DUE ZOOM TELE A CONFRONTO
Canon 70-200 F/2.8 L IS contro Sigma 70-200 F/2.8 EX HSM
Mike Ronchi, aprile 2005

Questa volta l'acquisto presso B&H mi ha fatto penare. In realtà il famoso negozio di New York non c'entra, colpevole è la dogana brasiliana, la quale, con i suoi scioperi a singhiozzo, mi ha tenuto il nuovo Canon 70-200 f/2,8 L Image Stabilizer chiuso in un container per circa due mesi. È quindi con la massima allegria e curiosità che lacero il pacco, quando finalmente mi arriva.

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Le due ottiche a confronto.

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Canon 70-200 L IS: i comandi.

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Canon f/2.8 a 200mm. L'effetto sfocato sul fondo è ottimo. Il quadratino giallo evidenzia la zona ingrandita qui sotto.

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Aberrazione cromatica: particolare al 100%

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Controluce con Canon, nessun flare...

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...mentre con Sigma il flare è piuttosto pronunciato!

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Paraluce a confronto.

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Sigma: la finitura gommata molto debole si stacca dalla parte metallica già dopo pochi giorni di uso professionale.

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Immagine originale, Canon con IS attivo Mode 1, 200 mm a f/11 1/60 sec., nessuno sharpen, qualità JPEG L. Distanza dal soggetto circa 80 metri,
a mano libera.

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Particolare al 100% con Canon.

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Stessi parametri e stesso scatto per Sigma. Questo il particolare ingrandito al 100%. La bontà dell'Image Stabilizer e dell'ottica Canon in generale sono, in questo confronto, evidenti.

Ecco l'obiettivo: bianco, anzi panna, con il circoletto rosso vicino alla lente frontale, così come si conviene alle blasonate ottiche Canon serie L. Appena tolto dal morbido sacchetto che lo custodisce, subito mi spaventa una considerazione: un oggettino di peso! Per fortuna l'anello per il mono/treppiede è in dotazione. Con un chilo e mezzo di fotocamera e questo... giocattolino al collo, c'è di che farsi male alla cervicale.

Un'occhiata al manuale ed ai comandi ne rivela la semplicità d'uso. Fondamentalmente, oltre al pulsante AF/MF ce ne sono altri tre che permettono di accendere e spegnere lo stabilizzatore giroscopico, farlo funzionare nelle due modalità - orizzontale e verticale oppure solo verticale, per i panning - e un ultimo che aiuta l'autofocus a posizionarsi velocemente, quando l'utente dichiara se il soggetto è posizionato da 1,4 metri all'infinito oppure da 2,5 metri all'infinito.

Ma bando alle ciance, uno scatto secco e la mia 20D acquista una bella proboscide bianca, al posto del nero Sigma già in mio possesso da quasi un anno. Mi avvicino alla finestra, uno scatto con il pollice per attivare il sistema, e comincio a cercare qualcosa da fotografare. La prima grande sorpresa è guardare nel mirino.
Una volta attivato l'image stabilizer, soprattutto a focali lunghe, l'immagine là dentro si muove da sola! Devo dire che mi ha dato un attimo di vertigine. Istintivamente si cerca di "compensare la compensazione", ma in pochi istanti ci si abitua e il conato è scongiurato. Comincio a scattare e subito controllo nel piccolo monitor quello che succede. Vediamo dunque come va questo Canon rispetto al Sigma 70-200 f/2.8, per verificare se la differenza di prezzo (quasi il triplo) vale la candela... anzi, la proboscide.

Ottica
Prima ancora di parlare di immagine stabilizzata, è doveroso parlare della qualità ottica che Canon ha infilato dentro questo bel tubo bianco. È un'ottica realmente spettacolare in termini di nitidezza, anche a TA, ma soprattutto da f/4 in su. Non c'è ombra di distorsione a barilotto, la luminosità è costante dal centro ai bordi e, anche verificando con Photoshop al 100%, l'aberrazione cromatica su soggetti difficili è molto contenuta e, quando presente, tende al giallo paglierino: quasi invisibile. Il Sigma 70-200 f/2.8 HSM cede il passo un po' ovunque. Da TA a f/4 è molto morbido; oltre ha un buon dettaglio, ma solo da f/8 ad f/11 si avvicina al Canon, senza però mai eguagliarlo. Anche il Sigma ha pochissima distorsione e luminosità costante tra centro e bordi, ma paga molto in termini di aberrazione cromatica: c'è un bel filetto rosso neon intorno ai soggetti ad alto contrasto. Nulla che Photoshop non risolva, ma è tempo perduto e, se si scatta o scandisce in jpeg, sono pixel ugualmente persi.

