TEST SIGMA FP
La più piccola e leggera fotocamera FF ad ottiche intercambiabili al mondo
Rino Giardiello, novembre 2019

Quando Sigma ha annunciato la Sigma fp e ne ha mostrato le prime foto e caratteristiche, la fotocamera non ha mancato di suscitare grande interesse e perplessità. E’ una fotocamera? E’ una videocamera? Sigma entra in lizza nell’affollato settore delle fotocamere con sensore Bayer? Sigma abbandona il Foveon?

Sigma fp reviewNulla di tutto questo: Sigma, come sempre, ha avuto il coraggio di tentare strade diverse ed innovative con scelte che spesso non sono piaciute ai commerciali, ma hanno poi incontrato il favore degli utenti.

Come disse Yamaki, il presidente della Sigma, riguardo al progetto della piccola fotocamera ultragrandangolare Sigma dp0 Quattro, “Chi mai comprerà una fotocamera del genere? Probabilmente non la comprerà nessuno, ma facciamola. Sigma è la società che ha il coraggio di provare. Se smettiamo di provare, non saremo più Sigma” e, rivolgendosi al progettista Tomoki Kohno, “Anche se non si venderà, realizzeremo comunque il miglior 21mm della storia”. Questa volta Yamaki ha preteso “portability, scalability and seamlessly” (la possibilità di cambiare modalità di ripresa tra il video e le foto senza problemi) ed è nata la Sigma fp, la più piccola e leggera mirrorless al mondo, dotata di un moderno sensore full-frame da 24.6Mpx retroilluminato.

La Sigma fp (la sigla sta per “fortissimo pianissimo”, terminologia musicale che rappresenta l'idea della fotocamera secondo Sigma) è una fotocamera modulare: questa è la chiave di lettura della “stranezza” della Sigma fp ed il punto d’inizio per capirne la filosofia. Il corpo è il minimo indispensabile costruito intorno alle dimensioni della baionetta - la nuova baionetta L in comune con Leica e Panasonic - poco più di un pacchetto di sigarette perché il tutto è stato studiato per essere personalizzato e crescere a seconda delle esigenze del fotografo, del videomaker o di entrambi.

Sigma fp review © Rino Giardiello

Sigma fp e iPhone 7: dimensioni a confronto.

Essendo una mirrorless dal tiraggio molto corto, la Sigma fp offre tutti i vantaggi delle fotocamere di questo tipo, vale a dire la possibilità di montare un numero pressoché infinito di ottiche originali e di altri corredi, anche vintage, come la fortunata famiglia Sony A7. Ovviamente le massime prestazioni e la massima praticità d’uso, il dialogo completo tra corpo e obiettivo, si hanno solo utilizzando le ottiche Sigma serie Art ottimizzate apposta per il ridotto tiraggio della Sigma fp o quelle di Panasonic e Leica con la stessa baionetta.

Sigma fp review © Rino Giardiello

La Sigma fp è davvero piccolissima e leggera, in particolare con il 45/2.8 del kit. Nella foto si notano, tra corpo e display, le feritoie che consentono un'efficace circolazione dell'aria ed evitano il surriscaldamento del sensore nelle lunghe riprese video.

Sigma non ha dimenticato gli attuali possessori di fotocamere e obiettivi Sigma SA progettando un adapter che trasmette alla perfezione tutte le informazioni. Ho provato l’adapter MC-21 con lo zoom Sigma 24-105 F/4 Art in mio possesso ed ha funzionato alla perfezione. La messa a fuoco in AF è stata sempre molto precisa, ma diventa più lenta e meno reattiva in condizioni di scarsa luminosità o poco contrasto. Il Sigma Mount Converter MC-21 è già disponibile per poter utilizzare sulla Sigma fp ottiche con baionetta Sigma SA e Canon EF.

