SFD, OVVERO SUPER FINE DETAIL
La funzione esclusiva delle nuove fotocamere Sigma Quattro
Rino Giardiello, marzo 2018

Una particolare funzione nata con la nuova generazione di sensori Foveon Quattro che permette di incrementare la nitidezza apparente dell’immagine e la gamma dinamica con risultati spettacolari che ben competono con le migliori medio formato dotate di sensore di Bayer, spesso superandole.

Ho cercato di fare una semplice guida riassumendo le principali domande che mi vengono rivolte riguardo la funzione SFD presente nelle recenti fotocamere Sigma con sensore Foveon Quattro, una modalità che, ben sfruttata, permette di ottenere foto di una pulizia straordinaria.

In cosa consiste la funzione SFD? Dove la si attiva?

La funzione SFD presente nelle fotocamere Sigma sd Quattro, Quattro H e dp Quattro è una nuova funzione nata con queste fotocamere dotate del nuovo sensore “Foveon Quattro”. “SFD” sta per “Super Fine detail” e questa voce (“Modo SFD”) è attivabile nel secondo pannello del menu della fotocamera. Una volta attivata la funzione SFD, quando si premerà il pulsante di scatto, la fotocamera effettuerà 7 scatti con 7 diverse esposizioni che verranno impacchettati in un unico file con estensione X3I dal consistente peso totale di circa 450MB sulla Sigma sd Quattro H e di circa 350 sulla sd Quattro “liscia” e sulle dp Quattro.

La funzione SFD permette di ottenere una maggiore pulizia dell’immagine, minore rumore e maggiore gamma dinamica con un incredibile recupero delle alte e basse luci. Non incrementa, come si pensa, la nitidezza anche se questa sembra migliore grazie alla pulizia dell’immagine ed al minor rumore. Qualunque sia la sensibilità impostata in camera, la funzione SFD imposterà comunque sempre e solo 100 ISO azzerando del tutto la riduzione del rumore di luminanza. L’eventuale autofocus resterà bloccato dopo il primo scatto. La cosa migliore è fotografare a priorità di diaframmi e ricordarsi di disattivare la stabilizzazione dell’obiettivo (se presente).

Sotto: il particolare effetto dovuto al fatto che le persone si sono spostate durante le 7 esposizioni effettuate in modalità SFD.

Sigma Foveon Modo SFD 7 esposizioni

Quando è consigliabile usare la funzione SFD?

La userei sempre, ma il fatto che si tratti di una sequenza di 7 scatti e sia indispensabile l’uso del treppiedi, ne limita di molto l’utilizzo. Altra condizione, salvo voler ottenere degli effetti particolari, è che il soggetto sia assolutamente immobile. Anche le foglie di un albero in una giornata senza vento, in realtà si muovono e questo comporta degli artefatti o delle doppie immagini. La funzione SFD è indicata nelle scene ad alto contrasto e con forti scompensi di illuminazione, ma, come dicevo, la utilizzerei sempre vista la maggiore pulizia delle immagini e la scomparsa del rumore di fondo tipico del Foveon anche in condizioni ottimali.

Come esporre? Conviene sottoesporre?

In una fotografia normale ed in linea del tutto generale, conviene esporre correttamente: questo corrisponderà allo scatto centrale mentre gli altri saranno sottoesposti e sovraesposti di 1 stop alla volta. Sapendo il comportamento della funzione SFD e la sequenza dei 7 scatti, però è facile immaginare come saranno i 3 scatti sovraesposti ed i 3 sottoesposti, pertanto, volendo recuperare maggiormente le alte o le basse luci, si può “costringere” la funzione SFD a partire da uno scatto più chiaro o più scuro in modo da estendere la gamma dinamica verso le basse o le alte luci.

Esporre correttamente significa anche capire quando l’esposimetro della fotocamera sia tratto in inganno da soggetti troppo chiari o troppo scuri e, in realtà, non stia esponendo correttamente, cosa del resto facilmente rilevabile già sul display. In questo caso (vedi sotto), quella che era la “corretta esposizione” secondo l’esposimetro della Sigma sd Quattro, era uno scatto troppo chiaro e, volendo effettuare un solo scatto in X3F, avrei senz’altro esposto come nella foto adiacente, quella corrispondente a -1 stop in automatico (in realtà la giusta esposizione in manuale).

Sigma Foveon Modo SFD schermata SPP

Foto 1 - La foto centrale, quella della "corretta esposizione" secondo l'esposimetro della fotocamera, è in realtà troppo chiara anche se facilmente recuperabile. L'esposizione perfetta è quella corrispondente a -1 Stop e, volendo, usando il menu contestuale, è possibile sia salvare direttamente una JPG o una TIFF da questo file ("Save Images As...") o salvare il X3F anche se in maniera più contorta (occorre copiarlo ed incollarlo usando la voce "Copy the X3F of Selected Frames"). Perché non sia possibile avere un semplice "Salva X3F di queste foto" è un mistero di Sigma. In basso - Foto 2 - la differenza tra lo sviluppo X3I e quello del solo X3F dell'esposizione centrale senza alcun intervento, è notevole ma, è bene specificarlo, si poteva arrivare più o meno alla stessa immagine con le opportune regolazioni, ma non alla stessa pulizia.