Trattamento Antiriflessi
Aspetto che il sole si avvicini all'orizzonte, ci metto qualche nuvola di mezzo e palazzi sullo sfondo, e scatto.
Il trattamento antiriflessi del Canon è da 10 e lode: il contrasto ed i dettagli rimangono su ottimi livelli. Anche qui, invece, il Sigma segna il passo, con un flare piuttosto pronunciato con il sole in campo, sia a ore 12 che a ore 3 (flare sia orizzontale che verticale). Entrambe le ottiche sono fornite con un parasole a tulipano di generose dimensioni.
Più efficace quello Canon, che risulta un pochino più lungo e di maggior diametro.

Autofocus
Nonostante quello che ho letto nelle varie riviste ed articoli su internet, li metterei alla pari. Hyper Sonic Motor (HSM) di Sigma è davvero velocissimo, tanto quanto l'Ultra Sonic Motor III (USM) di Canon. Forse, ma dico forse, Canon la spunta di una frazioncina di secondo, ma è davvero difficile accorgersene. Dove invece Canon vince senza dubbio è nel fatto che l'USM conversa direttamente con i flash della serie EX dichiarando la distanza esatta dal soggetto. La 20D, come le sorellone 1D Mark II e 1Ds Mark II, in accoppiata con lenti Canon USM e flash della serie EX, usa il nuovo algoritmo espositivo E-TTL II, che gestisce davvero in maniera ottimale l'esposizione in presenza di soggetti altamente riflettenti. In altre parole, per gestire la durata del lampo il sistema considera anche la distanza dal soggetto, oltre che l'esposizione misurata.
Sigma è tagliata fuori a causa del protocollo differente, limitando la 20D al comunque validissimo E-TTL standard. Entrambe le ottiche accettano l'intervento manuale sul fuoco con l'AF inserito. Ancora, entrambe le ottiche hanno la lente del fuoco interna, ovvero la lente frontale non ruota focheggiando, facilitando l'uso di filtri polarizzatori o digradanti. Entrambe le ottiche hanno diametro frontale di 77mm e presentano una finestrella che indica la scala della PDC.

Maneggevolezza
Trovo doveroso parlare di maneggevolezza, viste le considerevoli dimensioni delle due ottiche in oggetto. Sono entrambe pesanti, il Sigma un po' meno. Le ghiere di regolazione di fuoco e zoom sono fluide e consentono movimenti rapidi e precisi. Hanno azioni uguali con rotazioni opposte, quindi per passare da un'ottica all'altra è necessario un breve periodo di assuefazione, prima di poter fotografare senza problemi soggetti in movimento rapido.

Il sistema di incastro dell'anello di supporto per mono/treppiede del Sigma è, a mio avviso, superiore.
Una volta avvitato al cavalletto consente la separazione dall'ottica, aprendosi in due mezze lune. Un ingegnoso sistema di blocco ellittico a frizione consente di bloccare e sbloccare la rotazione dell'ottica nel collare, in modo da consentire la rotazione libera della fotocamera, possibilitando foto verticali od orizzontali. L'anello consente, in caso di necessità, di separare istantaneamente il complesso ottica + corpo dal cavalletto.
Canon invece fa le cose difficili: il collarino è chiuso, e per togliere l'ottica dallo stesso è necessario prima smontare il corpo macchina dall'ottica e poi ruotarla nella posizione esatta di sblocco. Estremamente poco pratico, sopratutto scattando foto sportive quando spesso è necessario liberarsi rapidamente del monopiede. L'unica soluzione è infilare una piastrina a sgancio rapido sotto il supporto; in questo modo, però, l'anello rimane sull'ottica dando parecchio fastidio alla regolazione dello zoom. Quanto a maneggevolezza, dunque, vince il Sigma.
Ergonomicamante i comandi di entrambe le ottiche si raggiungono con naturalezza, anche al buio o senza guardare. Canon ha bisogno di un po' di pratica in più, a causa dei 4 pulsanti.