Sigma fp review © Rino Giardiello

Ho avuto la Sigma fp in prova con il 45/2.8 Contemporary, obiettivo piccolo, leggero e di ottima qualità, fornito anche in kit ad un prezzo molto conveniente, ed il nuovo 14-24/2.8 Art DG DN ottimizzato per fotocamere mirrorless. Il Sigma 14-24 Art per mirrorless (nuova serie DN) è la dimostrazione di come dovrebbero essere tutti gli obiettivi per le fotocamere di questo tipo, cioè piccoli e leggeri, senza rinunciare alla qualità. Il 14-24/2.8 Art DG DN attacco L è un gioiellino che non staccherei mai dal corpo della Sigma fp (il test approfondito è in corso). Il Sigma 14-24/2.8 DG pesa 1,150 Kg ed il diametro della lente frontale è 96,4mm, mentre il 14-24/2.8 DG DN pesa 795g ed il diametro della lente frontale è 85mm: non sono differenze da poco.

Sigma fp con Sigma 14-24/2.8 Art © Rino Giardiello

Una suggestiva foto scattata con il nuovo Sigma 14-24 F/2.8 Art su Sigma fp. Ottima la resa di questo zoom supergrandangolare anche agli angoli.

La baionetta L-Mount
La Sigma fp adotta la nuova baionetta L (L-Mount) studiata appositamente da Leica per fotocamere mirrorless con tiraggio molto corto, largo diametro ed estrema robustezza. La nuova baionetta è in comune con le fotocamere Leica L e Panasonic e relativi sistemi fotografici. La compatibilità tra ottiche e corpi dei tre marchi è totale ed offre la possibilità di costruirsi il sistema fotografico più adatto alle proprie esigenze ed alle proprie tasche. Il sistema sarà completo nel 2020 quando Sigma presenterà la nuova fotocamera FF con il Foveon, anch’essa con attacco L. Per me e tanti altri, poter avere nella stessa borsa un corpo Bayer ed un corpo Foveon potendo condividere lo stesso parco ottiche, sarà una gran comodità ed ottimizzazione del corredo.

In mano
Molto piccola e leggera, la Sigma fp si bilancia benissimo in mano senza la necessità di una impugnatura, a patto di avere la vecchia abitudine di sostenere il peso della fotocamera con la mano sinistra sotto l’obiettivo ed usare quella destra per stabilizzare e scattare. Tuttavia, per migliorare il grip, esistono ben due impugnature opzionali e tantissimi accessori per il video. Il corpo è piccolissimo, eppure i tasti sono ben disposti e comodi da usare. I comandi che permettono di passare da foto a video sono facilmente intuibili ed azionabili, ma devo dire che tutto il menu è organizzato con grande semplicità.

Sigma fp review © Rino Giardiello

Il modo migliore per impugnare e sostenere la piccola Sigma fp.

Il piccolo “blocco” del corpo in lega di alluminio dà una notevole sensazione di robustezza e qualità, basta pensare al vano batteria dotato di chiavetta di metallo anziché del solito sportellino in plastica con la molla usato dalla maggior parte dei costruttori. Dall’alto spiccano le “feritoie” che separano il corpo dal display, purtroppo fisso. Queste feritoie sono la parte visibile del dissipatore di calore studiato per far circolare l’aria e migliorare il raffreddamento del sensore nelle lunghe riprese video: ore ed ore di registrazione senza problemi, dichiara Sigma. La Sigma fp è tropicalizzata e garantita contro gli spruzzi d’acqua e la polvere.

All’interno del bocchettone portaottiche si nota il filtro magenta antipolvere, peccato non sia rimovibile come nelle fotocamere Foveon per poter fotografare all’infrarosso con grande facilità. Sarebbe stato un “Plus” che avrebbe fatto gola a molti fotografi.

Sigma fp review © Rino Giardiello

Per chi possiede già fotocamere Sigma della serie dp Quattro, una notevole comodità: la batteria è la stessa ed è anche la stessa di alcuni modelli Panasonic, una comune BP-51 in grado di coprire una giornata di fotografie.