Sigma Foveon Modo SFD X3I vs X3F

Posso vedere i 7 scatti effettuati dalla fotocamera e racchiusi nel file X3I?

Certamente. Aprendo il file X3I con Sigma Photo Pro, cosa del resto indispensabile perché solo Sigma Photo Pro è in grado di aprire i file X3F e X3I, si aprirà una finestra nella quale si vedono le 7 esposizioni effettuate dalla fotocamera. Volendo, è possibile selezionare solo le foto che si ritengono più adatte per l’immagine desiderata, fino ad un minimo di 3. Una volta dato l’OK, Sigma Photo Pro metterà insieme solo i file scelti.

Sigma Foveon SFD

In questo caso l'esposizione centrale era anche quella perfetta. Dei 7 scatti effettuati dalla fotocamera, ho selezionato solo i tre con la spuntatura.

Sigma Foveon Modo SFD

Nonostante abbia scartato le esposizioni più estreme, il risultato dello sviluppo dell'X3I è una foto molto piatta, senz'altro non gradevole, ma è bastato cliccare su AUTO per avere una foto già buona (vedi schermata sottostante. Cliccare sull'immagine per vederla di dimensioni maggiori).

Sigma Foveon Modo SFD

Sotto, la foto con le piccole modifiche da me effettuate dopo il risultato ottenuto in AUTO. Il bilanciamento del bianco, molto freddo, risponde perfettamente alla situazione reale di ripresa e non l'ho modificato di proposito.

Sigma Foveon Modo SFD Super Fine Detail

Sotto, a confronto al 100%, la foto ottenuta in modalità SFD dal file X3I e quella dal normale X3F (a destra). Sono entrambe molto buone, ma guardate bene nelle zone d'ombra quanti dettagli in più.

Sigma Foveon SFD Mode

Si possono recuperare gli X3F preferiti dall'X3I con una strana operazione di copincolla quando bastava un semplice "Salva gli X3F delle foto selezionate".

Sigma Foveon Modalità SFD

Posso scegliere solo un file contenuto nel pacchetto X3I?

Stranamente non si può selezionare un solo file in fase di apertura del file X3I con Sigma Photo Pro (se ne devono selezionare minimo 3), ma si può usare la voce “copia” della foto desiderata tramite menu contestuale o voce sulla barra in alto e poi fare “incolla” in qualsiasi cartella del computer. Si avrà così il file X3F dell’immagine scelta e la si potrà aprire come di consueto con Sigma Photo Pro. Un procedimento semplice, ma inutilmente contorto e non immediato da intuire.

Dopo avere sviluppato il file X3I con Sigma Photo Pro il risultato è una foto orribile. Cosa posso fare?

La foto sviluppata dal file X3I, contenendo tutte le informazioni nelle alte e nelle basse luci, appare piattissima e va lavorata in maniera opportuna. Il primo passo più facile è quello di applicare l’esposizione AUTO con Sigma Photo Pro e la maggior parte delle volte si avrà una foto già quasi perfetta. Coi soliti comandi si arriva poi all’immagine desiderata, ma è da prendere anche in considerazione la possibilità di salvare la foto senza alcuna correzione in TIFF 16bit ed effettuarle con l’editor preferito (può essere il solito Photoshop o l’altrettanto efficiente Luminar 2018). Una volta terminate le modifiche, la foto potrà essere salvata e conservata anche in JPG qualità massima. Le modifiche che si effettuano in Sigma Photo Pro intervengono sempre su tutte le X3F che compongono l’X3I: non si possono fare modifiche su un singolo X3F.

Conclusioni
La funzione SFD “Super Fine Detail” esclusiva delle fotocamere Sigma dotate di sensore Quattro è splendida e permette di ottenere dei file straordinari che non temono il confronto con le migliori medio formato (il “piccolo” medio formato digitale come quello dell’Hasselblad X1D e della Pentax 645Z), ma i vantaggi sono più o meno evidenti a seconda dei soggetti. L’unico grosso limite al suo utilizzo è la necessità di utilizzare il treppiedi e di fotografare soggetti statici visto che, durante le 7 esposizioni, è facilissimo che si muovano persino le foglie degli alberi in una bella giornata priva di vento. E’ l’ideale per le foto di architettura e gli still life in studio, ma anche nelle foto di paesaggio in cui, eventuali piccoli spostamenti di piccoli dettagli (foglie, erba) possono passare inosservati. Oppure, logicamente, questo difetto può diventare una parte creativa delle foto come ho fatto in alcuni paesaggi marini e la foto all'inizio dell'articolo.

Rino Giardiello © 03/2018
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