SIGMA 50/1.4 ART PER SONY E
Prova approfondita sul campo
Rino Giardiello, giugno 2018

In anteprima il test approfondito sul campo del nuovo Sigma 50mm F/1.4 della serie Art con attacco nativo per Sony E. Molti giorni di prove e confronti con lo stesso obiettivo disponibile per altri attacchi per vedere se ci sono differenze.

Perché dovrebbero esserci differenze tra il Sigma 50/1.4 Art per Nikon e quello per Sony? A parte il motivo, abbastanza scontato, che la resa possa essere diversa a causa dei diversi sensori e software in camera che processano le immagini, Sigma dichiara di aver implementato un nuovo algoritmo che ottimizza la messa a fuoco sui corpi Sony, rendendola più veloce delle lenti usate tramite Sigma MC-11, l’intelligente Mount Adapter creato da Sigma per adoperare obiettivi Sigma con baionetta Sigma SA o Canon su corpi Sony E. Queste ottiche native per Sony sono in grado anche di funzionare in modalità AF continuo in video, un’opzione non disponibile con l’adattatore MC-11, dialogano alla perfezione con lo stabilizzatore integrato sulle fotocamere e con il software che riduce le aberrazioni delle lenti (aberrazione cromatica, distorsione e vignettatura).

Test Sigma 50mm Art Sony E

A confronto le dimensioni del Sigma 85/1.4 Art, in versione per Sony e per Nikon, e del 50/1.4 Art per Sony e per Nikon. La maggiore lunghezza delle versioni per Sony E è ben visibile.

Questa mossa di Sigma, molto attesa dagli utenti Sony, mostra chiaramente l’interesse dell’azienda giapponese verso un mercato sempre crescente che preferisce le mirrorless alle tradizionali reflex. Le ottiche Art adattate da Sigma per Sony non sono tutte quelle in catalogo e, al momento, sono disponibili solo il 14 mm F1.8 DG HSM, il 20 mm F1.4 DG HSM, il 24 mm F1.4 DG HSM, il 35 mm F1.4 DG HSM, il 50 mm F1.4 DG HSM, il 85 mm F1.4 DG HSM ed il 135 mm F1.8 DG HSM. La maggior parte di queste ottiche sono già state provate da Nadir in altre versioni. Iniziamo dall'ottimo Sigma 50mm F/1.4 Art già provato qui.

In mano
La prima cosa che si nota subito è la solita, grande qualità costruttiva dei Sigma Art: grandi, pesanti e ben rifiniti, è evidente la massima cura in ogni dettaglio della realizzazione. La seconda, purtroppo, è che per adeguare le ottiche Art esistenti, progettate per il tiraggio medio di una reflex, al tiraggio corto di una mirrorless, la soluzione più semplice sia stata quella di aggiungere una “prolunga” agli obiettivi. Questo le rende più lunghe (2,5 cm per la precisione, un po’ come montare l’MC-11) e, sulle piccole mirrorless della Sony, sicuramente non fa un bell’effetto ed aumenta di circa 100 grammi il peso dell’obiettivo anche se, a conti fatti, dimensioni e peso non sono molto diversi da quelli del Sony Zeiss Planar 50/1.4 FE della serie G Master.

Test Sigma 50mm Art Sony E

Nonostante i 2,5 cm di lunghezza ed i 100 grammi in più della versione per Sony E, il Sigma 50/1.4 Art non è sbilanciato su qualsiasi corpo della serie Sony A7 (nella foto è su una Sony A7R II). Avrei apprezzato, comunque, su un corpo piccolo e leggero come quello delle diffuse mirrorless Sony, avere un obiettivo ben più compatto.

Test Sigma 50mm Art Sony E

Realizzato in solido metallo (in realtà si tratta del TSC, vedi più avanti) come tutti gli obiettivi della serie Art, il Sigma 50mm F/1.4 DG Art fa capire subito di essere un obiettivo di fascia alta. A corredo ci sono il paraluce e la solita custodia bene imbottita che protegge e contiene gli Art. Nonostante le dimensioni ed il peso si impugna alla perfezione e la ghiera di messa a fuoco è morbida e dall’ottima presa.

TSC (Thermally Stable Composite)
Dicevo che il Sigma 50/1.4 Art è un “solido metallo”, ma in realtà è realizzato col nuovo materiale di sintesi TSC (Thermally Stable Composite) che sfrutta le qualità del metallo e del policarbonato. Questo abbina un minimo allungamento termico ad una durezza eccezionale. Il TSC offre caratteristiche di espansione simili a quelle dell'alluminio, ma con una elasticità maggiore del 25%. In mano la sensazione è quella di un obiettivo “dei vecchi tempi”, cioè interamente in metallo, solido, rifinito e ben costruito. Nonostante la maggiore lunghezza di questa versione, si impugna bene e la mano sinistra si trova in maniera naturale sull’ampia ghiera per la messa a fuoco.