Sul campo
Facilissima ed istintiva da configurare ed usare in pochi minuti, ha in realtà molte funzioni da scoprire e provare con cura come, per esempio, “Low ISO”, le basse sensibilità in modalità estesa sino a 6 ISO. “Low ISO” non è una vera “bassa sensibilità”, ma un sistema che monta più scatti insieme in modo da incrementare la nitidezza, la gamma tonale e ridurre ulteriormente il rumore, ma le tante funzioni particolari della Sigma fp le vedremo nella seconda parte del test.

La Sigma fp non è dotata di un normale otturatore meccanico, ma solo di quello elettronico. Questo comporta gli indubbi vantaggi di silenziosità, assenza di vibrazioni e ritardi. Inoltre, come recitava tanti anni fa la pubblicità di un famoso modello di automobile, “quello che non c’è, non si rompe”. Tutto ok, quindi, con l’unica controindicazione che il tempo di sincronizzazione con il flash scende ad 1/30 di secondo che si riduce ad 1/15 fotografando in DNG a 14bit. Questo non è un problema per chi, come me, utilizza i flash solo in studio o con poca luce, ma può essere un limite per chi ama usare il flash come luce di schiarita in pieno sole.

Sigma fp con 14-24/2.8 Art ©  Rino Giardiello

Sigma fp con 14-24/2.8 Art DG DN a 14mm F/2.8 1/30 100 ISO a mano libera. Notevole la compensazione delle luci tra interno ed esterno.

Usare la Sigma fp con il piccolo 45/2.8 del kit (presto il test approfondito) è un piacere: sembra di usare una compattina e la si porterebbe sempre con sé. Lo stesso piacere si ha con lo zoom Sigma 14-24/2.8 Art riprogettato apposta per le mirrorless - quindi anche per il sistema Sony A7 - mentre, utilizzando i miei attuali obiettivi Sigma serie Art per il FF (serie DG), grandi e pesanti, per giunta allungati dall’adattatore MC-21, le piccole dimensioni del corpo si fanno sentire. In tal caso l’acquisto dell’impugnatura è indispensabile anche se, considerazione che ho sempre fatto anche per le Sony A7, non vedo l’utilità di risparmiare dimensioni e peso acquistando una piccola mirrorless se poi ci si montano sempre e solo obiettivi grandi e pesanti.

Il display posteriore è un comodo touch screen da 3.2” (8,1 cm) e 2.1 milioni di punti (tanti: l’ottimo display da 7,5 cm della Sony A7 III ne ha meno di 1 milione), ha una elevata nitidezza e mostra le immagini in maniera molto realistica e simile a come si vedranno poi sul computer.

Sigma fp a 6400 ISO

Nonostante le apparenze, la luce era pochissima (vedi dati Exif) e, nonostante i 6400 ISO, il tempo era di 1/13 di secondo, decisamente a rischio. La stabilizzazione del 24-105/4 Art mi ha permesso di scattare a mano libera e di portare a casa una foto ben nitida anche ingrandita al 100% (vedi crop sottostante). Dal crop si può valutare anche il rumore a 6400 ISO, molto contenuto per la sensibilità.

Exif dello scatto a 6400 ISO Sigma fp

L’ho provata sul campo durante le prove del concerto jazz di Linda May Han Oh e la piccola Sigma fp si è comportata molto bene anche con il mio vecchio zoom Sigma 24-105 F/4 Art utilizzato tramite adattore MC-21. La messa a fuoco non era fulminea, ma la velocità di 18 fotogrammi al secondo (solo per 12 scatti, però) si è rilevata fondamentale per cogliere i momenti migliori.

Sigma fp 3200 ISO Linda May Han Oh ©  Rino Giardiello

La bravissima jazzista Linda May Han Oh. Sigma fp a 3200 ISO con 24-105/4 Art a TA. L'immagine è molto equilibrata e pulita nonostante la luce difficile.

