Confronto sul campo tra SIGMA 24-70/2.8 DG DN II Art e SIGMA 28-70/2.8 DG DN Contemporary senza peli sulla lingua. La difficile scelta.
Gli anni passano e molti obiettivi non reggono il tempo che passa, il progresso tecnologico e la concorrenza sempre più agguerrita dei nuovi arrivati; viceversa, alcuni di essi continuano ad essere ai vertici delle loro categorie e ad essere obiettivi ben sfruttabili anche da un’utenza professionale.
Sigma 24-70/2.8 DG DN Art su corpo Sigma fp L. Il test approfondito qui.
SIGMA ha in casa da diversi anni (vedi test completi su Nadir Magazine nei link all'inizio dell'articolo) due zoom che chiamo “da passeggio” perché sono l’ideale per uscire leggeri e poter far fronte alla maggior parte delle situazioni. Il mio preferito zoom da passeggio ha un’escursione focale di almeno 3x come l’ottimo SIGMA 24-105/4 Art che, purtroppo, non è mai stato riproposto per le fotocamere mirrorless e sono costretto ad utilizzare la versione SA sulla Sigma fp L con l’anello adattatore MC-11, ma anche con l'adattatore l'autofocus è abbastanza reattivo e veloce. Non è certo un fulmine, ma questo non mi ha impedito di adoperarlo molto spesso durante le recenti rappresentazioni teatrali della Compagnia Controspot a Orsogna e nei concerti insieme allo splendido Sigma 70-200/2.8.
Questo bel primo piano al mitico jazzista Ron Carter l'ho scattato con il Sigma 70-200/2.8 Sports DG DN su corpo Sigma fp L.
Lo sfocato a tutta apertura del Sigma 24-70/2.8 DG DN Art a 70mm. Ottime, per uno zoom, la progressione dello sfocato e la morbidezza della aree fuori fuoco.
Entrambi gli zoom sono per fotocamere mirrorless full frame disponibili negli attacchi Sony E-Mount e Panasonic, Sigma e Leica L-Mount. Essendo full frame, si possono adoperare anche su fotocamere APS-C, tenendo presente il conseguente fattore di crop di circa 1.5x.
Dimensioni a confronto. Da sinistra verso destra: Sigma 24-70/2.8 DG DN Art, Tamron 28-75/2.8 SP, Sigma 28-70/2.8 DG DN C.
Il confronto tra il Sigma 24-70/2.8 DG DN II Art ed il 28-70/2.8 DG DN C non è facile perché dipende dalle versioni in prova: Sigma ha rinnovato lo storico 24-70/2.8 e la versione II ha diverse migliorie. Li ho provati tutti e, all'inizio di questo articolo, ho riportato i link alle pagine di Nadir coi relativi test approfonditi. Il Sigma 28-70/2.8, invece, è rimasto immutato.
Sigma 24-70/2.8 DG DN Art a 24mm. Resa notevole che non fa rimpiangere le corrispondenti ottiche fisse.
In mano
Tutti gli zoom Sigma sono ben realizzati, ben rifiniti e non si notano differenze tra il modello di pregio ed il fratello economico. Va da sé che il peso e le dimensioni del Contemporary sono decisamente minori, una scelta precisa da parte di Sigma tra prestazioni assolute e grande portabilità.
Il 24-70/2.8 DG DN Art è completamente tropicalizzato (polvere e schizzi), rendendolo la scelta obbligatoria per i professionisti che lavorano in condizioni meteo non favorevoli. Il 28-70/2.8 DG DN C ha solo una guarnizione sulla flangia d'innesto che fa bene il suo dovere e non mi ha creato problemi neanche quando sono andato a fotografare sotto una pioggerellina sottile.
Con il Sigma 28-70/2.8 DG DN C molto vicino ad una fontana con l'aggiunta di una pioggerellina sottile. Mi sono bagnato più io della fotocamera!