Sul campo
La differenza di velocità dell’autofocus del Sigma 50mm F/1.4 DG Art per Sony rispetto allo stesso obiettivo per Canon o Sigma montati tramite MC-11 è notevole. Il Sigma 50mm F/1.4 DG Art per Sony è veloce e reattivo, la messa a fuoco HSM (“Hyper Sonic Motor”, vale a dire il motore ipersonico che permette una veloce e silenziosa) è stata perfetta in tutte le foto del test anche a tutta apertura. La messa a fuoco è interna per cui l’obiettivo non si allunga passando dall’infinito alla minima distanza di messa a fuoco (un ragguardevole 0.40 m) ed i filtri non ruotano durante la messa a fuoco.

Test Sigma 50mm Art Sony E

Non ci sono evidenti differenze di resa tra il Sigma 50/1.4 Art per Sony su corpo A7R II e quello per Nikon su corpo D810. Le leggere differenze cromatiche e di contrasto dovute ai sensori ed ai relativi firmware, sono facilmente gestibili in postproduzione e rientrano nella norma (vedi anche crop sottostanti). Grazie al piccolo Miron per aver fatto da modello ed a Paolo Iammarrone per la bella foto ed al supporto per il test.

Test Sigma 50mm Art Sony E

La qualità delle immagini
Restano il punto forte del Sigma 50mm F/1.4 DG Art, decisamente ottime come già rilevato nei precedenti test su corpi Nikon e Sigma sd Quattro H. Il Sigma 50mm F/1.4 DG HSM Art è nitido e brillante anche a F/1.4 e, come il 35/1.4 Art, fa impallidire molte ottiche originali di corrispondente lunghezza focale. I bordi a tutta apertura sono un po’ morbidi, ma diventano molto buoni ad F/5.6 e, del resto, non si comprano gli obiettivi F/1.4 per farci le riproduzioni a tutta apertura. Ad F/4 si hanno le migliori prestazioni al centro mentre i bordi arrivano al loro massimo ad F/5.6. Questi due valori di diaframma possono essere considerati i migliori, ma le cose cambiano di pochissimo (in peggio) chiudendo ad F/8, e non c’è mai un vero e proprio crollo di qualità, neanche ad F/16. Buono il bokeh e molto buone le transizioni da nitido a sfocato nei vari piani di messa a fuoco, mai impastato. Lo sfocato non è morbidissimo come ci si aspetterebbe, ma è comunque molto gradevole soprattutto quando il soggetto principale della foto è a distanze brevi come, per esempio, eseguendo dei ritratti a mezzo busto.

Test Sigma 50mm Art Sony E

Foto scattata da Agostino Maiello con Sony A7R III durante il 4° Incontro Foveon e Sigma "Week & Try" del 10 giugno 2018 a Pescara.

A tutta apertura la vignettatura è poca e la si può notare su soggetti di colore uniforme, perfettamente nella norma per un 50mm F/1.4; si riduce tantissimo ad F/2 (all’atto pratico, nelle foto nel mondo reale non si nota più) e diventa virtualmente assente a partire da F/2.8. La distorsione è pochissima, alle soglie dell’inesistente, e comunque facilmente eliminabile del tutto in fase di postproduzione insieme alle (poche) aberrazioni cromatiche da F/1.4 a F/2.8. Da segnalare che la nitidezza ai diaframmi più aperti è in ogni caso al di sopra della media sia al centro che ai bordi. I riflessi sono molto contenuti per un’ottica così luminosa e devo dire di non avere mai avuto problemi sul campo se non andandoli a cercare.

macro con Sigma 50/1.4 Art

Il Sigma 50/1.4 Art non è macro anche se ha una distanza minima di messa a fuoco di soli 40 cm che permette comunque un buon rapporto d'ingrandimento. L'elevata nitidezza, unita all'elevata risoluzione dei sensori delle più recenti generazioni, permette tuttavia dei notevoli crop senza che si noti alcuna perdità di qualità. In alto, la foto intera ai minuscoli fiori di una pianta di rosmarino, in basso il dettaglio di circa metà dello scatto originale (cliccare sulla foto per vederla di maggiori dimensioni).

crop macro Sigma 50 Art

Conclusioni
Il Sigma 50mm F/1.4 DG HSM Art per Sony è un obiettivo dalla qualità impressionante che compete a testa alta con quella del corrispondente Zeiss Planar 50/1.4 FE della serie G Master che, non dimentichiamolo, costa più del doppio. La nitidezza al centro è elevatissima, ma anche i bordi fanno sempre bene il loro dovere. La resa generale delle immagini è sbalorditiva. In estrema sintesi, è un’ottica dal rapporto qualità/prezzo molto elevato e con una resa molto bella in tutte le situazioni fotografiche ed a tutti i diaframmi. Cosa fondamentale, dialoga perfettamente con tutti i recenti corpi Sony della serie A7 con cui ho avuto modo di provarlo e l’autofocus non sbaglia un colpo.

Rino Giardiello © 06/2018
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