Finiture
Qui il Sigma è irritante. Il suo rivestimento gommoso, tanto bello alla vista ed al tatto quando è nuovo, dopo poche rotazioni nell'anello del monopiede si lacera e si stacca, diventando bruttissimo al tatto ed alla vista. Tra l'altro potrebbe anche diventare pericoloso se, cambiando la lente velocemente, qualche frammento di gomma finisse all'interno della fotocamera. Peraltro questo è un problema tipico e ben noto, ma, nonostante questo, continua ad essere presente.
L'essere un obiettivo nero potrebbe essere un ulteriore handicap del Sigma. Il bianco del Canon è infatti un artifizio per non scaldare troppo il tubo metallico quando esposto al sole, evitando così micro-dilatazioni. Sigma si merita una sonora tirata di orecchie, visto che si tratta di due dettagli prevedibili e facilmente rimediabili.

IS (Image Stabilizer)
Be', qui non c'è storia. Il mio Sigma è il modello non stabilizzato, quindi non c'è paragone. Comunque sia, l'IS di Canon funziona maledettamente bene: si guadagnano tutti e tre gli stop dichiarati da Canon, forse qualcosa in più. Ma attenzione! Si può scendere con i tempi, scattando a 200mm di focale anche con 1/30 di secondo, ma questo non significa che la foto risulterà nitida: l'obiettivo è stabilizzato, ma il soggetto no. Insomma, l'IS non è la bacchetta magica che cancellerà tutto il mosso dalle nostre foto, ma su soggetti idonei i risultati sono uno spettacolo!

Prova pratica
Ho scattato più di duecento foto, comparando i risultati delle due ottiche a focali differenti, con diaframmi differenti e in condizioni differenti, dal treppiede fino a mano libera con e senza IS inserito. Nella tabella sottostante il risultato, valutato su di una porzione ingrandita al 100% in Photoshop, come qui di lato. La prova è stata effettuata con i seguenti parametri: qualità JPEG L, 100 ISO, sharpen 0%, cavalletto Manfrotto, monopiede Manfrotto, specchio pre-sollevato negli scatti col treppiede, l'IS impostato a Mode 1 negli scatti a mano libera (stabilizzazione orizzontale e verticale), e Mode 2 sul monopiede (solo stabilizzazione orizzontale); sul treppiede non ha senso usare l'IS il quale, oltre tutto, se l'ottica "si sente" troppo ferma, si spegne automaticamente per risparmiare le batterie della macchina fotografica dalla quale attinge l'energia per il suo funzionamento. A questo proposito bisogna sfatare la leggenda secondo cui un'ottica con IS si rovina se posta sul cavalletto: è falso, semplicemente si spegne l'IS. Nelle versioni precedenti di IS (quella attuale è la terza) il sistema non si spegneva, ma in ogni caso non c'era alcun danno per l'ottica. Si consumava inutilmente solo l'energia delle batterie.

Conclusioni
Ho usato il Sigma per quasi un anno; mi ha fedelmente seguito alle Olimpiadi, dove ha fatto per un mese il suo lavoro, praticamente montato fisso sul corpo, senza mai tradirmi. Ma, se dovessi tornare indietro, comprerei direttamente il Canon. Questo non significa che il Sigma sia un orrore, anzi, tutto sommato è una buona ottica e il rapporto prestazioni/prezzo è ottimo, ma - come dire - si ottiene ciò che si è pagato; è vero che Canon costa il triplo, ma a mio avviso vale altrettanto. Se il budget lo consente, o se le esigenze professionali lo richiedono, non c'è dubbio: la scelta deve cadere sul Canon.

Image Stabilizer a parte, Sigma è una valida alternativa se il budget è ristretto, sapendo che si avrà tra le mani un'ottica le cui prestazioni in condizioni normali sono buone, ma che, messa alle corde, si arrende, laddove invece Canon lavora ancora ad ottimi livelli.
Un'ulteriore considerazione: Canon garantisce sempre la compatibilità delle ottiche EF con corpi successivi, Sigma potrebbe dare problemi visto che il suo protocollo di gestione del diaframma e dell'AF e è fatto via reverse engineering (in altre parole il principio di Cimabue: sbagliando si impara...). Sigma infatti non può (o non vuole?) acquistare da Canon il protocollo EF; ciò in futuro potrebbe creare problemi, come del resto è già avvenuto in passato.

Per concludere, il 70-200 L Image Stabilizer di Canon mi ha conquistato.
Costa? Sì, parecchio.
Vale? Sì, senz'altro.
Ma ora posso invecchiare tranquillo: le mie foto non verranno mosse nemmeno quando avrò 90 anni!