La Sigma fp non è dotata di stabilizzazione sul sensore, ma è previsto un sistema di stabilizzazione interna che prende in esame 3 diversi fotogrammi per eliminare il mosso. La stabilizzazione elettronica, se attiva, si disattiva automaticamente quando viene montato un obiettivo dotato di stabilizzazione ottica come, nel mio caso, il Sigma 24-105 Art montato tramite adattatore MC-21, permettendomi di fotografare anche ad 1/13 di secondo a mano libera. Purtroppo la stabilizzazione elettronica, molto efficiente anche se taglia il 5% dell'immagine, non funziona se si scatta in DNG+JPG come mia abitudine, ma solo in JPG. Non funziona neanche se sono attivate funzioni speciali come l'HDR o la sensibilità estesa a 6 ISO.

Linda May Han Oh Quintet © Rino Giardiello

Sigma fp a 1600 ISO. Obiettivo Sigma 24-105/4 Art a TA. In compagnia dell'amico Paolo Iammarrone, fotografo ufficiale di Jazz’n Fall Pescara.

Qualità
Per ottenere il massimo della qualità dal sensore Bayer da 24,6 milioni di pixel che equipaggia la Sigma fp, è preferibile impostare DNG+JPG o solo il DNG. La Sigma fp non ha il consueto RAW, ma il comodo ed universale formato DNG, il negativo digitale inventato da Adobe. La JPG in camera è molto buona e, se le situazioni di ripresa non contengono luci estreme da recuperare, permette di fare a meno del DNG. Un altro caso in cui è indispensabile adoperare il DNG è negli scatti alle alte sensibilità: il rumore della Sigma fp è davvero contenuto, pari a quello della Sony A7 III alla stessa sensibilità, ma il software tende ad “allisciarlo” troppo nelle JPG. In pratica, nelle JPG anche a 25600 ISO non vedrete rumore, ma le foto sono troppo “allisciate” e si perde nitidezza nei dettagli più fini (comportamento identico anche nelle JPG di Sony e di qualsiasi altra marca). Alle stesse sensibilità, nei DNG, il rumore si nota, ma è molto contenuto, all’altezza delle migliori concorrenti, e non si perde nitidezza. Al limite, volendolo ridurre, preferisco farlo a mano utilizzando con moderazione ed a mio gusto a seconda del soggetto, l’apposita funzione nel software di sviluppo.

I DNG della Sigma fp si possono sviluppare con qualsiasi programma grafico, ma Sigma ha provveduto a rilasciare una nuova versione del suo programma gratuito “Sigma Photo Pro” che è in grado di aprirli e svilupparli. “Sigma Photo Pro”, giunto alla versione 6.7.0 per Macintosh e Windows, ha introdotto anche alcune importanti funzioni delle quali si sentiva la mancanza come la correzione della distorsione. Sempre spettacolari le possibilità di recupero delle alte e basse luci grazie alla funzione “Fill Light” che, tra l’altro, è presente anche nel menu della fotocamera. A seconda delle immagini, ho notato che “Sigma Photo Pro” tira fuori un minimo di nitidezza in più e dei colori migliori rispetto ad ACR, ma - lo ripeto - dipende dalle immagini e, con alcune, accade esattamente il contrario. Ottimo anche il trattamento dei DNG con Luminar.

Sigma fp review © Rino Giardiello

La Sigma fp riesce a fare sembrare grande e pesante persino la Sony A7. Nella foto, la Sony A7 III usata per le prove comparative.

In basso, le schermate degli ingrandimenti al 100% della Sigma fp alle varie sensibilità da 100 a 25600 ISO, DNG e JPG in camera. In apertura, la foto intera con evidenziato in giallo il particolare preso in esame. Ho volutamente scelto quel particolare in ombra perché più critico. Per ridurre le dimensioni del file, ho omesso le foto a 200 e 400 ISO, praticamente indistinguibili da quella a 100 ISO. L'obiettivo adoperato è stato il Sigma 50/1.4 Art con adattatore MC-21. E' evidente nelle JPG, rispetto ai DNG, la riduzione del rumore di luminanza ad opera del firmware della fotocamera che, secondo me, porta ad un eccessivo "allisciamento" dell'immagine con la perdita dei dettagli più minuti.

rumore della Sigma fp alle diverse sensibilità

La resa della Sigma fp alle varie sensibilità è praticamente identica a quella della Sony A7 III. Le prime differenze si notano a 6400 ISO, sensibilità alla quale la Sony A7 III, pur avendo un rumore di dimensioni simili, inizia a perdere vivacità cromatica ed il rumore è più netto ed evidente anche nelle aree illuminate.

