TEST SIGMA 17-70 F/2.8-4 DC CONTEMPORARY
Un piccolo e versatile zoom di qualità superiore a quella degli zoom standard
Rino Giardiello, aprile 2017

Il Sigma 17-70 F/2.8-4 Contemporary può essere un giusto salto di qualità rispetto al 18-55 standard che di solito accompagna, quasi in regalo, il corpo di qualsiasi fotocamera? Credo che sia la domanda che si pongono tutti: volendo sostituire l’economico zoom standard che equipaggia la mia reflex APS-C, qual è il salto giusto?

Test Sigma 17-70 DC macro ContemporaryLe proposte dei fabbricanti, sia originali che universali, sono tante e la maggiore difficoltà nel fare la scelta è, volendo contenere la spesa, mettere d’accordo qualità, luminosità ed escursione focale. Non è molto difficile trovare un obiettivo migliore del 18-55 di serie, quasi sempre molto economico, poco luminoso e di mediocre qualità, ma le possibilità sono davvero numerose. Prendo un 18-200 così ci faccio di tutto e di più? Prendo lo zoom più costoso dello stesso fabbricante e, per esempio, nel caso di Sony con innesto A (quindi non mirrorless), passo dal 18-55 F/3.5-5.6 da 200 Euro allo Zeiss 16-80 F/3.5-4.5 da 800 Euro? Oppure desidero qualcosa di più luminoso e di buona qualità pur restando in quel range di focali, per esempio un 17-50 F/2.8 fisso?

In una interessante fascia intermedia come prezzo si colloca il Sigma 17-70 F/2.8-4 della serie Contemporary (si trova a circa 500 Euro, a seconda degli attacchi e dei rivenditori), originariamente in competizione - per il prezzo - con il Sigma 17-50 F/2.8 fisso della serie EX che però oggi, essendo uscito di produzione, si trova - nuovo - anche a 350 Euro. Abbiamo dunque due zoom che vogliono sostituire lo zoom standard offrendo qualità e prestazioni in più: la maggiore escursione focale nel caso del Sigma 17-70 C e la luminosità fissa di F/2.8 nel caso del Sigma 17-50 EX. Domandiamoci dunque: vale la pena spendere una cifra comunque abbastanza elevata per un obiettivo che poi, forse, non mostra evidenti differenze nella qualità delle immagini? Anticipando le conclusioni, posso dire di sì.

Sigma 17-70 F/2.8-4 ContemporaryIn mano
Il Sigma 17-70 F/2.8-4 DC Contemporary somiglia al suo predecessore ed è giusto un po’ più piccolo e leggero. Stessa escursione focale, stessa luminosità e prestazioni abbastanza simili. Pur essendo un obiettivo di plastica (per essere precisi è un nuovo materiale chiamato “TSC”, Thermally Stable Composite, molto gradevole), è ben realizzato, e la baionetta è in metallo.

Il TSC ha una espansione termica simile a quella dell'alluminio. Le parti costruite in TSC risentono meno degli sbalzi di temperatura pertanto reagiscono meglio alle condizioni d'impiego estreme e salvaguardano le prestazioni dell'obiettivo. Il TSC offre anche una ottima elasticità. Confrontato con il policarbonato al 20% di fibra di vetro, il TSC denuncia una elasticità maggiore di circa il 70%. Confrontato con il policarbonato al 30% di vetro risulta più elastico del 25%.

In dotazione ha il paraluce dedicato ma nessuna custodia anche se devo dire di non averne mai usata una in vita mia. La zoommata avviene rapidamente e con un movimento fluido. E’ presente anche una ghiera per la messa a fuoco manuale, molto piccola, sulla punta dell’obiettivo.

Sul corpo si trovano, oltre alla confortante scritta “Made in Japan”, due selettori per inserire/disinserire lo stabilizzatore e l’autofocus. La massima lunghezza fisica dello zoom si ha a 70mm, focale alla quale si ottiene anche il massimo rapporto di riproduzione: un ragguardevole 1:2.8 alla distanza di 22cm (il che vuol dire arrivare quasi a toccare il soggetto con il paraluce); un buon rapporto di riproduzione per uno zoom.
In parole povere, con il Sigma 17-70 F/2.8-4 DC Contemporary si possono affrontare la maggior parte delle situazioni di ripresa senza pentirsi di aver lasciato a casa il corredo completo: è il classico obiettivo che non si toglierebbe mai dalla propria reflex. Ma la qualità? Andiamo avanti.

Test Sigma 17-70 DC Contemporary

Il massimo rapporto d'ingrandimento di 1:2.8 del Sigma 17-70 Contemporary permette di scattare ottime foto macro alla focale di 70mm (105mm equiv.). La distanza minima di 22cm è dal piano focale, non dalla lente frontale, il che significa che spesso, come in questo caso, il paraluce urtava il soggetto impedendomi di arrivare alla distanza minima di messa a fuoco e va tolto. La distanza tra la lente frontale ed il soggetto, al massimo rapporto d'ingrandimento, è di 2.5cm.

