenamento fisico è una lente ottima anche per il reportage, in quanto più flessibile per via della luminosità e qualitativamente superiore a qualsiasi classico 70-200 F/2.8.



Toni naturali e forte sensazione di tridimensionalità

Il prezzo di 1050 Euro è alto ma giusto per un obiettivo nuovo, recente e con qualità a tutta prova.

Paolo Limoncelli © 09/2009