LA RIPRODUZIONE DI QUADRI E DI OPERE D’ARTE
Académie Des Arts, febbraio 2017

Fare delle perfette riproduzioni delle opere d’Arte non è solo questione di tecnica ed attrezzatura, ma anche di grande sensibilità. A Pescara il fotografo professionista Rino Giardiello prosegue una tradizione iniziata nel 1858.

Carta da Visita dell'atelier fotografico del 1858 di S. GiardielloOvviamente, per riprodurre bene qualsiasi opera d’Arte, quadri, dipinti, disegni, sculture, bassorilievi, serve l’attrezzatura più idonea e non ci si può improvvisare adoperando la stessa reflex che va tanto bene per i matrimoni ed i ritratti. Le necessità tecniche sono ben diverse e le ottiche adatte alla riproduzione di soggetti bidimensionali come quadri e disegni devono avere delle caratteristiche diverse, spesso opposte, da quelle che vengono utilizzate per riprodurre opere d’Arte tridimensionali, che siano statue, sculture, oggetti di design o particolari architettonici.

Se gli obiettivi adatti alla riproduzione delle opere d’Arte bidimensionali, per esempio un dipinto, devono avere una massima risoluzione in piano ed una resa omogenea su tutta la superficie del quadro dal centro ai bordi, gli obiettivi adatti alla riproduzione di oggetti tridimensionali se la giocano tutta proprio sulla loro capacità di restituire il senso di tridimensionalità ed i volumi. La riscoperta della parola “plasticità”. Nulla di peggio di una statua o un oggetto di design che diventano piatti e dai quali non traspaiono il senso della materia.

In questo, il fotografo professionista Rino Giardiello può vantare un’antica esperienza familiare che inizia nel 1858 a Napoli, nell’uso della fotografia analogica, dei banchi ottici, delle lastre, del bianco e nero sviluppato a mano con cura meticolosa. Non è solo questione di tecnica e di attrezzatura, ma - come dicevamo - di esperienza e, soprattutto, di saper vedere le opere d’Arte, capirle.

Il designer Filippo Alison fotografato da Rino Giardiello

Fotografia di oggetti di design dell'arch. Filippo Alison

“Le opere d’Arte e le foto di Architettura non si possono considerare alla stregua di oggetti da fotografare, ma alla pari delle persone da ritrarre” - sostiene Rino Giardiello - “e come le persone hanno una personalità da scoprire e rivelare con le foto. La fotografia di un’opera d’Arte non può essere asettica, soprattutto per i soggetti tridimensionali, ma le opere vanno studiate, capite e colte esattamente come si farebbe per un modello. In questo è indispensabile, se possibile, parlare molto con l’Artista”.

Pedro Cano fotografato da Rino Giardiello

La luce ha un ruolo fondamentale sia per la riproduzione di quadri che per le sculture o le foto di architettura e non esiste una luce standard per lavorare correttamente. E’ facile e riduttivo dire, per fotografare dei dipinti, di usare 4 lampade a 45° rispetto al quadro, perché la texture della tela, il verso delle spennellate e la consistenza dei colori sono sempre diverse. A volte la texture va nascosta ed a volte va enfatizzata. Ogni quadro è unico nella riproduzione come è unico nella realtà.

“Se per la riproduzione di quadri, disegni ed oggetti bidimensionali è relativamente facile posizionare le luci, spesso con scelte obbligate, le cose si fanno molto più complesse con i soggetti tridimensionali” - continua Rino Giardiello - “e qui davvero l’arte della corretta riproduzione si fonde con quella dell’interpretazione perché non si tratta di illuminare bene il soggetto quanto di illuminarlo nel modo più appropriato per mostrare i volumi, le rotondità, la materia e le emozioni che l’opera vuole trasmettere. In questo, purtroppo, il pessimo lavoro di illuminazione delle opere d’Arte, a parte quello dei fotografi, inizia proprio nei luoghi che dovrebbero valorizzarle, come i musei e le gallerie”.

Mostra su Greeneway a Napoli fotografata da Rino Giardiello

Rino Giardiello accenna con modestia ai tanti lavori effettuati per importanti artisti, pittori, architetti e designer, molto spesso per libri, cataloghi ed esposizioni. Oggi utilizza attrezzatura ed obiettivi molto particolari per effettuare le sue foto e delle tecniche di postproduzione delle quali non gli piace parlare: “Il mio flusso di lavoro è diverso per ogni opera d’Arte e nasce da un mix delle vecchie tradizioni della fotografia analogica e quella digitale. Non c’è nessun trucco particolare, nessun segreto, ma solo il modo con cui si fanno le cose. Non c’è nulla di più semplice che cucinare la pasta alla Carbonara, gli ingredienti sono sempre quelli, eppure sappiamo tutti quanto sia difficile gustare una perfetta pasta alla Carbonara!”.

Il paragone può sembrare eccessivo, ma capiamo bene cosa intende Rino Giardiello, serio professionista e, tra l’altro, buongustaio ed ottimo cuoco: sono i piccoli accorgimenti che fanno la differenza e possono portare alla perfezione, quelli che tramutano la semplice riproduzione di un’opera d’Arte o una fotografia di Architettura in una foto che trasmette qualcosa.

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Villino De Lucretiis fotografato da Rino Giardiello

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Rino Giardiello
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Tel. 388 8493773
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