Prova sul campo
Usare sul campo il Sigma 17-70 F/2.8-4 DC Contemporary è un piacere: piccolo, leggero e versatile, permette di godersi la gita o il viaggio concentrandosi sui soggetti in maniera rilassata. Abbinato ad un corpo APS-C di recente generazione, non fa soffrire troppo per la luminosità F/4 alla focale di 70mm (105mm equiv.) e, viceversa, quei 20mm in più rispetto al Sigma 17-50 EX F/2.8 possono far molto comodo a fronte dello stop di luminosità perso.

Test Sigma 17-70 F/2.8-4 Contemporary

La distorsione a baffo alla focale di 17mm è senz'altro elevata alle medie distanze (all'infinito è minore) ed è sconsigliabile la ripresa di soggetti rigorosi come nella foto in alto. Con l'apposito profilo di Photoshop la distorsione viene eliminata quasi del tutto (restano delle leggere tracce dei "baffi"), ma nella vita reale di tutti i giorni, scopo per il quale è stato progettato questo zoom, non è così evidente. Nella foto sottostante non ho usato nessun profilo per correggere la distorsione (si nota solo facendoci caso) e la foto è come uscita dalla fotocamera, tra l'altro mostrando una resa molto gradevole e bilanciata che riproduce in pieno la situazione reale.

Test Sigma 17-70 Contemporary

Più complesso tirare conclusioni sulla qualità delle immagini perché il Sigma 17-70 F/2.8-4 è un “Contemporary”, la serie “base” della Sigma ma comunque caratterizzata da una qualità ben superiore alle ottiche standard, mentre il Sigma 17-50 è della serie EX che sta per “Excellent”, una serie di classe alta, oggi sostituita dalla prestigiosa serie Art dalle prestazioni e luminosità sbalorditive. Il confronto, anche in casa, è davvero improponibile e scorretto, ma il Sigma 17-70 F/2.8-4 DC Contemporary si difende benissimo e perde ai punti solo nelle situazioni più difficili. Nell’uso normale e senza confronti, il 17-70 è in grado di fornirci immagini nitide e brillanti che non ci deluderanno per il prezzo pagato. Se desiderate la massima qualità, il problema non si pone: esiste apposta la serie Art per soddisfare i fotografi più esigenti.

La cosa interessante è la sua qualità rapportata alla fascia di prezzo: pur essendo a metà strada tra gli zoom standard e quelli professionali, la qualità ottenibile si avvicina più ai secondi che ai primi, a metà del prezzo.
La messa a fuoco è sempre veloce, silenziosa e, almeno sulle fotocamere su cui l’ho provata, precisa. I filtri (da ben 72mm) non ruotano durante la messa a fuoco.

Test Sigma 17-70 Contemporary

Questo scatto a 17mm (25mm equiv.), la focale peggiore di questo zoom, mette in evidenza sia la resa gradevole nell'insieme (la foto è come uscita dalla fotocamera senza alcuna postproduzione) che l'elevata risolvenza al centro e in tutta l'area centrale. I bordi non recuperano neanche ad F/8, ma - in compenso - la resa diventa molto equilibrata su tutto il campo inquadrato a partire da 20mm. I crop sono al 100%.

Prestazioni
Se non fosse per lo scivolone della risolvenza ai bordi alla focale di 17mm, giudicherei lo zoom Sigma 17-70 globalmente molto buono, ma anche a 17mm le immagini sono brillanti e, non fotografando palazzi, mire ottiche o soggetti in piano, neanche ci si fa caso. Personalmente ho trovato questo zoom performante ed equilibrato da 20 a 70mm con una punta qualitativa nelle focali centrali (più o meno da 30 a 50mm). Abbastanza intense le aberrazioni cromatiche a tutte le focali, specialmente quelle corte, ma fortunatamente si eliminano del tutto sia con Sigma Photo Pro che con Photoshop.

Test Sigma 17-70 DC Macro Contemporary

Le aberrazioni cromatiche a 17mm sono notevoli, ma si riescono ad eliminare del tutto con Photoshop.

17mm - Molto buona la risolvenza al centro sin dalla massima apertura. I bordi sono scarsi e migliorano diaframmando, ma non recuperano neanche ad F/8. Visibili vignettatura e distorsione a barilotto, ma questi sono problemi facilmente risolvibili in postproduzione come le forti aberrazioni cromatiche, viola dopo il piano di messa a fuoco e verde prima.

20mm - La luminosità massima effettiva diventa circa F/3.2 ma tutte le prestazioni hanno un netto miglioramento: ottima risolvenza al centro, bordi buoni, minore distorsione e minori aberrazioni cromatiche. Anche se equivale a “soli” 30mm sul FF, è una focale da prendere seriamente in considerazione quando non serve il massimo angolo di campo, ma la massima qualità.