Il materiale è il solito, ottimo TSC, un materiale di sintesi che, in mano, offre lo stesso feeling tattile del metallo.
TSC (Thermally Stable Composite)
Nel progettare un obiettivo è ritenuto essenziale sfruttare le qualità del metallo e del policarbonato. Per la prima volta nella storia dell'industria fotografica il barilotto della nuova serie di obiettivi SIGMA è realizzato col nuovo materiale di sintesi TSC (Thermally Stable Composite) che abbina un minimo allungamento termico a una durezza eccezionale. Inoltre offre, rispetto al policarbonato, una elasticità maggiore del 25%. Data la sua bassa espansione termica, il TSC unito a parti metalliche permette di costruire obiettivi di alta precisione.
Il TSC (Thermally Stable Composite), offre caratteristiche di espansione simili a quelle dell'alluminio. Le parti in TSC si deformano meno e permettono di costruire obiettivi della massima precisione. Confrontato con il policarbonato al 20% di vetro, il materiale di uso più comune, il TSC è di circa il 70% più elastico; confrontato con il policarbonato al 30% di vetro offre una elasticità maggiore del 25%.
Controlli
L'Art dispone di tasti AFL programmabili e, nella versione II, di una ghiera dei diaframmi fisica, assenti sul modello Contemporary.
Sigma 28-70/2.8 DG DN Contemporary in una bella giornata invernale al mare.
Dimensioni e Peso
Il Sigma 28-70mm C è uno degli zoom f/2.8 più leggeri al mondo, pesando solo 470g (con leggere differenze a seconda degli innesti). È ideale per i viaggi o l'uso prolungato su gimbal.
La prima versione del Sigma 24-70mm Art pesa circa 835g, mentre la versione II è circa il 10% più leggera (745g). È decisamente più ingombrante e richiede filtri più grandi da 82mm rispetto ai 67mm del Contemporary, una dimensione molto comune di cui facilmente si dispone già.
Sigma 28-70/2.8 DG DN C a 28mm: un po' di angolo di campo in più non mi sarebbe dispiaciuto per entrare maggiormente nella scena.
Escursione Focale
24mm vs 28mm? I 4mm di differenza sul lato grandangolare non sono pochi e diventano fondamentali per me, da sempre interessato alle foto di architettura e costretto a fotografare anche in spazi molto ristretti. Il 24mm offre un angolo di campo visibilmente superiore e amplia le possibilità di utilizzo di questo zoom.
Il 28-70mm costringe spesso a fare un passo indietro (quando possibile e non sempre lo è) o a cambiare ottica per scatti grandangolari ampi: la mia soluzione è stata quella di accompagnarlo sempre con il Sigma 16-28/2.8 DG DN C che è molto compatto e di grande qualità, ma poi, alla resa dei conti, esco con due zoom e non solo con uno. Spettacolare il 16-28/2.8 DG DN C per immergersi nella scena come ho fatto in occasione del Raduno Harley Davidson.
Vecchi libri e antichi merletti. Poca luce e tanta atmosfera ben riprodotta dal SIGMA 24-70/2.8 Art II alla focale di 54mm. Notevole la nitidezza, ma guardate la sensazione di "spessore" dei tre libri sulla destra o il materiale rovinato della base della lampada. Sono queste cose che, nel mondo reale, fanno la differenza. La stessa sensazione di profondità la troviamo nella foto sottostante scattata in un giorno di mercato a Pescara.
Qualità d'immagine
Nitidezza. Il Sigma 24-70/2.8 DG DN II Art ha un leggero vantaggio, specialmente ai bordi e a tutta apertura. Tuttavia, il Sigma 28-70mm Contemporary offre prestazioni eccellenti, arrivando vicino alla qualità dell'Art in molti contesti reali. La vera differenza non è nella risolvenza al centro ed ai bordi ai diversi valori di diaframma, ma nell’incredibile senso di ariosità e tridimensionalità del 24-70. Queste cose sono difficilmente pareggiabili con Photoshop e le foto, affiancate, mostrano le differenze, ma sono finezze che si notano solo facendo dei confronti alla pari in situazioni identiche. Nella globalità, la qualità d’immagine di entrambi è molto alta. Le altre aberrazioni sono virtualmente assenti soprattutto grazie alle correzioni in-camera.
