Un’accoppiata sbagliata in partenza? Ebbene no, basta essere consapevoli delle fotocamere e degli obiettivi posseduti, delle loro possibilità, dei loro limiti e di come sfruttarli al massimo.
Ho l’ottimo SIGMA 150-600 Sports, ma è grosso e pesante, non certo l’obiettivo adatto per uscire se non si hanno “intenzioni serie”. Il nuovo SIGMA 135/1.4 DG Art, pur non essendo un peso piuma, si porta con facilità.
Cliccare sulla foto per vederla di maggiori dimensioni.
Per completezza potete leggere i miei precedenti test e le prove sul campo del SIGMA 135/1.4 DG Art in questi articoli:
Test generale
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_135-F1,4-ART/sigma-135-f1,4-dg-art.htm
Approfondimento e ulteriori considerazioni
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_135-F1,4-ART-approfondimento/sigma-135-f1,4-dg-art-approfondimento.htm
Prova sul campo al mercato
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_135-F1,4-ART-MERCATO/sigma-135-f1,4-dg-art-al-mercato.htm
Per fotografare in teatro
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_135-F1,4-DG-ART-TEATRO/sigma-135-f1,4-dg-art-teatro.htm
La luna
Una foto sorprendente per la sua semplicità di realizzazione: avevo solo l'ottimo SIGMA 135/1.4 DG Art che, ovviamente, come lunghezza focale, non è il massimo per fotografare la luna, ma è talmente nitido e preciso nella messa a fuoco che, sfruttando i 61Mpx della SIGMA fp L, ho potuto ottenere l'immagine che vedete (un crop dai 9520px originali a 4000px che non sono affatto disprezzabili) senza perdita di qualità. Nessun trucco, nessun inganno e, sfruttando le varie possibilità offerte dall’AI, si potrebbe ottenere una foto di maggiori dimensioni senza destare sospetti.
Fotografare la luna a mano libera è molto semplice (le regole di base esistono sin dai tempi della fotografia analogica) perché i tempi di scatto sono quelli validi per un corpo illuminato dal sole (quindi molto brevi) e non quelli lunghi per le foto notturne.
In questo caso, ho impostato 100ISO F2.5 1/640s che si sono rivelati perfetti (del resto, grazie all’anteprima sull’ottimo display della SIGMA fp L, è possibile verificare in diretta l’immagine che si sta per ottenere). Ho scattato in DNG+JPG e le foto in JPG erano praticamente perfette con in più il vantaggio del leggero smussamento del rumore e un minimo aumento di nitidezza che avrei dovuto aggiungere partendo dal DNG.
La fotografia è fatta di piccoli accorgimenti, amore e quel po’ di competenza necessaria per non dire sempre di sì alle scelte della fotocamera.
Rino Giardiello © 08/2026
Riproduzione Riservata
Conclusioni
Il SIGMA 135/1.4 DG Art ha una qualità eccezionale e riesce ad unire l’elevata risoluzione anche a tutta apertura - attualmente record della sua categoria - con la bellezza delle immagini e la possibilità di isolare il soggetto dallo sfondo grazie allo sfocato molto evidente e, soprattutto, molto gradevole grazie all'ottimo bokeh. La profondità di campo, soprattutto alle breve distanze, è davvero minima e va sfruttata in maniera opportuna. Peso e dimensioni sono generosi, ma proporzionati alla qualità ed alla robustezza. Peccato che l’obiettivo non sia dotato di stabilizzazione ottica anche se questo non è un problema con i corpi Sony e Panasonic che hanno la stabilizzazione sul sensore. La resa è ottima a tutti i valori di diaframma, ma non posso che ripetere quanto mi sia piaciuta quella a tutta apertura: non è solo questione di nitidezza (notevole), ma di perfetto equilibrio tra le aree nitide e quelle sfocate. Basta provarlo sul campo e spaziare dai ritratti all’architettura ed al paesaggio per rendersene conto. Globalmente è un obiettivo che mi è piaciuto molto e mi sono trovato piacevolmente a mio agio tornando ad una lunghezza focale classica che avrei apprezzato maggiormente se l’obiettivo fosse stato più compatto e leggero a costo di diventare “solo” F/2. Come tutti i recenti obiettivi SIGMA, il 135/1.4 DG Art è ben protetto da polvere e umidità, quindi è adatto ad essere usato anche in ambienti esterni più impegnativi ed è la classica dimostrazione della qualità Made in Japan e dell'impegno di cui SIGMA va giustamente fiera.
Rino Giardiello © 2025/10
Riproduzione Riservata
Conclusions
The SIGMA 135/1.4 DG Art boasts exceptional quality and combine high resolution even wide open - currently the best in its class - with beautiful images and the ability to isolate the subject from the background thanks to the very pleasant bokeh. Depth of field, especially at close range, is truly minimal and must be used wisely.
The build quality of the SIGMA 135/1.4 DG Art is exceptionally good. The TSC (Thermally Stable Composite) body is sturdy, stiff and scratch resistant. Weight and size are generous, but proportionate to the quality and strength of the lens. It's a shame that it doesn't feature optical stabilization, although this isn't a problem with Sony and Panasonic cameras that have on-sensor stabilization. Performance is excellent at all apertures and I loved wide-open performance for the perfect balance between sharp and out-of-focus areas. You only need to try it on the field from portraits to architecture and landscapes to realize this. Overall, it's a lens I really liked, and I felt pleasantly comfortable returning to a "classic" focal length that I would have appreciated more if the lens had been more compact and lighter, even if "just" F/2. Like all recent SIGMA lenses, the 135/1.4 DG Art is well protected from dust and moisture, making it suitable for using in all conditions and is a classic demonstration of the Made in Japan quality of which SIGMA is rightly proud.
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