Michele Ronchi © 04/2005
Riproduzione Riservata

IL TEST PRATICO

Nella tabella che segue, sono riportati voti e valutazioni delle due ottiche in varie condizioni di uso. Ho effettuato le prove a f/2.8, diaframma critico per il dettaglio, e f/8, in genere l'apertura migliore per tutte le ottiche.

Condizione degli scatti: treppiede e monopiede Manfrotto, EOS 20D, sharpen 0, qualità Jpeg L e priorità di diaframma. Ho scattato a tre focali "classiche": 70, 105 e 200 mm.
Ho testato il Canon anche con IS attivo in Mode 2 quando sul monopiede. Sul treppiede no, poiché oltre che inutile, IS si spegne automaticamente in questa condizione.
Il bersaglio delle prove è un cartello stradale a 183 metri di distanza (misurati con un laser), con la fotocamera posizionata alla finestra di casa mia intorno alle 11 di mattina. Tutti gli scatti non hanno richiesto più di un'ora, assicurando una variazione di luce ambiente contenuta. Le valutazioni sono state effettuate sull'ingrandimento del cartello al 100% in Photoshop.

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Scatto a 70mm. Il fuoco, sempre in AF è centrato sul cartello all'interno del quadratino giallo. Il quadratino identifica anche la porzione ingrandita al 100%, usata per la valutazione dello scatto.

Stativo/ottica /focale
f/2.8
f/8
Monopiede Sigma @ 70 mm
Voto 6
Soft
Voto 9
Buona
Monopiede Canon IS OFF @ 70 mm
Voto 8
Buona
Voto 10
Eccellente
Monopiede Canon IS ON @ 70 mm
Voto 8
Buona
Voto 10
Eccellente
Treppiede Sigma @ 70 mm
Voto 6
Soft
Voto 9
Buona
Treppiede Canon IS OFF @ 70 mm
Voto 8
Buona
Voto 10
Eccellente
Monopiede Sigma @ 105 mm
Voto 5
Molto Soft
Voto 8
Buona
Monopiede Canon IS OFF @ 105 mm
Voto 8
Buona
Voto 9
Eccellente
Monopiede Canon IS ON @ 105 mm
Voto 8
Buona
Voto 9
Eccellente
Treppiede Sigma @ 105 mm
Voto 5
Soft
Voto 8
Buona
Treppiede Canon IS OFF @ 105 mm
Voto 9
Eccellente
Voto 10
Eccellente
Monopiede Sigma @ 200 mm
Voto 5
Molto Soft
Voto 7
Buona
Monopiede Canon IS OFF @ 200 mm
Voto 8
Buona
Voto 9
Eccellente
Monopiede Canon IS ON @ 200 mm
Voto 9
Eccellente
Voto 10
Eccellente
Treppiede Sigma @ 200 mm
Voto 4,5
Molto Soft
Voto 8
Buona
Treppiede Canon IS OFF @ 200 mm
Voto 9
Buona
Voto 10
Eccellente

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200 mm f/2.8 su treppiede, particolare al 100%. Canon a sinistra, Sigma a destra. A f/2.8 non c'è storia.

Comparazioni a mano libera con IS attivo: quanto vale in pratica la differenza di prezzo.
Ricordo che la velocità minima raccomandata a 200 mm di focale, senza Image Stabilizer, dovrebbe essere 1/250 sec. o superiore per garantire immagini stabili.
Prova svolta in priorità di tempi. La buona luce di una bella giornata di sole tropicale ha sempre garantito f/5.6 o più chiuso, collocando le ottiche nella situazione di resa ottica più simile.
Gli altri parametri sono gli stessi della prova precedente.

Ottica/Focale
1/125 sec.
1/60 sec.
1/30 sec.
Mano libera Sigma @ 200 mm
Voto 9
Voto 3
Voto 0 (inusabile)
Mano libera Canon IS OFF @ 200 mm
Voto 8
Voto 5
Voto 0 (inusabile)
Mano libera Canon IS ON @ 200 mm
Voto 9
Voto 8
Voto 7

Canon alla prova con IS Mode 1 attivo, ingrandimenti al 100%...

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1/125.....................1/60...........................1/30

... e Sigma senza IS.

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1/125......................1/60...........................1/30

La differenza c'è tutta e, a mio avviso, giustifica il prezzo salato, almeno per un uso professionale.

COME SONO FATTI I TEST DI NADIR