La massima lunghezza focale è di soli 70mm e non è quella che prediligo, ma il 28-70/2.8 DG DN C a 70mm offre comunque una nitidezza elevata insieme ad una buona progressione dello sfocato. (a destra, grazie la mia figliolina Francesca Giardiello, sempre disponibile per il papà).
Un breve servizio fotografico (tutto effettuato con il Sigma 28-70/2.8) e la storia di "Tonino il pescatore", con un breve dossier fotografico, è qui.
Velocità Autofocus
Qui il confronto è facile: il nuovo Sigma 24-70mm F/2.8 Mark II utilizza motori HLA (High-response Linear Actuator) che sono fino a 3 volte più veloci rispetto alla generazione precedente, superando nettamente il 28-70mm in situazioni d'azione. Velocità e precisione di altro livello, ma il 28-70 svolge comunque bene il suo lavoro.
Conclusioni
Se vi servono delle prestazioni molto elevate in tutti i campi, a tutte le lunghezze focali ed a tutti i valori di diaframma, c’è poco da girarci intorno: il Sigma 24-70/2.8 DG DN Art fa parte di una serie eccezionale che, pur con peso, dimensioni e prezzo elevati, mantiene le promesse e punta ad un target esigente e professionale. Difficile trovare di meglio. Il Sigma 28-70/2.8 DG DN C svolge molto bene il suo compito, il prezzo è abbastanza contenuto e lo porterete sempre con voi proprio grazie al peso ed alle dimensioni ridotte. Concludendo, se il peso ed il prezzo non sono un problema e desiderate la massima versatilità e qualità per usi non professionali, il Sigma 24-70mm Art è la scelta migliore. Se puntate ad un setup leggero per viaggiare senza sacrificare l'apertura f/2.8, il Sigma 28-70mm Contemporary offre il miglior compromesso qualità/prezzo.
Rino Giardiello © 02/2026
Riproduzione Riservata
Le possibilità macro del Sigma 24-70 non sono da record, ma offrono una notevole qualità con una resa molto vivida e naturale. La foto in basso è ricavata senza modifiche dalla JPG in-camera. Di seguito, un particolare al 100%.
Riepilogo caratteristiche (in ordine)
Sigma 24-70mm f/2.8 DG DN Art (V2) - Sigma 28-70mm f/2.8 DG DN Contemporary
Peso: 745g - 470g
Diametro filtri: 82mm - 67mm
Tropicalizzazione: Completa - Solo innesto
Minima focale: 24mm - 28mm
Utilizzo ideale: Professionale, paesaggio, eventi - Travel, gimbal, street, hobby
Alcuni test sono disponibili anche sotto forma di videorecensione
SIGMA 24-70/2.8 DG DN Art
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_24-70-ART/sigma-24-70-art-dg-dn.htm
SIGMA 24-70/2.8 DG DN II Art
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_24-70-DG-DN-ART-II/sigma-24-70-art-II.htm
SIGMA 28-70mm F/2.8 DG DN Contemporary
https://www.nadir.it/ob-fot/SIGMA_28-70-C/sigma-28-70-contemporary.htm
SIGMA 28-70/2.8 DG DN C Videorecensione
https://youtu.be/GtRLT7Y_jZo?si=sRH83ipmTaVliQdZ
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• Videorecensione del SIGMA 28-70/2.8 DG DN Contemporary su YouTube
• Disponibile la versione in Inglese del test del Sigma 28-70/2.8 DG DN C
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