Rumore a 6400 ISO, Sigma fp verso Sony A7 III

Le impostazioni standard della Sigma fp offrono ottimi risultati e le immagini sono molto gradevoli coi colori brillanti, ma non esagerati. Chi usa il Foveon, ritroverà una resa simile a quella della Sigma sd Quattro, segno di un ottimo lavoro sul software da parte dei tecnici Sigma. Una resa globale, anche per il rumore, senz’altro ai vertici della categoria.

Postproduzione in camera
Come nelle fotocamere dotate di sensore Foveon, Sigma ha aggiunto nella fp la capacità di sviluppare i DNG in camera, fare le principali modifiche e salvare una copia. Notevole che sia stata aggiunta la funzione “Fill Light”, prima esclusiva del software “Sigma Photo Pro” e del Foveon. Un comando miracoloso del quale non si riesce più a fare a meno una volta che si impara a conoscerlo ed a controllarlo.

Test Sigma fp review

Una foto sviluppata stesso in camera, migliorata con l'applicazione di un leggero "Fill Light" che ha tenuto sotto controllo le alte luci e le ombre. Sigma fp a 100 ISO con obiettivo Sigma 24-105 F/4 Art a 24mm F/7.1. Il file modificato viene salvato come copia e non si perde l'originale.

Prestazioni video
Le prestazioni video della Sigma fp promettono di essere di tutto rispetto, ma potrò verificarle solo andando avanti con il test. La prima cosa che m’interessava, visto che Nadir Magazine si occupa prevalentemente di fotografia, era il comportamento in campo fotografico visto che, dai filmati introduttivi della stessa Sigma, la fp sembra più orientata al video che alle foto, ma - come si può leggere dal test - la qualità c’è tutta anche in questo settore e la piccola fp è un ottimo strumento per catturare immagini in qualsiasi situazione.

Sigma 45/2.8 ContemporaryObiettivo in kit
Piccolo, leggero e dall’apparenza molto robusta, il Sigma 45/2.8 Contemporary sembra - per la costruzione ed il design - un obiettivo di altri tempi. Il paraluce è in metallo. Le prestazioni sono molto buone nonostante non appartenga alla prestigiosa serie Art. Il test approfondito, insieme a quello del 14-24/2.8 Art, è in corso e sarà pubblicato quanto prima.

Conclusioni
La Sigma fp è senz’altro una fotocamera di ottima fattura che funziona molto bene ed il suo sensore retroilluminato da 24,6Mpx offre prestazioni perfettamente all’altezza della concorrenza che è sul campo da molti anni e può vantare una notevole esperienza. Nonostante il firmware sia alla versione 1.0, non ho avuto problemi e le prestazioni sono risultate già molto soddisfacenti. Un ottimo esordio di Sigma nell’affollato mondo di mirrorless con una fotocamera che ispira simpatia sin dalla prima volta che la si prende in mano. Peccato che manchino il display orientabile ed il mirino elettronico perché, per le doti fotografiche e l’ottima realizzazione, la Sigma fp è - oggi - senz’altro tra le migliori fotocamere con sensore da 24Mpx.

Rino Giardiello © 11/2019
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Rino Giardiello con Sigma fpIl test della Sigma fp prosegue con la verifica di pregi e difetti dell'otturatore elettronico, la stabilizzazione elettronica e le possibilità di espansione delle sensibilità, in particolare verso il basso con "Low ISO". La seconda parte del test è qui.

La pagina generale dedicate a fotocamere e obiettivi Sigma è qui.