35-50mm - La luminosità massima effettiva è compresa tra F/3.5 e F/4 e tale resterà sino alla fine della zoommata. La nitidezza al centro ed ai bordi è ottima anche a tutta apertura, restano dei residui di aberrazione cromatica che tendono a “sporcare” l’ottima resa se non eliminati. Vignettatura e distorsione ai livelli minimi, praticamente invisibili.

Test Sigma 17-70 Contemporary

Una foto scattata a 37mm (circa 55mm equiv.) in una giornata di cielo coperto. La foto è come uscita dalla fotocamera. Notevole la resa generale e la nitidezza su tutto il campo (vedi crop al 100%).

70mm - Un po’ morbido a tutta apertura (F/4), migliora diaframmando già di 1 stop, ma i migliori risultati a centro e bordi si hanno tra F/8 ed F/11. E’ un po’ sottotono rispetto alla focale di 50mm, che resta preferibile quando si richiede la massima nitidezza. Ho utilizzato la focale di 70mm (equivalente ad un bel 105mm sul FF) per numerosi ritratti, quindi l’area periferica era volutamente fuori fuoco e non avevo nessun interesse a recuperarla: in questo caso i risultati sono ottimi anche ad F/5.6. Restano da eliminare le aberrazioni cromatiche visibili fino ad F/5.6. Nessuna vignettatura, distorsione leggerissima.

Review Sigma 17-70 ContemporaryMacro - La distanza minima di 22cm dal piano focale (2.5cm dalla lente frontale) permette di raggiungere dei buoni rapporti d’ingrandimento a tutte le focali con un notevole 1:2.8 a 70mm. Non è vera macro, per carità, ma il rapporto è notevole, ci si arriva con facilità e si utilizza con sicurezza aiutati dalla stabilizzazione.

I riflessi sono sotto controllo per uno zoom ed il paraluce a petalo in corredo evita problemi con le forti luci laterali. Notevole che, anche con la sorgente luminosa nell’inquadratura, ci siano i riflessi ma non si perda il contrasto dell’immagine. Gli effetti della diffrazione iniziano a notarsi dopo F/11, ma mai in maniera eccessiva e, volendo, anche F/16 è usabile senza vistosi cali qualitativi.

La stabilizzazione ottica
Il Sigma 17-70 F/2.8-4 DC Contemporary è dotato di stabilizzazione ottica in tutte le versioni per i diversi attacchi, tranne che per Sony e Pentax che non ne hanno bisogno in quanto hanno il sensore stabilizzato. Ho provato l’esemplare del test su corpo Sigma sd Quattro ed è ben visibile il guadagno di almeno 2-3 stop rispetto alle foto senza stabilizzatore attivo. In alcuni casi sono arrivato ad avere immagini perfettamente nitide anche scattando con 1/10 di secondo a 70mm, ma qui entra in gioco anche la propria soglia del mosso.

Test Sigma 17-70 Contemporary

Ineccepibile la messa a fuoco esattamente dove avevo scelto a 70mm (105mm equiv.) a tutta apertura. Resa decisamente gradevole. (qui il crop al 100%)

Conclusioni
Il Sigma 17-70 F/2.8-4 DC Contemporary è senz’altro uno zoom interessantissimo e di buona qualità in rapporto al prezzo; si colloca bene nella fascia tra gli zoom più economici standard e quelli professionali. La nuova versione “Contemporary” è leggermente migliore di quella precedente tranne che a 17mm. Il range di focali coperte è perfetto per coprire la maggior parte delle situazioni sul campo e la nitidezza è molto elevata anche a tutta apertura sia al centro che ai bordi, tranne che alla massima focale grandangolare. Per leggerezza, praticità, range di focali, qualità generale e stabilizzazione, è l’obiettivo che non si toglierebbe mai dalla fotocamera e, in effetti, è quello che è accaduto a me: nonostante abbia l’ottimo Sigma 50/1.4 Art la cui qualità è di ben altro livello, tendo ad usare il Sigma 17-70 F/2.8-4 anche a 50mm consapevole sia della mia pigrizia che del fatto che le foto saranno comunque molto buone. Non è l’obiettivo perfetto e del resto non pretende di esserlo, ma senz’altro è un ottima scelta per uno zoom tuttofare, e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Rino Giardiello © 04/2017
Riproduzione Riservata

In basso. Una gustosa ricetta di gnocchi, ricotta, scorza di limone, melanzane e basilico pubblicata dalla brava chef Taiwanese Kate Chung su GhiottaMente, fotografata con il Sigma 17-70 DC Macro Contemporary oggetto del test.

Ricetta gnocchi, ricotta e melanzane su GhiottaMente.com