TAMRON 28-75 F/2.8 (SU SONY A99)
Un'alternativa economica (e leggera) allo Zeiss 24-70

Agostino Maiello, febbraio 2014

Lo Zeiss 24-70 F/2.8 per le fotocamere Sony con innesto A (quello Minolta) è un signor obiettivo, ma il peso e l’ingombro si fanno sentire sulla schiena quasi quanto il prezzo si fa sentire sul conto in banca. Esistono alternative di buon livello a prezzi più accessibili? Certo: il corredo Minolta è pieno di zoom tuttofare, con qualità che va dal decente al molto buono, e che ovviamente oggi sono reperibili solo sul mercato dell’usato: 28-70 e 28-75 F/2.8, 35-105 e 28-105 F/3.5-4.5, e poi ancora i vari 35-70, 24-85 o 28-85, 24-105, 28-80… ce n’è per tutti i gusti, in base alla gamma di focali ed alla luminosità, ed a quotazioni che vanno da poche decine di Euro per le ottiche più economiche a qualche centinaio per quelle più blasonate.

E’ banale osservare, però, che non ha molto senso spendere cifre importanti per una fotocamera full-frame per poi abbinarla ad un modesto obiettivo amatoriale (quelli che 18 anni fa abbiamo iniziato a chiamare “Ciofagon” nei nostri test…) da 50 euro, per cui le opzioni effettivamente a disposizione si riducono. E chi volesse acquistare un prodotto nuovo non avrebbe molta scelta: in casa Sony c’è solo un 28-75 F/2.8, che in effetti costa circa la metà dello Zeiss e va piuttosto bene. Rasserena l’animo saperlo, ma il punto è che a disposizione dei Sonysti c’è anche un Tamron molto, molto simile, e che costa decisamente meno del Sony (meno di 350 Euro sui principali negozi online, al momento in cui scriviamo). E poiché Sony detiene una quota non marginale del capitale di Tamron, ci viene, come dire, un certo sospetto. Ma tant’è: abbiamo tra le mani questo Tamron SP AF 28-75mm F/2.8 XR Di LD Asferico Macro, una sigla lunghissima per indicare uno zoom dallo schema ottico di 16 elementi in 14 gruppi, largo 74mm e lungo 95, e che pesa circa 500 grammi (poco più della metà del 24-70 Zeiss).

Al tatto, l’obiettivo si presenta bene. Buone plastiche, ghiere fluide il giusto, niente giochi o scricchiolii vari. Un apposito interruttore consente di bloccarlo sulla focale di 28mm; la ghiera delle focali è resistente quanto basta, quella per la messa a fuoco manuale è più sottile e piuttosto fluida. Nel complesso il Tamron sembra un’ottica più costosa: non arriva ai livelli dello Zeiss o di ottiche di pari livello ma neanche trasmette l’impressione di essere un giocattolino, tutt’altro. Chiaramente non si manifesta come un’ottica di lusso, ma non sfigura quando abbinato, appunto, ad una fotocamera comunque “seria” e ben costruita quanto la A99. Peraltro l’obiettivo, Made in Japan, viene venduto con cinque anni di garanzia, davvero un’ottima cosa.

Messo alla prova per alcune settimane (anche in condizioni difficili, vista l’ondata di maltempo che si è abbattuta su gran parte dell’Italia tra Gennaio e Febbraio), il Tamron si è comportato più che bene dimostrandosi un’ottica capace di tenere il passo del sensore della A99, e nel contempo mantenendo il suo utilizzatore a distanza di sicurezza dal cupo mondo dei prolassi discali. Il nostro giudizio, globalmente positivo, si dettaglia sia nelle immagini a corredo dell’articolo, che nelle osservazioni di sintesi qui di seguito.

Nitidezza
Piuttosto buona a tutte le focali, e senza cali eccessivi anche alle aperture più spinte. Che ad f/8 vada meglio che a f/2.8 ci pare superfluo sottolinearlo, l’importante è sapere che se capita di dover scattare a tutta apertura poi ci si ritroverà con delle immagini perfettamente accettabili. Alle due focali estreme, i bordi sono un po’ morbidi a f/2.8, ma anche qui siamo nei limiti del fisiologico.

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La definizione del Tamron a centro e bordi alle varie lunghezze focali (cliccare sulle miniature per vederle). Scatti a tutta apertura su corpo Sony A99, foto intere e particolari al 100%.

Vignettatura
Abbastanza visibile a tutta apertura, specie a 28mm. Già ad f/4 la situazione migliora sensibilmente. Ovviamente nella gran parte dei casi è un difetto rimediabile via software in post-produzione.

Trattamento Antiriflesso
E’ abbastanza facile ritrovarsi con le sagome delle lamelle del diaframma, viceversa il contrasto e la saturazione dell’immagine rimangono quasi sempre su buoni livelli. Nel complesso un risultato più che buono per un’ottica di questa categoria (molte ottiche ben più blasonate non fanno di meglio, basta provare…).

Aberrazioni cromatiche
Molto ben controllate, sia quella laterale che quella longitudinale.

Sfocato
Discreto. Non da sdilinquirsi, ma abbastanza gradevole e più che accettabile per un obiettivo di questo prezzo.

A sinistra
L’apertura massima di f/2.8 consente di divertirsi a comporre immagini giocando sulla sfocatura dello sfondo.

Distorsione
Moderata, oltre che facilmente correggibile in post-produzione in quanto uniforme. Insomma, è ampiamente gestibile a meno di non dover fare tutti i giorni foto di architettura (esigenza per la quale nessuno si sognerebbe mai di comprare un 28-75, peraltro).

Parlando più in generale, questo Tamron ci ha molto favorevolmente impressionato (sempre in rapporto al prezzo, beninteso), guadagnandosi senza dubbio il posto di “miglior obiettivo economico tuttofare” per il mondo Sony-A, prevalendo così sul suo gemello Sony, che otticamente si colloca sugli stessi livelli ma costa quasi il doppio.

Sufficientemente compatto e leggero, non è un pancake ma certamente risulta più trasportabile rispetto ai concorrenti più blasonati (il 24-70 Tamron, che costa il doppio; ed il 24-70 Zeiss, che costa il quadruplo), al prezzo di qualche compromesso sulla qualità ottica che comunque rimane sempre su buoni livelli, e rinunciando al veloce autofocus SSM dello Zeiss ed a qualche mm sulla focale più corta.

In altre parole, per tutte le occasioni in cui non serve la massima qualità possibile, il Tamron è il candidato ideale, non trascurando anche il fatto che, in termini di cautela (e conseguente rilassatezza mentale), un conto è andare in giro con un’ottica da 1500 Euro, un altro è farlo con una da 350. Avere a disposizione una buona alternativa è sempre un’ottima cosa.

Agostino Maiello © 02/2014
Riproduzione Riservata

Un altro nostro test del Tamron 28-75 F/2.8 - approfondita esperienza sul campo in Giappone - è qui.